Ogni grande storia ha bisogno di eroi impeccabili e di antagonisti inaspettati, e la 33ª giornata di Premier League non ha fatto eccezione. Se l’Etihad Stadium è diventato il palcoscenico di una consacrazione quasi divina, altri campi d’Inghilterra hanno raccontato una cronaca ben diversa, fatta di passi falsi, nervi tesi e occasioni sprecate. Sveliamo chi sono i Top e i Flop.
Premier League, 33ª giornata: i Top
- Erling Haaland; Non poteva che essere lui l’uomo copertina della giornata di Premier League. Dopo un breve digiuno che aveva fatto sussurrare i critici, il “Vichingo” ha deciso il big match contro l’Arsenal con un gol di pura prepotenza fisica al 65°. È l’immagine del City che non abdica: un balzo imperioso che ha travolto la resistenza dei Gunners e ha riaperto ufficialmente la corsa al titolo. INELUTTABILE
- Rayan Cherki; Se Erling Haaland è il braccio, Ryan Cherki è stato la mente. In una partita bloccata dalla tensione, il talento francese ha sbloccato il risultato al 20° con una giocata di classe cristallina, saltando Gabriel in un fazzoletto di terra prima di trafiggere David Raya. Oltre al gol, ha fornito l’assist decisivo per Erling Haaland, confermandosi il nuovo padrone della trequarti di Pep Guardiola. IPNOTICO
- Ollie Watkins; Mentre i riflettori erano puntati sulla sfida al vertice tra City e Arsenal, Ollie Watkins ha dato vita a una masterclass di cinismo e movimento senza palla contro il Sunderland. Una doppietta d’autore: il primo gol di testa, un marchio di fabbrica per tempismo, e il secondo con un diagonale chirurgico che ha spento ogni speranza dei Black Cats. Con questi due sigilli, l’attaccante inglese entra tra i Top di giornata. INFALLIBILE
Premier League, 33ª giornata: i Flop
- Kevin Danso; ll Brighton di Hurzeler è una macchina quasi perfetta, ma Kevin Danso ne è stato l’ingranaggio difettoso. In una partita di rara intensità tattica, il difensore austriaco ha vissuto novanta minuti di pura apnea. L’errore che ha spianato la strada al gol degli Spurs è un mix di eccessiva confidenza e scarsa reattività: un retropassaggio troppo corto che è diventato un invito a nozze per l’attacco avversario. Per un centrale della sua caratura, è stato un blackout difficile da spiegare. DISORIENTATO
- Alexander Isak; In un derby acceso e fisico come quello contro l’Everton, Isak è apparso come un corpo estraneo nel tridente di Arne Slot. Mentre la partita richiedeva sciabola e fango, lo svedese ha cercato un fioretto che non è mai riuscito a sguainare. Ha fallito un gol clamoroso davanti a Jordan Pickford, un errore non da lui che ha tolto fiducia a tutta la squadra. La sua eleganza si è trasformata in indolenza, lasciando i tifosi dei Reds con l’amaro in bocca. EVANESCENTE
- Martin Dúbravka; Se il Burnley è uscito dal campo con le ossa rotte contro il Forest, molto lo si deve all’insicurezza trasmessa dal suo numero uno. Dúbravka è parso costantemente fuori tempo: colpevole su almeno due delle reti subite per mancanza di reattività e per una lettura rivedibile delle traiettorie. In un ruolo dove la fiducia è tutto, lo slovacco ha mostrato crepe profonde, agendo più da spettatore non pagante che da ultimo baluardo. DISTRATTO