Abbiamo lasciato abbassare i fumi alcolici e emozionali dell’ultima giornata in Premiership e ora possiamo tuffarci in una valutazione dell’annata delle singole squadre.
Celtic 7
“I won, but at what cost…” avete presente il meme di Wario, no? Ecco questo Celtic sembra cosi, distrutto anche nella vittoria. I Bhoys restano di gran lunga la squadra più forte di Scozia e lo hanno dimostrato, vincendo al fotofinish anche se autorevolmente un campionato che hanno fatto di tutto per perdere.
La parentesi Nancy quanto di più assurdo visto su un campo di pallone, lode al pluripensionato O’Neil che spera di non sentire il telefono squillare per un po’.
Sul campo Nygren merita forse un palcoscenico più probante della SPL, a 24 anni con il suo senso del gol può far gola a molti club che cercano una mezzala offensiva. Noi vi avvisiamo ora, ma fra dodici mesi Tounekti uomo mercato.
Hearts 9,5
Si fermano a pochi passi dalla leggenda, ma la strada della proprietà è quella giusta. Bloom sa il fatto suo e lo ha dimostrato implementando un sistema di scouting che ha scovato gemme nascoste come Claudio Braga o Kyrizidis.
La sensazione ovviamente oggi è quella di aver perduto una possibilità storica, ma osservando il processo la realtà parla di un club che cresce e che non ha intenzione di essere comprimario. Il titolo non è arrivato? Ci proveremo l’anno prossimo.
Rangers 5
Con dei Celtic così zoppicanti sembrava la giusta occasione per ritornare al titolo. Invece così non è stato. Un Championship Round da incubo certifica la realtà. Squadra fragile, con pochi elementi di personalità e diversi giocatori importanti al capolinea di carriera. Tavernier non è più quello di un tempo. Raskin è un motorino infinito, ma se si ferma lui non c’è chi ne faccia le veci. Tanti acquisti non hanno affatto reso quanto immaginato. Nota positiva: l’esplosione di Chermiti.
Il portoghese ha rimesso assieme i pezzi dopo la brutta esperienza all’Everton e ad candida ad essere uomo mercato per la stagione.
Motherwell 8
Ovviamente le distanze non sono colmate con le tre davanti, ma la banda di Jens Askou ha mostrato un bel calcio, riuscendo a rendere la vita difficile ad ogni compagine affrontata. Il tecnico svedese ha già salutato la famiglia orogranata, siederà sulla panchina del Tolosa, ma resta il lavoro fatto. Elliot Ward è stato l’MVP del campionato, disputando una stagione sontuosa, da leader tecnico e metronomo degli Steelmen. Discontinuo, ma interessante Maswanhise che ha trovato spesso la via della rete.
Longelo ormai è una certezza sulla fascia mancina e potrebbe attirare l’attenzione sul mercato. Occhio pure al neozelandese Just. Lavoro eccellente di valorizzazione.
Hibernian 6,5
Alla fine gli Hibs hanno fatto il loro, conducendo un campionato tutto sommato tranquillo e regolare. L’acquisto di McGrath dall’Aberdeen è stato sicuramente indovinato, dato che l’irlandese si è trasformato nel leader dei Verdi di Edimburgo. La squadra non ha enormi individualità da proporre, sopratutto dopo la cessione invernale di Bowie all’Hellas Verona, ma è solida e lavora. Per gli orizzonti dell’Hibernian questo dovrebbe essere sufficiente.
Falkirk 8
A inizio anno sembravano candidati a una possibile retrocessione e invece eccoli qua, annata ottima addirittura strappando il pass per la poule scudetto. John McGlynn in panchina ha i suoi meriti, da navigato artigiano della panchina con una lunga esperienza nella provincia scozzese, ma guardando al rettangolo verde sono più di uno i profili interessanti dei Bairns.
Calvin Miller ha avuto momenti di pura onnipotenza sulla fascia sinistra, grazie anche alla copertura del ceco Lissah. Brad Spencer è la personificazione di “Una vita da mediano” di Ligabue, centrocampista sgobbone che arriva con la volontà dove non lo fa la tecnica. Infine occhi a Barney Stewart, ancora acerbo in diversi aspetti del gioco, ma numero 9 molto interessante in prospettiva.
Dundee United 6,5
Certo un passo indietro rispetto alla qualificazione europea di dodici mesi fa, ma non è tutto da buttare per Jim Goodwin. A volte servono anche stagioni come questa per cementare le basi. Ferry si è dimostrato un calciatore pronto a guidare la squadra e con qualità sorprendenti. Sono cresciuti elementi come Sevelj, Sapsford, Stephenson. Il problema probabilmente risiede nella costruzione della rosa, che poggia in buona parte su elementi in prestito che non rivedremo a settembre. Situazione che potrebbe rivelarsi una lama a doppio taglio.
Dundee FC 6,5
Passo in avanti rispetto alla complessa salvezza di un anno fa, ma non si intravede un percorso di crescita definito. Sicuramente alcuni elementi hanno confermato di essere decisivi a questi livelli.
Graham e Astley sono ottimi centrali difensivi. McCraken resta uno dei numeri uno più interessanti del paese. Il problema di Pressley è che dalla cintola in su non c’è qualità. E nell’anno del Signore 2026 affidare le proprie fortune offensive al simpatico Simon Murray non pare una scelta avveduta.
Aberdeen 4
Ricordate l’anno scorso? Ad un certo punto i Dons sembravano ad un passo da diventare una candidata al titolo. Avevano ritmo, fisicità e voglia. Avevano appunto. Ne Thelin, ne Leven e nemmeno Robinson hanno trovato la chiave di volta per far girare il club, che pur offre diversi elementi di valore. Devlin, Mitov, Shinnie, Nisbet, non saranno campioni, ma nemmeno la banda musicale vista a tratti quest’anno.
Troppe porte girevoli sul mercato con tanti giocatori arrivati per essere importanti, Karlsson e Aouchiche su tutti, che hanno mollato prima del tempo.
Kilmarnock 5,5
Difficile pretendere più che la salvezza per la piccola società. Obiettivo minimo centrato, pur senza entusiasmare. Una terrificante sfilza di sconfitte consecutive costa il posto a Kettlewell, sostituito da McCann. Ottima la stagione di svezzamento di Findlay Curtis che ha chiuso in crescendo l’annata e si candida ad un spot da semi titolare ai Rangers. Certo la lesione di John Jules a febbraio si è rivelata una perdita enorme per i Killies, sebbene abbia dato spazio alla crescita di Hugill.
Ad ogni modo il grosso problema è stata la difesa biancoblu, la seconda più battuta della lega. 68 gol incassati in 38 match non sono un bel biglietto da visita.
St Mirren 4
La salvezza arrivata solo allo spareggio é chiaramente un enorme down grande rispetto al sesto posto dello scorso anno. É mancato tutto. Guida tecnica, prestaIoni e pure l’ambiente. Difficile salvare qualcuno in questa annata, forse il solo Miguel Freckleton può rappresentare una luce nell’oscurità, ma resta molto poco. Il rischio concreto che l’anno prossimo possa diventare quello della retrocessione esiste.
Livingston 6
La sufficienza la guadagnano perché era chiaro come il sole che sarebbero retrocessi già alla prima giornata. Però hanno onorato la competizione, perdendo tanto e spesso, ma senza mollare mai. E nello sport questo ha un enorme valore. Il gruppo squadra non offre granché dal punto di vista tecnico, ma umanamente sono stati grandi, strappando anche qualche risultato di prestigio come il pari casalingo contro i Rangers.