La decisione del Friedkin Group di mettere in vendita la quota di maggioranza dell’Everton (affidando il mandato alla banca d’affari Moelis & Company) a meno di due anni dal loro insediamento è legata a una ridefinizione del loro portafoglio globale (che include anche la Roma e il maxi-progetto per la nuova franchigia NHL a Houston).
Sebbene a poche ore dall’annuncio ufficiale non siano ancora stati fatti nomi specifici di acquirenti già vincolati da offerte formali, il mercato dei potenziali compratori per l’Everton si articola su categorie ben precise di investitori attratti dalle nuove condizioni del club (in primis il completamento del passaggio nel nuovo Hill Dickinson Stadium al Bramley-Moore Dock). Ecco chi sono i soggetti potenzialmente interessati e i motivi della loro possibile discesa in campo.
Everton, i possibili acquirenti
L’Everton dopo aver attratto diversi investitori di minoranza da qualche anno, fa di nuovo gola ai grandi fondi d’investimento internazionali e a facoltosi magnati pronti a sbarcare nel calcio inglese. Ma chi sono i potenziali compratori pronti a ririlevare i Toffees; tra indizi di mercato, profili istituzionali e speculazioni finanziarie, analizziamo i soggetti più indiziati per il futuro societario del club di Liverpool.
1. John Textor
- Chi è: Imprenditore e magnate americano dello sport, azionista di rilievo nel mondo del calcio (multiclub).
- Perché viene accostato all’Everton: In passato Textor aveva manifestato un forte interesse per l’Everton, ma la trattativa si era arenata a causa della quota di minoranza che deteneva nel Crystal Palace. Con la cessione di quella quota avvenuta in precedenza, l’ostacolo normativo e di conflitto d’interessi è venuto meno, rendendolo un nome logico da monitorare tra i potenziali pretendenti.
2. Il consorzio Bell-Downing (Andy Bell e George Downing)
- Chi sono: Finanziari e imprenditori britannici con legami storici con il tessuto economico di Liverpool.
- Perché vengono accostati all’Everton: Avevano già presentato una proposta seria e strutturata durante il precedente passaggio di mano per rilevare il club, puntando su una combinazione di nuovo capitale ed equity. Avendo già un piano industriale e una forte connessione con l’ambiente e la tifoseria, una loro ripresentazione sotto forma di cordata è considerata plausibile.
3. Vici Private Finance / Alexander Manoukian
- Chi sono: Gruppi d’investimento e investitori basati a Londra, precedentemente collegati a offerte basate su capitali misti (britannici, statunitensi e del Golfo).
- Perché vengono accostati all’Everton: Durante le varie aste e turbolenze societarie dell’era Moshiri, il loro nome è emerso per offerte incentrate sull’evitare ulteriore debito di acquisizione. Vengono spesso citati dagli analisti tra i soggetti potenzialmente in grado di fiutare nuovamente l’affare con la nuova configurazione societaria.
4. MSP Sports Capital e fondi di Private Equity statunitensi
- Chi è: Il fondo d’investimento americano guidato da Jahm Najafi e2D Capital, già vicino in passato alle vicende finanziarie dell’Everton (avendo anche concesso prestiti nei momenti di crisi della precedente gestione).
- Perché vengono accostati all’Everton: Avendo già una profonda conoscenza dei libri contabili, delle strutture e delle dinamiche del club, i fondi di venture capital e private equity legati a ex partner di questo calibro rimangono costantemente nel radar per operazioni di rifinanziamento o acquisto di quote di maggioranza.