La sconfitta della Scozia contro il Marocco ai Mondiali 2026 continua a far discutere, soprattutto per due episodi in area che hanno lasciato l’amaro in bocca ai tifosi e agli stessi giocatori. Il caso più controverso riguarda il contatto tra John McGinn e Neil El Aynaoui, un intervento che molti hanno giudicato da rigore netto. A chiarire cosa sia accaduto è stato Stephen McGinn, fratello del centrocampista e membro dello staff tecnico del Falkirk, che ha riportato la spiegazione fornita direttamente dall’arbitro Ilgiz Tantashev: secondo il direttore di gara, il fallo non sarebbe stato punibile perché il pallone stava uscendo dal campo nel momento del contatto.
Una motivazione che ha lasciato tutti interdetti. Stephen McGinn ha raccontato che, a caldo, aveva percepito l’azione come un rigore evidente, molto più chiaro rispetto all’altro episodio che aveva coinvolto Scott McTominay, giudicato invece meno convincente già in diretta. Rivedendo le immagini, il suo giudizio è diventato ancora più netto: per lui si trattava di un fallo senza alcun dubbio, e la spiegazione dell’arbitro non avrebbe alcuna base logica o regolamentare.
Anche Neil McCann, ex nazionale e oggi allenatore del Kilmarnock, ha confermato la stessa lettura. Secondo lui, McGinn aveva semplicemente anticipato l’avversario portandosi il pallone sul corpo per protezione, una dinamica comune in area e che spesso porta al fischio del rigore quando il difensore arriva in ritardo. McCann ha sottolineato che il contatto sul fianco del giocatore scozzese era sufficiente a sbilanciarlo, pur non trattandosi di un intervento violento, e che quindi la decisione arbitrale risulta difficilmente giustificabile.
Mondali 2026: non solo McGinn, ma anche l’espulsione di Issa Diop
Ma le polemiche non finiscono qui. Entrambi gli analisti hanno criticato anche la mancata espulsione di Issa Diop per un intervento da ultimo uomo su Che Adams. Per McCann, il fallo era chiaramente da rosso: nessun difensore in copertura, un contatto evidente e un’azione che avrebbe potuto portare a una chiara occasione da gol. L’allenatore si è detto sorpreso che il VAR non abbia richiamato l’arbitro al monitor, soprattutto considerando che in Premiership si sono visti cartellini rossi anche in zone del campo molto più lontane dalla porta .
Stephen McGinn ha condiviso la stessa opinione, ricordando come nella stagione precedente episodi simili fossero stati puniti con grande severità. Per lui, anche questo intervento rientrava nella categoria dei “rossi inevitabili” .
Il risultato finale, un 1-0 che pesa nel cammino mondiale della Scozia, passa così in secondo piano rispetto al dibattito arbitrale. Le decisioni di Tantashev hanno lasciato la sensazione di un trattamento ingiusto, alimentando frustrazione e dubbi sulla coerenza nell’applicazione del regolamento. La squadra ora vola a Miami “con speranza e senza paura”, ma con la consapevolezza che episodi del genere possono cambiare il destino di un’intera competizione.