Otto gol, tensione alle stelle e un finale che ha tenuto tutti col fiato sospeso fino all’ultimo secondo: così il Celtic ha staccato il pass per la finale di Scottish Cup battendo il St Mirren ad Hampden. I Bhoys hanno vinto solo dopo i tempi supplementari, in una sfida che sembrava non voler mai finire.
Dal fischio d’inizio, il Celtic ha spinto forte, cercando di chiudere in fretta. Ma il St Mirren, squadra tosta e determinata, non ha concesso nulla, rispondendo colpo su colpo e dimostrando di meritare ogni secondo sul campo. È stata una battaglia vera, fatta di grinta, testa e quel pizzico di fortuna che spesso decide le partite più equilibrate.
La partita si è accesa subito. Dopo appena 57 secondi, Daizen Maeda ha approfittato di un errore del portiere Ryan Mullen, regalando al Celtic un vantaggio immediato. Poco prima dell’intervallo, Anthony Ralston ha chiuso un primo tempo intensissimo con un tiro da applausi, portando il punteggio sul 2-0. Sembrava fatta per i campioni in carica.
Ma il St Mirren non aveva intenzione di arrendersi. Nella ripresa, i Buddies si sono rianimati con un colpo di testa di Mikael Mandron, che ha riaperto la partita. Il momento più caldo è arrivato al 91’, quando Mandron ha firmato un gran tiro che ha fatto tremare i padroni di casa. Il St Mirren ha mostrato una reazione notevole, mettendo spesso in difficoltà il Celtic.
Da segnalare anche il giovane portiere dello St Mirren, Grant Tamosevicius, solo 17 anni, entrato al 14’ per sostituire Mullen infortunato. Nonostante l’emozione del debutto, il ragazzo ha fatto alcune belle parate, aggiungendo un pizzico di imprevedibilità alla partita.
I supplementari che hanno chiuso i conti
Con il punteggio ancora sul 2-2, sono arrivati quattro gol in sei minuti che hanno chiuso la partita. Kelechi Iheanacho, entrato dalla panchina, ha sfruttato l’entusiasmo del Celtic infilando la rete del vantaggio con un colpo di testa preciso. Poco dopo è arrivato il gol di Luke McCowan, con un tiro chirurgico che ha portato il punteggio sul 4-2.
Iheanacho ha poi firmato il quinto gol con grinta, spezzando definitivamente le speranze del St Mirren. A chiudere i conti è stato Benjamin Nygren, giovane attaccante svedese autore di una stagione da protagonista, con il suo ventesimo gol stagionale. Questo sigillo ha confermato il dominio del Celtic nel momento decisivo.
La finale sarà uno scontro di vecchie conoscenze
Il 23 maggio andrà in scena una finale molto attesa, con due vecchie conoscenze del calcio scozzese in panchina: Martin O’Neill per il Celtic e Neil Lennon per il St Mirren. Un duello che richiama alla memoria la finale del 2007, quando il Dunfermline Athletic perse 1-0 contro il Celtic, in quella che fu l’ultima grande finale per i Pars.
Sarà una sfida ricca di significato, dove esperienza e storia si mescoleranno con la voglia di scrivere un nuovo capitolo. Il Celtic punta a consolidare il proprio dominio, mentre lo St Mirren, nonostante la delusione, vuole dimostrare di poter competere con i grandi.
Una partita che ha messo in mostra il carattere di entrambe
Il confronto tra Celtic e St Mirren ha confermato quanto il calcio scozzese possa regalare spettacolo e sorprese. Il Celtic, con i suoi 42 titoli nazionali, ha dovuto sudare per vincere, mentre il St Mirren ha dimostrato di poter lottare ad armi pari con chiunque.
Hampden si è trasformato ancora una volta in teatro di una sfida epica, che ha appassionato tutti gli amanti del calcio. Ora i Bhoys guardano alla finale con la consapevolezza che dovranno restare concentrati contro un Dunfermline affamato. La Coppa di Scozia promette emozioni fino all’ultimo minuto.