Lo spettacolo della Champions League è tornato e, in questo primo turno di gare, non ci ha davvero deluso. Grandi protagoniste sono state le sei squadre inglesi che quest’anno partecipano alla Coppa dalle Grandi Orecchie, con ben quattro compagini della Premier League capaci di portare a casa i primi tre punti della loro League Phase. A bocca asciutta rimangono soltanto Chelsea e Newcastle, che si devono però arrendere – pur combattendo – a giganti del calcio mondiale come Bayern Monaco e Barcellona.
Vittorie convincenti, invece, per Manchester City e Arsenal, che contro altre due squadre scomodissime come Napoli e Athletic conquistano sia il successo che un prezioso clean sheet. Rete inviolata e tre punti anche per Guglielmo Vicario e il Tottenham, che supera di misura il Villarreal, mentre il Liverpool vince quello che forse è, almeno per le compagini d’Oltremanica, il match più spettacolare del turno: ad Anfield, contro l’Atlético Madrid, finisce 3-2.
Champions League, il pagellone: Arsenal – 7
La semifinale dello scorso anno non sazia un Arsenal che, nella bolgia di San Mamés, riparte esattamente da dove aveva lasciato. Contro la formazione basca, che mancava dal palcoscenico della Champions League da ben undici anni, Mikel Arteta e i suoi mettono in scena una prestazione solida e tutt’altro che scontata, contro una squadra che in casa darà sicuramente filo da torcere a tutte le proprie avversarie.
Le reti nella ripresa di un ispiratissimo Gabriel Martinelli – migliore in campo dal momento del suo ingresso – e di Leandro Trossard garantiscono ai Gunners il primo “più tre” della loro fase campionato: un successo importante per cominciare al meglio la campagna europea. La prestazione, come detto, forse non è delle più esaltanti dal punto di vista estetico, ma l’Arsenal si dimostra ancora una volta solidissimo e manda già un messaggio chiaro alle big d’Europa.
In Baviera è difficile per tutti, ma i Blues si perdono: Chelsea – 5
La vera nota negativa, tra le squadre inglesi, di questa prima giornata di Champions League è rappresentata dal Chelsea. I Blues, chiamati al difficilissimo compito di fare punti all’Allianz Arena, interpretano bene i primi venti minuti della gara col Bayern Monaco ma poi, colpiti dalla sfortunata autorete di Trevoh Chalobah, sembrano smarrire i propri punti di riferimento e crollano sotto i colpi dei bavaresi.
A predicare nel deserto, specie nel secondo tempo, è un Cole Palmer che sta rapidamente tornando ai propri livelli abituali, ma quello che emerge dalla notte di Monaco è forse ancora la relativa gioventù di questo Chelsea rispetto al palcoscenico più importante del mondo. Ad ogni modo, le scusanti ci sono: se negli ultimi quindici anni il Bayern ha vinto tutti i suoi “opening matches” europei, significa che affrontare i campioni di Germania a settembre è un’impresa tosta anche per le migliori squadre del pianeta.
Champions League, il pagellone: Liverpool – 7+
Ad Anfield va in scena la gara più spettacolare del mercoledì sera di Champions League. I Reds partono nella migliore delle maniere contro un Atlético Madrid che, nei primi dieci minuti, appare completamente smarrito. Il doppio vantaggio, però, non dà ai ragazzi di Slot quelle certezze necessarie per chiudere la contesa in scioltezza, tant’è che l’ormai solito Marcos Llorente – arrivato al terzo e quarto gol in carriera contro il club del Merseyside – rimette in equilibrio una partita che sembrava chiusa.
Ad ogni modo, il vero punto di forza del Liverpool di questo inizio stagione è la capacità di non arrendersi mai e di pescare un jolly vincente in ogni recupero del secondo tempo. L’incornata di Virgil van Dijk fa impazzire di gioia tutta la Kop e conferma il perfetto avvio dei Reds: cinque partite giocate, cinque vittorie. Tutte maturate negli ultimi minuti. La “zona-Liverpool” potrebbe davvero diventare quell’arma in più che a Salah e compagni serve per diventare la squadra più forte d’Europa.
Con l’uomo in più, è tutto più facile: Manchester City – 7
La serata del grande ritorno di Kevin De Bruyne all’Etihad dura soltanto venti minuti ed è un peccato per tutti gli appassionati di calcio. Contro il Napoli, in una gara tutt’altro che scontata, il City beneficia dell’espulsione di Giovanni Di Lorenzo e controlla una contesa che, in parità numerica, avrebbe potuto diventare davvero intricata. A deciderla, come spesso accade, è il marziano Erling Haaland, che raggiunge quota 50 gol in Champions League prim’ancora di aver giocato cinquanta gare nel torneo.
A mettere la ciliegina sulla torta ci pensa poi Jérémy Doku, giocatore davvero da attenzionare quest’anno viste le capacità tecniche, la gran velocità e la voglia di Pep Guardiola di portare una qualche innovazione ad un Manchester City che, per la prima volta dopo diverso tempo, non parte più con i favori del pronostico in ogni competizione. Ad ogni modo, contro il Napoli campione d’Italia, i Cityzens lanciano un messaggio chiaro: per la Coppa dalle Grandi Orecchie ci sono anche loro.
Champions League, il pagellone: Newcastle – 6-
Così come al Chelsea, anche al Newcastle capita una delle peggiori avversarie con cui confrontarsi per aprire la propria Champions League. Nella splendida e calorosissima cornice di St James’ Park, i Magpies cadono contro un Barcellona trascinato da Marcus Rashford. L’ex Manchester United, probabilmente, sente l’aria di casa e disputa una delle migliori gare dei suoi ultimi anni, rendendosi imprendibile per tutta la difesa bianconera.
Al Newcastle, comunque, non si può imputare nulla a livello di prestazione: sulle rive del Tyne il Barça fa fatica, ma trova lo stesso il modo per vincere una partita spigolosa. La critica ai Magpies? Oltre ad un risultato che non soddisfa, anche la poca freddezza sotto porta. Anthony Gordon trova sì il modo per finire sul tabellino dei marcatori, ma né lui, né Harvey Barnes brillano per freddezza durante il corso della gara.
Di “corto muso”, ma gli Spurs partono bene: Tottenham – 6
Il successo meno scintillante della prima giornata della League Phase di Champions League, tra i quattro raccolti dalle squadre inglesi, è quello del Tottenham. Agli Spurs basta infatti una goffa autorete di Luiz Júnior per avere la meglio su un Villarreal che, al ritorno nella più importante competizione europea, cresce col passare dei minuti e testa più volte un attento Guglielmo Vicario.
Spina nel fianco del Tottenham, nella serata del Nord di Londra, è l’ex Arsenal Nicolas Pépé, che non riesce però a fare male ai biancoblu e concede così a Thomas Frank di conquistare la sua prima vittoria da allenatore nella Coppa dalle Grandi Orecchie. Come detto, la prestazione non è delle più scintillanti, ma in queste prime uscite stagionali gli Spurs hanno dimostrato di saper mettere in campo una certa dose di praticità che non guasta. Non saranno tra i favoriti per la vittoria finale, ma anche la loro partenza è di quelle giuste.