Scozia, Premiership 7ª giornata: i Top e i Flop

Torna la rubrica in cui selezioniamo i migliori e i peggiori della Premiership: ecco i nomi della 7ª giornata

I Top e Flop della 7ª giornata di Premiership in Scozia

Come di consueto, torniamo con la rubrica Top & Flop dell’ultima giornata di Premiership

Premiership: i top della 7ª giornata

1 Trevor Carson: anche a trentacinque anni, dopo una carriera intera spesa a far panchina o a giocare nelle serie minori inglesi un portiere può ritagliarsi un po’ di gloria. Carson non andrà sul tabellino, ma il punto che il Dundee FC riscatta in Premiership dalla trasferta di Edimburgo è tutta farina del suo sacco. Sette parate su conclusioni da dentro l’area, nove in totale. Una lotta continua di logoramento sugli infiniti calci piazzati degli Hibs. Un pareggio difeso con unghie, denti e nervi dall’estremo difensore nordirlandese, che si gode la palma di migliore della settimana. LOTTATORE.

2 Greg Taylor: certamente non è fra i ragazzi di Rodgers più appariscenti. Non è esotico come Furuhashi, non segna come O’Riley o non ha il dribbling di Abada, però sul numero 3 puoi contare sempre. Instancabile in appoggio offensivo, affidabile in fase di non possesso, lo scozzese scartato dai Rangers per la sua stazza è ormai una sicurezza. Gioca con la rabbia e con la lucidità di chi deve dimostrare al mondo di aver subito un torto. UOMO IN MISSIONE.

3 Leighton Clarkson: il numero 10 dei Dons finalmente ritorna a sfornare una prestazione sulla falsariga della stagione scorsa. Dietro il successo sui Rangers c’è molto della sua capacità di calcio. Un assist registrato, ma praticamente tutti i patemi difensivi dei padroni di casa vengono dal suo piede e dalla sua capacità di creare gioco. Se lui ritrova la forma cambiano le prospettive dei biancorossi, in ripresa ora, ma ancora fragili. Serve la miglior versione del ragazzo di Blackburn per fare una grande stagione, i 5 gol ed 8 assist della scorsa mezza stagione non sono un traguardo irraggiungibile. BUSSOLA

Premiership, i flop della 7ª giornata

1 Jack Butland: non si può dire che abbia commesso errori particolari, ma quando una big cade così fragorosamente in casa un colpevole ci deve essere ed il portiere inglese è sembrato decisamente non all’altezza della situazione. In tutte e tre le reti dell’Aberdeen dimostra indecisione, poca capacità di comando della difesa e timore nelle uscite, facendosi dominare sui calci piazzati dall’importo dei Dons, anche se poco protetto dalla sua difesa. Serve più carattere per vestire la maglia del club più titolato di Scozia. CONIGLIO BAGNATO

2 Liam Gordon: il capitano del St. Johnstone va nella lista dei cattivi per vari motivi. Il rigore provocato è un gentile omaggio ai Livs a firma sua ed arbitro. Il duello inutile ingaggiato con Nouble è puro celodurismo calcistico, visto che la sfera era indirizzata fuori. Certo il contrasto è venale, ma bastava non mettersi a fare giochi mentali con l’attaccante. Giochi mentali che poi si ritorcono contro il numero 6 che, frustrato, commette un brutto fallo di frustrazione e si guadagna il rosso diretto. UN GIORNO DI ORDINARIA FOLLIA

3 Kyle Magennis: la fortuna è cieca, ma la sfiga ci vede benissimo. Il ragazzo di Glasgow non è fortunato con gli infortuni e quest’ultimo rappresenta l’apoteosi della malasorte. Generoso come sempre alla mezz’ora cercando di coprire un buco difensivo devia in rete la palla di Tanser. Un errore che permette al St Mirren di pareggiare, ma in quello sforzo di generosità Kyle si procura un infortunio muscolare che pare possa tenerlo lontano dai campi da gioco per un bel po’, ennesimo infortunio di una lunghissima serie. VENERDÌ 17

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