La Women’s Super League ha chiuso la stagione con una giornata intensa e ricca di protagoniste assolute. Il Manchester City Campione ha salutato il campionato con l’ennesima prestazione dominante guidata da Khadija “Bunny” Shaw, ancora decisiva con una doppietta storica contro il West Ham. Anche il London City Lionesses ha lasciato il segno grazie alla rimonta completata nel recupero contro l’Aston Villa, mentre l’Everton ha trovato tre punti pesanti nel finale contro il Leicester City. Tra gol spettacolari, record personali e parate decisive, l’ultima giornata di Women’s Super League ha confermato ancora una volta il livello sempre più competitivo e spettacolare del calcio femminile inglese.
Women’s Super League: top
Khadija “Bunny” Shaw (Manchester City)
Khadija Shaw ha dominato ancora una volta la scena nell’ultima giornata di Women’s Super League. L’attaccante giamaicana ha trascinato il Manchester City contro il West Ham con una doppietta pesantissima nella festa per il titolo. Prima ha finalizzato il perfetto cross rasoterra di Aoba Fujino, poi ha chiuso i conti con una conclusione precisa nell’angolino basso. Shaw ha raggiunto quota 20 gol per la terza stagione diversa, un traguardo mai toccato da nessuna giocatrice nella storia della WSL. La numero nove delle Citizens ha inoltre superato i 100 contributi offensivi tra gol e assist in appena 93 presenze, confermando ancora una volta il suo impatto devastante nel calcio inglese.
Freya Godfrey (London City Lionesses)
Freya Godfrey ha regalato al London City Lionesses uno dei momenti più emozionanti dell’ultima giornata. L’attaccante inglese ha deciso la sfida contro l’Aston Villa con il gol del definitivo 2-1 nei minuti di recupero. Dopo il pareggio di Danielle Van de Donk, Godfrey ha attaccato perfettamente lo spazio sul filtrante di Nikita Parris e ha battuto Ellie Roebuck con grande freddezza. Il suo ingresso ha cambiato ritmo e intensità della squadra nel finale di gara. Grazie anche alla sua rete, il London City ha chiuso una storica stagione d’esordio in Women’s Super League al sesto posto.
Courtney Brosnan (Everton)
Courtney Brosnan ha firmato una prestazione decisiva nella vittoria dell’Everton contro il Leicester City. La portiera irlandese ha trasmesso sicurezza alla difesa per tutta la partita e ha risposto presente nei momenti più delicati del match. Nel secondo tempo ha compiuto una doppia parata straordinaria su Sam Tierney e Olivia McLoughlin, mantenendo il risultato in equilibrio quando il Leicester sembrava vicino al vantaggio. Brosnan ha inoltre gestito bene le uscite e il gioco aereo nei minuti finali di grande pressione. Le sue parate hanno aperto la strada al gol vittoria di Maz Pacheco nel recupero.
Women’s Super League: flop
Sophie Baggaley (Brighton)
Sophie Baggaley ha vissuto un finale di partita complicato nella sfida contro il Tottenham. La portiera del Brighton aveva mostrato sicurezza per lunghi tratti della gara, soprattutto nelle uscite alte e nella costruzione dal basso. Nel recupero però è arrivato l’errore che ha cambiato completamente il risultato della partita. Una lettura sbagliata della situazione ha spalancato la porta al pallonetto vincente di Toko Koga, regalando alle Spurs una rimonta clamorosa all’Amex Stadium. Un episodio pesante che ha cancellato quanto di buono mostrato dal Brighton durante il match.
Ellen Wangerheim (Manchester United)
Ellen Wangerheim ha avuto la grande occasione per riaprire la sfida contro il Chelsea, ma non è riuscita a sfruttarla nel momento più importante della gara. L’attaccante del Manchester United si è mossa bene tra le linee e ha provato a dare profondità alla manovra offensiva della squadra nel secondo tempo. Il colpo di testa finito sul palo però ha fotografato perfettamente la serata dello United, poco concreto negli ultimi metri. Nei momenti decisivi è mancata lucidità sotto porta e la squadra non è riuscita a trovare il pareggio contro un Chelsea più cinico.
Alice Bergström (Liverpool)
Alice Bergström ha vissuto una giornata molto complicata contro l’Arsenal ad Anfield. La difesa del Liverpool ha sofferto continuamente i movimenti offensivi di Alessia Russo, Mariona Caldentey e Victoria Pelova, lasciando troppi spazi tra le linee. In diverse situazioni la retroguardia delle Reds ha perso compattezza e velocità nelle chiusure, soprattutto sulle azioni che hanno portato ai primi due gol dell’Arsenal. Bergström ha faticato anche nella gestione dei duelli individuali e nelle letture preventive dentro l’area. Il Liverpool non è mai riuscito a contenere il ritmo offensivo delle Gunners e ha chiuso la partita in costante difficoltà difensiva.