Gli era stato chiesto di far tenere al Leeds i piedi ben incollati nella ritrovata Premier League e ha raggiunto l’obiettivo. Daniel Farke, però, non è uomo che si accontenti di quanto messo in cassaforte. Il gusto per le nuove sfide è per lui come una seconda pelle. E vorrebbe contagiare di queste nuove ambizioni anche la squadra di cui è allenatore. E alla vigilia della sfida con il Brighton intona il concetto in parole e musica nitidissime: “Quando ho firmato il contratto qui tre anni fa – dichiara alla BBC – abbiamo parlato degli obiettivi , di quanto volevamo raggiungere, e devo dire che la mia missione è compiuta, il mio lavoro qui è finito e non c’è altro da fare”. Prodromi di una divisione delle strade? Niente affatto.
Leeds, Farke: “Ora sediamoci al tavolo per pensare a obiettivi nuovi”
Farke non sembra avere alcuna intenzione di separare il suo destino da quello della società con cui si è tolto negli ultimi due campionati due delle migliori soddisfazioni da allenatore, prima riportando la squadra in Premier League, poi consentendole di piantare stabilmente le tende in essa. E quindi il Leeds è diventato ben di più di un datore di lavoro essendo anche il nome di uno spicchio di cuore. Per questo vuole sin da subito fissare con la società nuovi obiettivi da raggiungere che vadano al di là di una tranquilla salvezza. “E’ importante– prosegue- che ci sediamo insieme con il club , in un clima di fiducia, per parlare di nuovi obiettivi, del modo in cui vogliamo raggiungerli, dei processi e, prima di parlare del futuro, il club deve decidere dove vogliamo arrivare, questo è ciò che faremo ora internamente, poi vedremo quale sarà il risultato“. Obiettivi da definire quanto prima, lascia intendere il tecnico della salvezza del Leeds, perché prima li si definisce e prima si comprende quale sentiero dovrà percorrere la squadra e con quali uomini, quali innesti, quale piano di lavoro. Pianificare per pensare in grande è una parola d’ordine che percorre tutta la sua disamina.
Leeds, Farke: “Tifoseria fantastica, poi io sono un tipo ambizioso”
Accontentarsi mai. Daniel il conquistatore di salvezze non conosce il vocabolo appagamento e lo fa intendere apertis verbis: “Sono ambizioso, voglio qualcosa per cui competere, e non sono la scelta giusta se si tratta di mantenere lo status quo“. Poi arriva la gratitudine ai tifosi per essere stati il dodicesimo uomo in campo: “Tutti sanno quanto sia fantastica questa tifoseria – spiega ancora – quanto sia importante questo club e quale potenziale abbia. Questa è una parte di verità, ma un’altra parte è che come club abbiamo avuto una sola buona stagione negli ultimi venticinque anni in Premier League, la prima dopo la promozione di Marcelo”
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Leeds, Farke: “Abbiamo alcuni infortuni e ne dovremo tenere conto”
Farke viene poi al contingente perché vi è pure un campionato da portare a termine che ha già regalato quanto la squadra si attendeva da esso ovvero una salvezza tranquilla. E fa quindi il punto di chi, contro il Brighton, non potrà rispondere presente: “Ilia Gruev è fuori per il resto della stagione – afferma – Noah Okafor non è disponibile per questa partita, così Gabriel Gudmundsson e Jayden Bogle non sono disponibili e Facundo Buonanotte non è idoneo a giocare“. Defezione forzata anche per Pascal Strujk, in dubbio l’impiego di Ethan Ampadu. Questo, però, non scoraggia il tecnico del Leeds che punta dritto all’obiettivo senza se e senza ma: “Vogliamo finire la stagione al meglio e con il migliore risultato possibile, ho fiducia nel mio gruppo e nei miei giocatori e sono convinto che riusciremo a fornire un’altra prestazione di alto livello. Lavoreremo per trovare soluzioni che ci permettano di essere competitivi contando come sempre sull’apporto dei nostri tifosi”.