La Women’s League Cup cambierà struttura dalla prossima stagione 2026-2027. La competizione introdurrà un sistema più moderno e vicino ai grandi tornei europei, con l’obiettivo di aumentare competitività, equilibrio e interesse mediatico. Il calcio femminile inglese cresce a ritmo sostenuto e le istituzioni vogliono adattare i tornei nazionali a questa nuova dimensione. Attualmente la Women’s League Cup prevede una prima fase a gironi. Le squadre si dividono in gruppi da quattro o cinque club e giocano partite di sola andata. Le prime classificate accedono ai quarti di finale. I club impegnati nella competizione europea entrano più avanti nel torneo, così evitano un sovraccarico di partite nella prima parte della stagione. Questo sistema garantisce organizzazione, ma crea anche differenze evidenti tra squadre di fascia alta e club in crescita.
La quindicesima finale della Women’s League Cup si disputerà domenica 15 marzo tra Chelsea e Manchester United ore 15:15 all’Ashton Gate Stadium del Bristol City.
Women’s League Cup, fase campionato e quarti di finale
Dal 2026-2027 tutte le squadre inizieranno dalla stessa fase. L’organizzazione sorteggerà ogni club contro sei avversarie diverse in una classifica unica. Il modello richiama quello della Women’s Champions League, ma senza spareggi intermedi. Il calendario non consente ulteriori turni e impone una struttura più lineare. Questo nuovo formato vuole diventare : aumentare il numero di sfide tra club competitivi, mantenere vivo l’interesse fino alle ultime giornate e ridurre il gap tra squadre di categorie diverse. Gli organizzatori valutano anche un cambio di nome per la competizione. Il nome “League Cup” potrebbe lasciare spazio a un altra denominazione ma ancora non è chiaro questo aspetto. Nel calcio femminile inglese il posizionamento del marchio conta sempre di più. Una nuova identità potrebbe rafforzare la visibilità nazionale e internazionale della competizione.
La riforma della Women’s League Cup arriva in un momento di forte espansione. La Women’s Super League passerà da 12 a 14 squadre, aumentando il numero di partite stagionali. Anche la Women’s Champions League ha ampliato la propria struttura, coinvolgendo più club nella fase principale. Le squadre inglesi affrontano quindi una stagione sempre più lunga e competitiva. La gestione dei carichi di lavoro diventa un fattore strategico decisivo. Un sistema più aperto e competitivo può: aumentare lo spettacolo, favorire la crescita dei club emergenti e rafforzare l’interesse dei tifosi.
Un portavoce della WSL ha dichiarato: “I cambiamenti arrivano in un momento cruciale in cui il calendario diventa sempre più fitto. Questa stagione la Women’s Champions League è passata da 16 a 18 club nella fase a gironi, con la partecipazione di Chelsea, Arsenal e Manchester United: è la prima volta che tre squadre della WSL raggiungono tale fase”.
