
Il West Bromwich Albion sta attraversando una delle fasi più complesse degli ultimi anni. Per comprendere meglio il clima che si respira attorno al club, abbiamo raccolto le impressioni di Malta Baggie, tifoso dell’Albion, che analizza senza filtri la situazione attuale, tra difficoltà economiche e un futuro sportivo tutto da decifrare.
Partiamo dal contesto generale: qual è oggi la reale situazione del club?
«C’è molto da dire. La verità è che siamo ancora sotto la legge del PSR e questo condiziona tutto. Influisce sia sugli acquisti sia sulle cessioni. Il problema è che abbiamo venduto giocatori importanti come Furlong, Fellows, Diangana e Palmer senza sostituirli con elementi della stessa qualità. Questo ha abbassato il livello complessivo della squadra».
Quanto pesa il mercato sulle difficoltà attuali dell’Albion?
«Pesa tantissimo. Non parliamo solo di numeri, ma di identità. Quei giocatori davano equilibrio, intensità e soluzioni. Senza sostituti adeguati, ti ritrovi con una rosa più corta e meno competitiva, costretta ad arrangiarsi partita dopo partita».
Anche le scelte in panchina sono molto discusse. Cosa non ha convinto?
«Sia Mason sia Ramsey sono stati scelti chiaramente in base ai pochi soldi disponibili. Questo lo capisco. Quello che non capisco è come, dopo aver visto le prime due partite di Ramsey, si possa pensare che sia l’uomo giusto. Faccio davvero fatica a trovare una logica».
Il club ha dichiarato che Ramsey aveva seguito la squadra prima di essere ingaggiato.
«Onestamente, credo sia una sciocchezza. Se davvero avesse studiato la squadra, non vedremmo certe decisioni. Nelle ultime due partite due dei nostri migliori giocatori, Price e Johnson, sono stati schierati fuori ruolo. Questo, senza contare che il nostro attaccante principale è stato utilizzato come ala, mentre in attacco giocava un centrocampista. Sono segnali di confusione evidente».
Il malcontento dei tifosi sembra ormai palese.
«Assolutamente sì. Venerdì c’è la prossima partita, ma non credo che cambierà molto. I tifosi si sono già voltati dall’altra parte. Nell’ultima gara si è visto chiaramente: dopo circa 60 minuti lo stadio si è svuotato. È una cosa che dice tutto».
Guardando al futuro, cosa serve per evitare il peggio?
«Serve un cambio di mentalità. Se l’allenatore continuerà a pensare che il 5-4-1 sia la soluzione per l’Albion, saremo nei guai seri. Questo modulo non funziona per noi. Bisogna rimettere i giocatori nelle loro posizioni naturali e tornare al nostro classico 4-2-3-1, che fa parte della nostra identità».
C’è chi sostiene che anche Mason non avesse funzionato.
«È vero, Mason non ha dato i risultati sperati. Ma c’era molta più positività rispetto a oggi. L’ambiente era diverso, c’era la sensazione che qualcosa potesse ancora crescere. Con Ramsey questa sensazione si è persa completamente».
Infine, cosa pensi della scelta di puntare su un allenatore proveniente dagli Stati Uniti?
«Sinceramente lo vedo come un declassamento. Anche considerando che arriva dal Minnesota, sul mercato c’erano allenatori di qualità migliore, profili che avrebbero potuto offrirci più possibilità di sopravvivenza. Così, invece, sembriamo aver accettato un ridimensionamento anche nelle ambizioni».
Le parole di Malta Baggie restituiscono l’immagine di un club smarrito, stretto tra vincoli finanziari e decisioni tecniche che faticano a convincere. Il West Bromwich Albion resta a un bivio: ritrovare identità e chiarezza oppure continuare a scivolare in una stagione sempre più difficile da decifrare.
