Una domenica da incorniciare per il Sunderland e da dimenticare in fretta per il Chelsea nella 10a giornata di Premier League. All’interno dello Stadium of Light, i Black Cats compiono l’impresa di giornata in Premier League, imponendosi per 1-0 sui Blues grazie a una prova fatta di grande tempra, solidità difensiva e cinismo sottoporta. Si tratta di un successo pesantissimo per i padroni di casa, che risalgono posizioni in classifica frenando al tempo stesso le ambizioni di un avversario apparso insolitamente sterile e privo di idee brillanti. Il Chelsea conferma di essere una squadra in cerca di una maturità per ambire alla posizione pià ambioziose andando a deludere sulla costanza e qualità del gioco.
Premier League: Sunderland-Chelsea, la sintesi
La gara si incanala subito nel verso giusto per la compagine locale, che si presenta in campo con un atteggiamento molto aggressivo, determinata a riscattare il recente periodo negativo. La diga di centrocampo orchestrata dall’esperienza di Granit Xhaka e dal dinamismo di Noah Sadiki riesce a spegnere sul nascere la manovra degli ospiti, impedendo a Moisés Caicedo e compagni di dettare i ritmi della sfida.
La svolta del match si materializza nel corso della prima frazione. Una palla vagante dentro l’area di rigore premia l’attaccante Brian Brobbey, lesto a infilarsi tra i centrali difensivi londinesi; nel tentativo di arginarlo, Levi Colwill interviene in modo irregolare, costringendo il direttore di gara a indicare immediatamente il dischetto. Dagli undici metri si incarica della battuta Enzo Le Fée: il fantasista francese calcia con freddezza glaciale, spiazzando l’estremo difensore e facendo esplodere l’entusiasmo del pubblico di casa. Il punteggio si sblocca sull’1-0, parziale che resiste fino all’intervallo.
Al rientro dagli spogliatoi il copione tattico non fa registrare grandi variazioni. Il Chelsea prova a scuotere la propria inerzia affidandosi all’estro di Cole Palmer e alle accelerazioni sulle corsie esterne, ma la retroguardia del Sunderland si trasforma in un vero e proprio fortino. Giocatori come Luke O’Nien e Trai Hume lottano su ogni pallone, sventando le offensive portate da Pedro Neto e dal giovane Estêvão, gettato nella mischia nella ripresa per dare imprevedibilità all’attacco.
Gli ospiti faticano tremendamente a trovare varchi tra le linee avversarie, risultando macchinosi nella costruzione. Nonostante una prolungata gestione del pallone nella trequarti, le vere occasioni da rete latitano. Dall’altra parte, i padroni di casa non disdegnano le ripartenze, sfruttando la freschezza di Nilson Angulo per costringere spesso al fallo i difensori avversari e spezzare il ritmo.
Nel finale, l’assedio del Chelsea si fa inevitabilmente più pressante. La squadra ospite colleziona calci d’angolo e tentativi dalla distanza con lo stesso Cole Palmer, ma la mira difetta e il muro di casa ribatte ogni colpo. L’opportunità più clamorosa per agguantare il pari capita sulla testa del neoentrato Danny Welbeck nei minuti di recupero: sugli sviluppi di un cross calibrato da Estêvão, l’esperto attaccante ex di turno si coordina per il colpo di testa ravvicinato, ma non riesce ad abbassare la traiettoria, mandando la sfera sopra la traversa e facendo tirare un sospiro di sollievo all’intero stadio. Al triplice fischio esplode la festa del Sunderland per l’1-0.