Una notte di grande calcio e spettacolo al Celtic Park, dove il Celtic e il Dundee United hanno dato vita a un pirotecnico 2-2 nel turno infrasettimanale di Scottish Premiership. Un risultato che scontenta a metà i padroni di casa ma premia il coraggio e l’organizzazione della formazione ospite. Una sfida vissuta a ritmi altissimi, caratterizzata da continui ribaltamenti di fronte e da un agonismo tipicamente scozzese che ha tenuto il pubblico con il fiato sospeso dal primo all’ultimo minuto.
Analizzando la prestazione complessiva, il Celtic ha mostrato un grande potenziale offensivo e una notevole tempra caratteriale nel riacciuffare il risultato, ma ha evidenziato troppe amnesie difensive e una scarsa concretezza che rischiano di pesare nella corsa al titolo. Dall’altra parte, il Dundee United merita ampi applausi per la personalità, il coraggio e la disciplina tattica con cui ha sfiorato l’impresa a Parkhead, confermando di essere una delle realtà più in salute e insidiose dell’intera Scottish Premiership.
Scottish Premiership: Celtic-Dundee United, la sintesi
Il match si è acceso fin dalle prime battute, con i Bhoys guidati a centrocampo dal capitano Callum McGregor e determinati a imporre il proprio palleggio. Dopo una fase di studio, è stato il Celtic a sbloccare il punteggio grazie al guizzo di Camilo Durán, abile a battere la difesa avversaria. Nonostante lo svantaggio, il Dundee United ha mostrato una straordinaria cattività agonistica, trascinato dalla qualità di elementi come Dylan Tait, Zidane Iqbal e Panutche Camará in mezzo al campo. Gli ospiti hanno ribaltato l’inerzia della gara sfruttando le ripartenze e trovando il pareggio con Zachary Sapsford, per poi completare la rimonta parziale grazie alla zampata di Neil Farrugia, che ha messo a nudo qualche incertezza di troppo nella retroguardia biancoverde.
Nel secondo tempo la reazione del Celtic non si è fatta attendere. Mister Martin O’Neill ha rimescolato le carte in tavola inserendo forze fresche dalla panchina: l’ingresso di giocatori offensivi come Jota, Haissem Hassan, Benjamin Nygren e del giovane Sally Mheuka, insieme all’esperienza di Alex Oxlade-Chamberlain e alla spinta difensiva di Kieran Tierney (supportato anche da Luca Rose sul fronte opposto), ha alzato drasticamente il baricentro dei padroni di casa. L’assedio costante ha prodotto il definitivo pareggio grazie al colpo di Liam Scales, bravo a impattare il 2-2 e a evitare ai suoi una clamorosa sconfitta casalinga. Nel finale entrambe le squadre, anche con l’ingresso di Kasper Høgh, hanno cercato il colpo da tre punti, ma il triplice fischio ha sancito la parità.
Scottish Premiership: il resto dell’11a giornata
Il big match tra gli Hearts ed i Rangers è terminato per 2-2, di conseguenza la situazione in classifica non è cambiata. Un altro pareggio si è verificato tra il St Mirren e l’Hibernian per 1-1. Il Kilmarnock ha ceduto al Dundee per 3-1, tre punti che permettono al Dundee di agguantare il quarto posto. Successo esterno per il Falkirk per 0-1 sull’Aberdeen, ottenendo la terza vittoria consecutiva. Il St Johnstone ed il Motherwell si dividono la posta dopo il 2-2 definitivo.