Ci ha provato per sette stagioni sette. E, in alcune di esse, con il rischio di fare il passo del gambero ritornando in League Two. Il Lincoln, però, non soltanto è riuscito a evitare l’operazione risucchio che nel 2021-22 lo aveva sfiorato con il diciassettesimo posto in classifica, ma adesso è salito di un gradino, approdando con pieno merito in Championship al termine di un campionato da mille e una notte. Una gioia da gustare sino all’ultimo sorso di felicità per una realtà di circa 105 mila abitanti che, conquistato il passaporto per il secondo pianeta più luminoso della galassia del calcio British, non ha adesso affatto intenzione di levare le tende a fine stagione ma vuole anzi piantarci bene i picchetti.
Championship, Lincoln, i numeri dell’impresa
Le stagioni precedenti al trionfale 2025-26 non sembravano far preludere a un Lincoln in grado di fare il botto. Basti vedere, andando a ritroso, l’undicesima piazza del 2024-25, la settima del 2023-24, l’undicesima del 2022-23 e addirittura la diciassettesima del 2021-22. Ma c’erano due realtà convinte che, lo scorso campionato, avrebbe regalato un copione ben diverso. Una era la società stessa, l’altra era il tecnico Michael Skubala che ha preso per mano il suo undici e gli ha fatto assumere decisamente l’andatura del galoppo. Il risultato finale delle pennellate fini e costanti è stato un quadro pieno di colori vivaci: 103 punti, dodici in più sul Cardiff City secondo, ottenuti grazie a 31 poste piene, dieci segni ics, cinque soli passi falsi, 89 reti realizzate, una in meno del Cardiff City e 41 subite, qui invece senza rivali con la difesa migliore del gruppo. A portare maggiore acqua al mulino sono stati Reeco Hackett e Jack Moylan, ambedue autori di undici reti, seguiti da Rob Street a dieci. In fase realizzativa non hanno però sfigurato nemmeno Freddie Draper con otto centri, Ben House con sette, Tendayi Darikwa, quest’ultimo peraltro terzino, con sei e Ryan Onè con cinque. Si può insomma dire che la catena di produzione della squadra in sede di cecchinaggio abbia potuto contare su molta forza lavoro. E questo ha certamente influito sul rendimento magistrale della squadra.
Championship, Lincoln, squadra che vince, si cambia pochissimo
Dal momento che il giochino, in Championship, è riuscito particolarmente bene, quasi tutti gli eroi della stagione da poco alle spalle sono stati considerati ancora abili e arruolati. Ma qualche innesto, per affrontare una categoria nuova, si rendeva ben necessario e la società si è, almeno sino a questo momento, concentrata segnatamente sul reparto arretrato. Dall‘U Cluj è giunto il difensore centrale Andrei Cubis, dal Derby County il terzino sinistro Callum Elder. Segno che la società continua a contare tutto sommato sul sistema usato sicuro ritenendolo pienamente in grado di affrontare la nuova famiglia calcistica con l’obiettivo di tenere i piedi ben saldi in categoria.
Championship, Lincoln, una stella che sorride per l’impresa
A qualcuno dell’ambiente del Lincoln sarà venuto in mente di osservare la volta celeste per individuare quella stella particolarmente luminosa che brillò proprio nel Lincolnshire. Si tratta di Graham Taylor che, dopo essersi fatto le ossa nel Grimsby Town, legò al Lincoln una carriera fatta di 150 presenze e una rete. Taylor non era propriamente originario di Lincoln ma la considerò, per sua stessa ammissione, come fosse la città che gli aveva dato i natali. E nel Lincoln City avrebbe percorso i primi passi anche sul fronte della conduzione tecnica con un sentiero che lo avrebbe portato sulle panchine di Watford (tre esperienze), Aston Villa (due) e Wolverhampton ma, soprattutto, ad allenare la nazionale inglese tra 1990 e 1993. Scomparso nel 2017, Taylor, ovunque sia ora, si coccolerà per bene il sogno realizzato di quella maglia a cui è sempre stato incollato come fosse una sua seconda pelle. Nel Lincoln che si appresta ad affrontare una stagione in Championship respirerà sicuramente anche un po’ di lui.