Ci sono calciatori che legano il proprio nome alla continuità, ai record di presenze o ai gol a grappoli. E poi c’è Divock Origi, un atleta che ha scritto la sua leggenda esclusivamente nei momenti in cui il pallone pesava una tonnellata. L’ex attaccante del Liverpool e del Belgio chiude una carriera che, pur priva della costanza dei grandissimi bomber, è stata baciata da una dose di misticismo sportivo raramente vista su un campo da calcio.
Liverpool, il ritiro dal calcio di Divok Origi: Dalla notte di Anfield contro il Barcellona al motivo del ritiro
Nessun tifoso del Liverpool e nessun appassionato di calcio potrà mai dimenticare la semifinale di Champions League del 2019. Sotto 3-0 contro il Barcellona di Lionel Messi e con l’attacco titolare decimato dagli infortuni, Jürgen Klopp si affidò a lui. Il risultato? Una doppietta leggendaria, sigillata da quel famigerato “corner taken quickly” di Trent Alexander-Arnold che fece crollare Anfield. Pochi mesi dopo, Origi mise il punto esclamativo anche nella finale di Madrid contro il Tottenham, segnando il gol del definitivo 2-0 che laureò i Reds campioni d’Europa. Lo stesso Klopp lo ha incoraggiato nel giorno dell’addio, definendolo “una leggenda eterna del club”. Nei momenti decisivi, che fosse un derby del Merseyside al 96° minuto o una notte europea, Origi rispondeva presente.
Se a Liverpool il suo status rasentava la divinità pagana, l’avventura post-Anfield non ha mantenuto le promesse. Arrivato al Milan a parametro zero nell’estate del 2022 con grandi aspettative, l’attaccante belga non è mai riuscito a integrarsi nei meccanismi rossoneri, complici anche troppi problemi fisici. In 36 presenze complessive con il Diavolo ha racimolato appena 2 reti. Il successivo prestito al Nottingham Forest non ha invertito la rotta e, al suo ritorno a Milano nel 2024, Origi è finito totalmente fuori rosa, allenandosi lontano dalla prima squadra fino alla risoluzione consensuale del contratto firmata a fine 2025. Da quel momento l’attaccante ha preferito fermarsi, riflettere e ascoltare il proprio corpo, arrivando alla serena decisione del ritiro.
L’attaccante belga ha rivelato i motivi del ritiro con una lettera: “Ho realizzato i miei sogni d’infanzia giocando sui palcoscenici più grandi e vincendo i trofei più importanti”, ha spiegato Origi nella sua lettera d’addio. “Quando puoi guardarti indietro e assaporare tutti questi dolci momenti con sola gratitudine e zero rimpianti, capisci che è arrivato il momento di salutare”. A 31 anni, l’eroe di Anfield si congeda dal calcio senza rancori, consapevole di aver già scritto pagine di storia indelebili.