Con la casacca del Real Madrid, nella stagione appena conclusa, per regalarsi il botto le ha tentate proprio tutte. Ma lui, Jude Bellingham, non è riuscito mezza volta ad alzare un trofeo al cielo. La squadra per cui milita, infatti, diversamente da quanto il suo blasone imporrebbe, ha visto incepparsi il suo meccanismo da onnivora di vittorie. La galleria dei trionfi mancati va dal secondo posto in campionato con 86 punti contro i 94 del Barcellona campione all’arresto agli ottavi di finale di Coppa del Re per effetto del clamoros 2-3 rimediato dall‘Albacete, dalla finale di Supercoppa di Spagna persa ancora con un Barcellona divenutogli indigesto per 2-5 alla sconfitta ai quarti di finale di Champions League contro il Paris Saint Germain. Logico che, dopo questa serie di delusioni in servizio permanente effettivo, Bellingham il voglioso di riscatto cerchi di farsi il regalo più grosso che tutte le cancellerebbe regalandosi il mondiale con la nazionale dei Tre Leoni.
Inghilterra, come arriva Bellingham ai Mondiali
Al di là dei dati sulle occasioni perse dai Blancos per aggiornare il loro albo d’oro in questa stagione, varrà ricordare qualche numero che Jude il determinato si è regalato nel corso della stagione. Nel corso del 2025-26. Bellingham ha calcato il rettangolo verde in quaranta occasioni, realizzando otto reti (di cui sei in campionato) e fornendo cinque assist. In tutto è stato in campo per 2718 minuti. Si dirà che questo bilancio non equivalga a quello del 2023-24 ma nel conto occorre mettere gli infortuni che gli hanno sbarrato la strada: prima un infortunio alla spalle dal 15 luglio al 15 settembre 2025 per un totale di 63 giorni, poi uno alla spalla dal 2 febbraio al 17 marzo 2026 che lo ha tenuto lontano dal rettangolo verde per 44 giorni. Totale, 107 giorni e 15 partite disertate per causa di forza maggiore.
Inghilterra, Bellingham, la fiducia di Thomas Tuchel
Nonostante queste defezioni, Bellingham ha fatto comunque il suo e al tecnico tedesco Thomas Tuchel questo particolare non è affatto sfuggito. Ne conosce il valore e quindi, a inserirlo nel novero dei convocati per la spedizione centramericana planetaria, non ci ha pensato due volte. Sa che a centrocampo sa dare la copertura giusta, sa nondimeno che non disdegna di proiettarsi all’offensiva per regalarsi qualche gol di buona fattura come ha già dimostrato di saper fare. E quindi, anche per far capire al ragazzo che nessun infortunio occorso per via sia stato, e sia, in grado di offuscare il suo talento e la sua utilità alla causa, lo ha chiamato in nazionale. E ha fatto anche di più, affermando che “Bellingham è uno dei 14-15 potenziali titolari”. In campo ci si va però in undici, ergo, ha fatto intendere il tecnico tedesco, gli ho dato fiducia e deve però adesso mostrare di meritarsela a tal punto che io possa pensare di non fare a meno di lui dall’alfa all’omega della kermesse.
Inghilterra, Bellingham, un ottimo supporto per Harry Kane
Che Bellingham possa tornare utile come il cacio sui maccheroni in ottica offensiva non è soltanto Tuchel a saperlo bene. E’ anche Harry Kane che sulla sua capacità di giocare di sponda ma anche sul suo apporto realizzativo diretto fa leva per cercare di fare decollare un attacco d’Albione che, contro la Nuova Zelanda, ha fatto capire cosa intendessero gli antichi Romani quando affermavano “bene curris sed extra viam”. Dove il bene curris è da intendere come capacità di crearsi occasioni a raffica per sfondare la porta oceanica e l’extra viam da interpretare come la capacità di saperla perforare una volta soltanto. Un po’ pochino, considerata, con rispetto parlando, la caratura modesta della squadra di Darren Bazeley. In più, i due si stimano oltrechè conoscersi, anche se giocano a una certa distanza chilometrica l’uno dall’altro. Di Kane, Bellingham ha avuto a dire che “è un giocatore fantastico che ha dimostrato quanto vale negli anni ed è motivo di orgoglio per la nazionale inglese”. Un fattore, quello della reciproca considerazione, che certamente potrebbe fare da prezioso cemento anche in campo. Se ci si intende fuori dal rettangolo verde, non per forza, si dirà, lo si deve fare anche quando ci si misura da compagni con l’avversario. No, però può aiutare. E, nel caso dei due giocatori in questione, vi è garanzia che questo fattore intesa possa essere foriero di buoni risultati anche sul terreno di gioco. Del resto, se uno che di reti e di nazionale se ne intende come l’ex capitano Wayne Rooney affermò di Jude il combattivo che è “talento puro, impossibile da lasciare a casa dai Mondiali” , ci si può davvero credere. Bellingham, dal canto suo, non aspetta altro che di scrollarsi di dosso la patina di delusioni che lo hanno accompagnato in termini di risultati con il Real Madrid nella stagione 2025-26 e di alzare la Coppa del Mondo al cielo. Ci riuscirà?