Per essere felice è felice. Non potrebbe essere diversamente quando hai stappato lo spumante tirandolo fuori dal frigo già dopo la prima partita dei Mondiali contro una Croazia tutt’altro che arrendevole. Ma c’è un fattore f che proprio manda fuori dai gangheri il tecnico dell’Inghilterra Thomas Tuchel. F come fotografi. Nella fattispecie, quelli che, dire suo, gli hanno impedito di vedere i suoi giocatori nel prepartita. “Prego la Fifa di cambiare la posizione dei fotografi – ha detto apertis verbis – non riuscivo a vedere la mia squadra, attendevo con trepidazione questo momento molto speciale e mi sono trovato davanti un muro di cinquanta fotografi, non vedevo nulla, mi hanno rovinato l’esperienza”.
Inghilterra- Croazia, Tuchel: “Secondo tempo fantastico”
Messa da parte l’arrabbiatura da teleobiettivo, Tuchel passa a scattare una fotografia sull’esito della gara e su una prestazione da parte dei suoi che gli è parsa convincente. Elogi erga omnes a profusione: “La squadra ha giocato un secondo tempo fantastico – spiega – la sua reazione mi è piaciuta davvero molto”. E per reazione si intende la capacità di alzare la voce nella fase discendente della gara quando nella prima frazione il doppio botto albionico era stato controbilanciato da quello di una Croazia per nulla intenzionata a fare la vittima sacrificale. Gonfia il petto d’orgoglio, il Thomas di Germania, e sentenzia: “Sicuramente meritavamo di vincere“. Questa la disamina finale. A monte, però, vi era la catechizzazione a cui ha sottoposto la sua pattuglia all’intervallo: “Mi sono seduto insieme con loro e ho detto loro di stare calmi e tranquilli – afferma – e ho detto anche che la mia percezione del loro lavoro in questi ultimi diciassette giorni non avrebbe subito modifiche in base al risultato. Il messaggio principale era di incoraggiarli”. Il primo ad avere capito l’antifona e ad averla applicata alla ripresa è stato Bellingham, poi Rashford, gettato nella mischia, ha pensato di non voler essere da meno affiancandolo nel tabellino dei marcatori. E 4-2 fu.
Inghilterra- Croazia, il doppio volto di Kane
Se proprio si vuole spaccare un po’ il capello, di quest‘Inghilterra pugnace e trionfatrice, occorre magari schiacciare il tasto alla voce Kane. Superbo nel primo tempo suggellato da un rigore di riparazione dopo il primo sprecato per effetto di un movimento fuori ordinanza e non regolamentare di un pur valido Livakovic, nella ripresa ha accusato un po’ di stanchezza. Ma tanto è, tempo e talento ne ha a profusione, l’asso del Bayern Monaco, per tornare a troneggiar segnando. Del resto lui sogna di sedersi sul tetto del mondo non solo con il suo collettivo, ma anche da solista perché il Pallone d’oro lo ingolosisce come una fetta di pane e marmellata attira magneticamente un bambino. Chi vivrà vedrà.