Dopo la dolorosa retrocessione e il recente addio consensuale di Scott Parker, in casa Burnley è ufficialmente iniziata la caccia al nuovo allenatore per la stagione 2026/27. La dirigenza dei Clarets, guidata dal presidente Alan Pace, vuole un nome di forte impatto per tentare l’immediato ritorno in Premier League. In cima alla lista dei desideri è balzato con forza Steven Gerrard, ma il club sta valutando parallelamente altri profili di spessore.
Burnley; Il “Sì” di Gerrard: la grande occasione del riscatto
I primi sondaggi approfonditi hanno trovato terreno fertile. Secondo le ultime indiscrezioni, il Burnley ha avviato i contatti con l’entourage della leggenda del Liverpool, e Steven Gerrard avrebbe già dato il suo “disco verde” al gradimento della piazza.
Per l’ex capitano dei Reds, fermo dall’inizio del 2025 dopo l’esperienza con i sauditi dell’Al-Ettifaq, la panchina di Turf Moor rappresenterebbe l’opportunità ideale per rilanciare una carriera da tecnico finora vissuta tra luci e ombre. Se il trionfo storico con i Rangers in Scozia ne aveva consacrato il potenziale, la successiva e complicata parentesi all’Aston Villa ha ridimensionato le sue quotazioni in Inghilterra. Accettare la Championship, seguendo una strada simile a quella intrapresa da Frank Lampard con il Coventry, potrebbe essere la mossa giusta per ricostruire la propria reputazione.
Le alternative: da Craig Bellamy al sogno Barry-Murphy
Se l’accordo con Gerrard non dovesse concretizzarsi, il Burnley ha già pronti i piani di riserva. I bookmakers e gli esperti di mercato indicano tre nomi caldi: Craig Bellamy, l’attuale commissario tecnico del Galles è un profilo che la dirigenza conosce benissimo. È stato il vice di Vincent Kompany proprio a Turf Moor e gode della stima incondizionata dell’ambiente, anche se strapparlo alla nazionale non sarà semplice. Brian Barry-Murphy, il tecnico prodigio dell’academy del Manchester City, reduce da un’annata strabiliante alla guida del Cardiff City (portato ai vertici della classifica a suon di bel gioco), è l’opzione preferita da chi vorrebbe un calcio moderno e focalizzato sullo sviluppo dei giovani. Robbie Keane, reduce dall’esperienza vincente alla guida del Ferencváros, l’ex attaccante irlandese cerca la grande chance nel calcio inglese ed è considerato l’outsider di lusso per la panchina.