Liverpool, attaccare sotto la Kop fa veramente segnare di più o è solo una suggestione?

Quest'anno, Chiesa e Szoboszlai hanno deciso due partite pesantissime segnando sotto la Kop; ma è veramente il calore dell'iconica tribuna a "risucchiare" il pallone in rete?

Ci sono stadi che parlano da soli. Ad Anfield, la casa del Liverpool, il respiro del calcio prende forma dietro una curva che ha visto passare generazioni di eroi e notti leggendarie: la Kop. L’iconico cuore pulsante del popolo dei Reds non è solo cemento e gradinate, ma una sorta di magnete invisibile che, secondo molti, sembra attrarre il pallone verso la porta avversaria.

Ne sanno qualcosa Federico Chiesa e Dominik Szoboszlai, che già in questa stagione hanno scritto pagine già potenzialmente decisive, per la corsa al titolo della Premier League, proprio lì, davanti alla folla rossa. Reti pesanti, che hanno risolto partite e scatenato quell’onda emotiva che sembra travolgere chiunque si trovi in campo.

Liverpool, vivere la Kop da dentro il campo

Quella vissuta nelle gare contro Bournemouth e Arsenal non è un’impressione nuova. Michail Antonio, ex attaccante del West Ham, lo ha detto chiaramente in un podcast: “più volte, ho avuto la sensazione che la Kop potesse risucchiare il pallone in porta”. Parole che trovano eco nelle memorie di Tom Cairney, capitano del Fulham, testimone di una rimonta subita nei minuti finali: da 2-1 a favore al 3-2 per il Liverpool, con la curva a spingere come un dodicesimo uomo.

Anfield, del resto, è sempre stato considerato un terreno ostile anche dai grandi del calcio. Sir Alex Ferguson non esitava a indicarlo come uno degli stadi più difficili, e Gary Neville, al suo fianco, sintetizzava così la sensazione: “lì, soprattutto quando devi difendere la porta che sta sotto la Kop, non ti senti mai al sicuro”.

Episodi emblematici non mancano. Forse il più famoso resta la notte dell’aprile 2016 contro il Borussia Dortmund, nei quarti di finale di Europa League. Il Liverpool era sotto 3-1, servivano tre gol in mezz’ora. Proprio sotto The Kop nacque una delle rimonte più incredibili della storia recente: Coutinho, Sakho e Lallana ribaltarono il destino della partita. Quando il 4-3 divenne realtà, lo stadio sembrò tremare. Per molti, quella sera fu la conferma che la curva non si limita ad assistere: partecipa, spinge, decide.

Il mito della Kop: vantaggio vero o semplice leggenda?

Ma è tutto frutto della leggenda? Alcuni tifosi lo credono fermamente: quando il capitano dei Reds vince il sorteggio e sceglie di attaccare verso la Kop nella ripresa, sugli spalti scatta un’esultanza particolare. E i numeri sembrano dare loro ragione. Secondo le statistiche raccolte dal sito LFC History, il 52,64% dei gol casalinghi del Liverpool è stato realizzato proprio sotto quella curva: 2.461 marcature contro le 2.214 arrivate all’Anfield Road End.

Non è una differenza abissale, ma abbastanza per alimentare il mito. Perché, tra suggestione e realtà, resta una certezza: quando il Liverpool attacca verso la Kop, tutto Anfield trattiene il respiro, convinto che il pallone finirà lì dove la leggenda vuole — in fondo alla rete.

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