
È stato senza dubbio uno dei casi dell’estate e ora – purtroppo per i tifosi delle Eagles – si è concluso con un verdetto che smentisce quello del campo. Il Cas, il Tribunale Arbitrale dello Sport di Losanna, ha infatti respinto il ricordo del Crystal Palace che, fino all’ultimo, ha provato a mantenere intatte le proprie speranze di partecipazione all’Europa League.
Dopo la storica conquista della FA Cup, a cui ha fatto seguito, pochi giorni fa, la conquista del Community Shield, il club rossoblù di Croydon avrebbe dovuto partecipare alla seconda competizione europea per importanza ma, a causa delle regole UEFA sulle multiproprietà, tutto ciò non è stato possibile. Sia il massimo organismo del calcio europeo che il Cas hanno decretato la retrocessione del Palace in Conference League, con il Lione (altra squadra all’interno del contenzioso) invece confermato in Europa League.
Crystal Palace, la vicenda europea
Causa principale della vicenda, come noto, la presenza del businessman americano John Textor all’interno del gruppo azionario del Crystal Palace. L’imprenditore, che è socio di maggioranza anche dell’Olympique Lione, deteneva fino allo scorso giugno il 43% delle quote delle Eagles, risultando così come comproprietario (seppur con una quota di minoranza) di due club afferenti alla stessa competizione UEFA.
Stando alle norme del massimo organismo europeo, infatti, i club che rientrano nel cosiddetto mondo delle “multiproprietà” non possono partecipare agli stessi tornei internazionali e, per questo motivo, hanno rigide scadenze per dimostrare di essere controllati da imprenditori differenti. Nel caso specifico del Crystal Palace, la UEFA aveva fissato entro lo scorso 1° marzo la deadline per presentare tali documenti, ma il club di South London non avrebbe fatto in tempo a dimostrare la propria estraneità dalla situazione contestata.
L’esito della valutazione del Cas
A poco è dunque contata la cessione delle quote da parte di Textor che, nel frattempo, ha anche rischiato di vedere il suo Lione retrocesso in Ligue 2 per inadempienze finanziarie. Il Cas, nella giornata di ieri, ha infatti deliberato che: “I regolamenti sono chiari e non prevedono flessibilità per i club non conformi alla data di valutazione, come ha sostenuto il Palace“.
“Inoltre – prosegue il Tribunale svizzero – Textor esercitava ancora un’influenza decisiva su entrambi i club alla data di valutazione della UEFA [vale a dire durante lo scorso mese di giugno, ndr]”, motivo per cui la sentenza conferma la decisione della federazione continentale e respinge definitivamente il ricorso del club londinese.
A ulteriore riprova dell’insindacabilità del giudizio del Cas, la commissione ha anche respinto l’argomentazione del Crystal Palace secondo cui il club avrebbe ricevuto un trattamento ingiusto rispetto al Nottingham Forest e allo stesso Lione. I transalpini potranno infatti disputare l’Europa League, mentre il Forest prenderà proprio il posto delle Eagles nella manifestazione, pur non avendolo conquistato sul campo.