La Repubblica d’Irlanda disputerà regolarmente la partita di Nations League contro Israele, in programma a Debrecen, in Ungheria questa sera alle ore 20:45, ma il clima attorno alla sfida resta particolarmente delicato.
La decisione è arrivata dopo una lunga riunione interna alla squadra. Il direttore generale della Football Association of Ireland, David Courell, ha spiegato che una «significativa maggioranza» dei giocatori si è espressa a favore della disputa dell’incontro.
La nazionale irlandese ha però deciso di accompagnare la presenza in campo con alcuni gesti simbolici. I calciatori intendono indossare il lutto al braccio «in riconoscimento di tutte le vite perse nel conflitto» e non prenderanno parte ad alcuni momenti del cerimoniale pre-partita. È inoltre prevista una donazione benefica collegata ai compensi percepiti per le due gare contro Israele e per quella disputata contro l’Austria.
Courell ha spiegato che la situazione è cambiata nella mattinata di sabato, quando un giocatore ha manifestato il proprio disagio e comunicato l’intenzione di lasciare il gruppo.
«Questa mattina un giocatore ha espresso il proprio disagio rispetto alla partita e ha manifestato l’intenzione di ritirarsi», ha dichiarato il dirigente irlandese.
«Questo nuovo elemento ha richiesto del tempo affinché il resto della squadra potesse riflettere e ne sono seguite altre quattro ore di discussioni, soprattutto tra i giocatori, ma in alcuni momenti anche con lo staff tecnico e con i dirigenti della federazione».
Courell ha aggiunto: «Sono state espresse molte posizioni diverse e la federazione rispetta pienamente il diritto di ciascuno ad avere la propria opinione».
Bazunu lascia il ritiro
Il giocatore che ha scelto di non partecipare alle sfide contro Israele è il portiere Gavin Bazunu, che ha successivamente spiegato pubblicamente la propria decisione.
«Rappresentare il mio Paese significa tutto per me. Ho il massimo rispetto per ciascuno dei miei compagni, per il commissario tecnico, per il suo staff e per il popolo irlandese», ha scritto Bazunu.
«Tuttavia ho preso una decisione che non ho affrontato a cuor leggero. Sono una persona di profonda fede e cerco di essere un uomo di carattere e di principi; per questo ritengo che sarebbe sbagliato partecipare alle prossime partite contro Israele».
Il portiere ha quindi precisato le ragioni della sua scelta: «La mia decisione si basa esclusivamente sulla mia convinzione personale che uccidere persone innocenti sia sbagliato».
Bazunu ha anche sottolineato che la propria posizione «non è contro il popolo israeliano o contro la comunità ebraica, ma contro le atrocità nella regione».
Infine: «Ci sono pochi momenti nella vita in cui si ha la possibilità di prendere posizione per qualcosa di più grande, e credo fermamente che questo sia uno di quei momenti».
La FAI ha quindi confermato che la partita verrà disputata. Anche il successivo incontro tra le due nazionali, formalmente casalingo per l’Irlanda, è previsto su campo neutro in Serbia.

