Dopo un calvario lungo 717 giorni a causa di un terribile infortunio al ginocchio destro — che avrebbe persino potuto portarlo alla perdita della gamba — il difensore dell’Aldershot Town e della selezione England C è tornato in campo martedì sera, disputando 32 minuti nel match di National League Cup contro la formazione Under 21 del West Ham.
«La negatività mi ha decisamente caricato», ha raccontato il popolare difensore al The Non-League Paper dopo una serata carica di emozione allo stadio EBB. «Ogni volta che vedevo un messaggio negativo, facevo uno screenshot. Ne ho salvati a migliaia: è stata la mia più grande motivazione per dimostrare che si sbagliavano».
L’infortunio da incubo e la svolta con il chirurgo
Nel settembre 2024, il ginocchio destro di Harfield si “sgretolò” in un contrasto all’apparenza innocuo con l’ala del York City, Tyrese Sinclair (rimasto in lacrime per la gravità dell’accaduto). Il bilancio fu devastante: lesione di tutti i legamenti, rottura di entrambi i menischi e lussazione della rotula, finita completamente ruotata dalla parte opposta.
I primi consulti medici prospettavano uno scenario sconfortante: ogni chirurgo interpellato si limitava a ipotizzare un ritorno alla deambulazione ordinaria, esclusa qualsiasi pratica sportiva professionale. La svolta è arrivata grazie al dottor Khalid Al-Hourani, chirurgo specializzato del Frimley Park Hospital nel Surrey, che si è detto pronto ad accettare la sfida e a riportarlo sul terreno di gioco.
Cominciò così un lungo percorso di riabilitazione, definito dallo stesso Harfield come «un lavoro al 20% fisico e all’80% mentale». Pur di non perdere la routine da professionista, il calciatore ha continuato a seguire la squadra nelle trasferte sostenendo a proprie spese viaggi e alloggi. Nemmeno un successivo problema ai legamenti dell’altro ginocchio lo ha fermato, affrontato come un’opportunità per rinforzare ulteriormente il proprio corpo.
Il ritorno sul prato verde
Martedì sera il sogno è diventato realtà. «In spogliatoio ero stranamente silenzioso, non sapevo quasi cosa fare prima della gara», ha ammesso Harfield. «Ma non appena sono uscito per il riscaldamento, è stato come se non me ne fossi mai andato. Molti mi chiedevano se fossi terrorizzato, ma in campo ho vinto il primo contrasto aereo e sono arrivato primo su una palla profonda. È andata benissimo».
Ora il difensore guarda avanti senza porsi limiti: «Qualcuno penserà che sia un illuso, ma pretendo da me stesso di tornare esattamente il giocatore che ero prima. Non sarei qui se non ci credessi. Il mio incubo più grande sarebbe sentire la gente dire: “Non è più lo stesso, non ce la fa più”. Ho lavorato duro proprio per evitare che questo accada».