A novanta minuti dall’inizio della fase campionato di Conference League, le squadre scozzesi hanno ancora un bel lavoro da fare. Nelle gare d’andata del turno di playoff, infatti, i risultati sorridono soltanto ai Rangers, capaci di vincere in casa contro i cechi dello Jablonec, nonostante l’inferiorità numerica. Indovina una grande prestazione e porta a casa un ottimo risultato anche l’Hibernian, ma contro una corazzata contro il Gent anche lo 0-0 attuale potrebbe non bastare.
Si mangiano invece le mani gli Hearts che, contro il Rapid Vienna, prima vanno sotto, poi la ribaltano e infine si fanno riacciuffare sul 2-2. Tanti rimpianti anche per il Motherwell che, per più di un’ora, se la gioca alla pari col più quotato Friburgo. Il cartellino rosso comminato a Martin Moormann, e il conseguente penalty per i tedeschi, indirizzano poi la partita e permettono agli ospiti di ipotecare il passaggio del turno grazie al 3-1 finale.
Preliminari Conference League, le partite di Rangers e Motherwell
Nella notte di Ibrox, i Rangers di Derek McInnes continuano a dare segnali di ripresa e indovinano il primo risultato veramente importante della loro stagione. Nonostante un’inferiorità numerica che dura per quasi venti minuti, a causa del rosso sventolato dal direttore di gara nei confronti di Cammy Devlin, i Gers non concedono praticamente nulla ad un timido Jablonec e conquistano un 1-0 potenzialmente molto importante in vista della gara di ritorno.
L’accesso alla fase campionato di Conference League si deciderà infatti in Cechia, ma la rete di Ryan Naderi mette il club di Glasgow in una posizione decisamente favorevole. Dal punto di vista della prestazione, i Rangers possono sorridere per i primi venti minuti della ripresa, giocati su ottimi livelli, ma si nota ancora come “l’effetto McInnes” debba ancora cominciare a… fare effetto.
La partita del Motherwell è invece un “mix di orgoglio e dispiacere“, come dice mister Alfred Johansson. Contro i finalisti dell’ultima Europa League, gli Steelmen partono fortissimo e segnano nei primi due minuti, grazie ad un Regan Charles-Cook che manda in estasi Fir Park. Il Friburgo la riprende solo alla mezz’ora, con la rete dell’uomo-bandiera, Matthias Ginter, ma non sembra in grado di dare la spallata definitiva al match.
Per ipotecare la qualificazione in Conference League i tedeschi hanno infatti bisogno di un aiuto del Well, che si tradisce con l’ingenuità di Moormann. Cartellino rosso per il centrale austriaco, rigore per il Friburgo e 2-1 firmato ancora Ginter. Il colpo del definitivo KO arriva al 96° quando, su assist di Vincenzo Grifo, Keisuke Goto cala il tris. Per il Motherwell il passaggio del turno è quasi un miraggio, ma rimane la grande soddisfazione per aver portato al limite una squadra costruita per competere a ben altri livelli.
Due pareggi molto diversi per le squadre di Edimburgo
Se l’Hibernian sorride per l’ennesima grande prestazione difensiva, gli Hearts piangono per un giovedì sera chiuso con altri due gol subiti. Per i granata, i numeri non mentono: 19 reti concesse nelle prime 8 gare stagionali, un problema non da poco in vista della gara di ritorno della prossima settimana. Contro il Rapid Vienna, infatti, i Jambos hanno l’occasione di centrare la qualificazione alla Conference League, ma un gol di Serge-Philippe Raux-Yao sembra cambiare le carte in tavola.
La reazione dei padroni di casa arriva nel cuore della ripresa, favorita prima dall’autorete dello stesso Raux-Yao e poi dal gol del momentaneo 2-1 di James Wilson. L’appuntamento con la vittoria europea è però rimandato di un’altra settimana: al 79° Nikolaus Wurmbrand – entrato tre minuti prima – batte Beau Reus e fissa il punteggio sul definitivo 2-2. A Vienna, i Jambos dovranno tentare una piccola-grande impresa per raggiungere la fase campionato.
Ha tutto un altro sapore, invece, il pareggio esterno dell’Hibernian. Contro un Gent abituato a questo tipo di palcoscenico, gli Hibs danno prova di tutta la loro solidità e concedono pochissimo alla forte compagine belga. A rendere ancor più memorabile la trasferta continentale, per i biancoverdi di Edimburgo, avrebbe potuto essere il calcio di rigore concesso al 15° e non trasformato dal giovane Owen Elding.
Nonostante i soli vent’anni, David Gray affida a lui il calcio di rigore e spende queste parole a fine partita: “appena uscito dal campo ha chiesto scusa a tutti per l’errore, ma io gli ho risposto che non si deve preoccupare. Ha il talento per diventare un grande giocatore e per riprendersi. Se dovesse essere l’ultimo rigore sbagliato nella sua carriera – ha aggiunto – sarà stata una carriera fantastica“. A Easter Road, dunque, gli Hibs arrivano con grande carica: il sogno Conference League è ancora vivo.