Sulla la Scozia di Sébastien Pocognoli ospita la Slovenia per la 4ª giornata della fase gironi di Nations League. Le due nazionali si ritrovano a distanza di poche settimane dopo lo 0-0 a reti bianche maturato in terra slovena, una sfida che ha evidenziato pregi e limiti di entrambe le compagini. La stessa Scozia nell’ultima giornata della Nations League ha battuto la Macedonia del Nord per 0-2. Analizziamo i punti di forza e le debolezze della Slovenia in vista di questa delicata sfida casalinga per la Tartan Army.
Scozia, i punti di forza della Slovenia
- Solidità difensiva e carisma internazionale: Il reparto arretrato è guidato da certezze assolute a cominciare dal portiere e capitano Jan Oblak, autentica garanzia tra i pali. Centralmente, la coppia formata da Jaka Bijol e David Brekalo offre centimetri, tempismo e un’ottima tenuta nei duelli aerei.
- Organizzazione e compattezza tattica: La squadra sa disporsi con grande ordine quando c’è da soffrire, bloccando le linee di passaggio centrali e costringendo gli avversari a sbattere contro un muro difensivo difficile da scardinare, come dimostrato nel match d’andata a Lubiana.
- Pericolosità sulle ripartenze: Quando riesce a recuperare palla con i centrocampisti di sostanza come Adam Gnezda Cerin e Timi Max Elšnik, la Slovenia sa verticalizzare rapidamente per sfruttare il dinamismo dei propri attaccanti.
Scozia, i punti deboli della Slovenia
- Fase offensiva e sterilità sottoporta: Il grande limite evidenziato di recente dalla selezione slovena riguarda la scarsa vena realizzativa e la difficoltà a convertire in gol le poche occasioni prodotte. L’assenza di riferimenti offensivi costanti pesa sulla fluidità della manovra d’attacco.
- Gestione della pressione esterna: Giocare in uno stadio caldissimo e iconico come Hampden Park, spinto dall’energia della gestione Pocognoli, richimera una tenuta mentale e psicologica impeccabile per evitare cali di tensione nei momenti di maggiore forcing scozzese.
- Fluidità nella trequarti: Nelle ultime uscite la squadra ha faticato a costruire una manovra avvolgente e continuativa, affidandosi spesso troppo ai singoli e palesando un divario tra la fase di contenimento e quella di costruzione.