C’è qualcosa di profondamente affascinante nella trasferta che attende il Brighton questa sera. Non soltanto perché rappresenta il primo passo della nuova avventura europea dell’Albion, ma perché porta la squadra di Fabian Hürzeler in uno degli angoli più settentrionali del calcio professionistico europeo.
La prima volta era stata nel 2023/24, quando il Brighton debuttò in Europa League e riuscì addirittura a vincere il proprio girone davanti a Marsiglia, Ajax e AEK Atene. Un percorso storico, concluso soltanto agli ottavi di finale contro la Roma. Quelle trasferte europee rappresentarono la realizzazione di un sogno atteso per oltre 120 anni.
Adesso, tre anni dopo, l’Europa torna a chiamare. E lo fa con una destinazione che sembra quasi uscita da un romanzo.
Oltre 2.200 chilometri verso nord
Ma questa volta, per il Brighton, il viaggio aereo è soltanto l’inizio.
L’aereo è atterrato al Tromsø Airport, Langnes, che si trova a circa 5 chilometri dal centro della città. In altre parole, dopo poco più di tre ore di volo la squadra si ritroverà improvvisamente in un paesaggio completamente diverso da quello del Sussex.
Tromsø si trova circa 350 chilometri all’interno del Circolo Polare Artico. Il Brighton, insomma, non va semplicemente in Norvegia: va nell’Artico.
Tromsø, la capitale dell’Artico
Tromsø è una città di circa 70.000 abitanti costruita principalmente sull’isola di Tromsøya e circondata da montagne, fiordi e mare.
È conosciuta come una delle porte d’accesso all’Artico e ha una storia profondamente legata alle spedizioni polari. Il Polar Museum, nel centro cittadino, racconta proprio le grandi esplorazioni e le spedizioni che partirono verso le regioni più estreme del pianeta.
Ma Tromsø non è affatto una città congelata e immobile. È un centro universitario vivace, pieno di ristoranti, bar, pub e vita notturna.
E poi ci sono le montagne. Il modo migliore per rendersi conto di dove ci si trova è probabilmente salire sulla Fjellheisen, la funivia che porta sul monte Storsteinen. Da lassù si apre una vista spettacolare sulla città, sulle isole, sui fiordi e sulle montagne circostanti.
E il Brighton troverà una squadra tutt’altro che improvvisata
L’avversario si chiama Tromsø Idrettslag, fondato nel 1920.
È una società con una storia molto più lunga di quanto possa suggerire la sua dimensione internazionale. Il Tromsø è salito per la prima volta nella massima serie norvegese nel 1985 e ha conquistato due Coppe di Norvegia, nel 1986 e nel 1996. Ha inoltre una lunga esperienza nelle competizioni europee, iniziata già nel 1987.
E c’è un precedente che rende ancora più curioso l’incrocio con il calcio inglese.
Nel 1997, in Coppa delle Coppe, il Tromsø affrontò il Chelsea. E riuscì a batterlo 3-2 in una partita rimasta famosa per le condizioni atmosferiche: durante l’incontro arrivò una nevicata talmente intensa da ricoprire il terreno di gioco.
Quasi un avvertimento per il Brighton: a Tromsø non sempre è sufficiente essere la squadra più forte sulla carta.
Un avversario che arriva già in ritmo
C’è poi una differenza importante rispetto al Brighton.
Il campionato norvegese è già in pieno svolgimento, mentre per l’Albion questa partita rappresenta uno dei primi appuntamenti ufficiali della stagione. Il Tromsø, inoltre, arriva al confronto europeo dopo aver eliminato il CFR Cluj con un 7-1 complessivo, dopo avere superato anche un turno precedente.
La squadra allenata da Jørgen Vik ha quindi già accumulato ritmo e fiducia.
Tra i giocatori da osservare c’è soprattutto Isak Dahlqvist, protagonista assoluto contro il Cluj con una tripletta nella gara d’andata. Ma attenzione anche a Heine Åsen Larsen e all’esperienza di Ruben Yttergård Jenssen.
Il campo sintetico
La partita si giocherà alla Romssa Arena, uno stadio da poco meno di 7.000 posti.
E soprattutto su erba sintetica.
Per il Tromsø è la normalità. Per una squadra inglese abituata ai campi in erba naturale è invece una variabile da considerare con attenzione: velocità del pallone, rimbalzi e tempi di gioco possono essere differenti.
Anche il fatto che lo stadio sia raccolto contribuisce a creare un’atmosfera particolare.
Cosa mangerà un tifoso del Brighton?
Se c’è un piatto che bisogna provare a Tromsø, è il bidos.
È uno stufato tradizionale sámi a base di carne di renna, patate e carote. Un piatto semplice, sostanzioso e perfettamente coerente con il luogo in cui ci si trova: caldo, nutriente e legato alla cultura del popolo Sámi.
Chi preferisce il pesce troverà naturalmente salmone, merluzzo artico e stoccafisso. Anche il king crab, il gigantesco granchio reale, è una delle specialità della regione.
E per la birra c’è una scelta obbligata
Si chiama Mack.
Il birrificio Mack è stato fondato a Tromsø nel 1877 ed è diventato uno dei simboli della città. Per un tifoso del Brighton che vuole vivere davvero la trasferta, però, il luogo da segnare sulla mappa è Ølhallen, lo storico pub Mack.
Aperto nel 1928, è il pub più antico di Tromsø e oggi offre ben 72 birre alla spina tra produzioni Mack e altre birre norvegesi.
Una pinta di Mack, quindi, prima o dopo la partita, è probabilmente il modo più autentico per dire: siamo davvero a Tromsø.
E che temperatura troveranno alle 19?
Qui arriva un altro piccolo shock per chi parte dal Sussex.
Per giovedì 20 agosto, le previsioni attuali indicano a Tromsø una giornata con temperature massime intorno ai 16°C; nelle ore serali la temperatura è destinata a scendere. Una previsione oraria indica circa 10-12°C intorno alle 19, con possibilità di pioggia.
Non è esattamente il clima che un tifoso inglese potrebbe aspettarsi a fine agosto.
E c’è un’altra particolarità: il sole tramonta molto tardi. Il 20 agosto il tramonto è attorno alle 21.00, per cui la partita si giocherà ancora con una buona quantità di luce naturale.
Cosa vedere, se si ha qualche ora libera
Per chi arriverà a Tromsø prima della partita o resterà fino al giorno successivo, le possibilità sono molte.
La Cattedrale Artica, costruita nel 1965, è probabilmente il simbolo architettonico più riconoscibile della città. La sua forma richiama il paesaggio artico e l’enorme vetrata interna è uno degli elementi più spettacolari.
Poi la già citata Fjellheisen, per vedere Tromsø dall’alto.
Il Polar Museum, per capire la storia delle esplorazioni artiche.
E Polaria, il centro dedicato all’ambiente artico e l’acquario più settentrionale del mondo, con specie marine dei mari del Nord e le famose foche.
Per chi invece vuole semplicemente respirare l’atmosfera della città, basta camminare lungo il porto, attraversare le strade del centro e fermarsi in uno dei tanti locali.
Dal Brighton all’Artico
Ed è forse proprio questo il bello di questa trasferta.
Il Brighton è nato nel 1901. Per più di un secolo ha vissuto lontano dai grandi palcoscenici europei. Poi è arrivata la trasformazione, la Premier League, l’Europa League del 2023/24 e adesso una seconda campagna continentale.
E il destino ha deciso di iniziarla a Tromsø.
Dalle spiagge di Brighton alle montagne dell’Artico. Dal mare del Sussex ai fiordi norvegesi. Dal clima mite della costa inglese ai circa dieci gradi previsti all’ora della partita. Dall’Europa League di Ajax e Roma alla Conference League.
Il viaggio è lungo appena tre ore e mezza di aereo.
Ma, per il Brighton, sembra quasi di entrare in un altro continente.
E forse è proprio questo che rende speciale il calcio europeo: non sai mai dove può portarti.
Giovedì sera il Brighton non giocherà semplicemente una partita.
Giocherà una partita a Tromsø.
E per un club che, in 125 anni di storia, sta vivendo soltanto la sua seconda campagna europea, è già una storia che vale la pena raccontare.