L’estate 2026 rappresenta un momento di svolta per i Rangers. Dopo una stagione conclusa al terzo posto in Scottish Premiership, il club di Ibrox ha deciso di rinnovare profondamente la rosa e affidare la guida tecnica a Derek McInnes, con l’obiettivo di ridurre il divario dal Celtic e tornare a lottare concretamente per il titolo. Un mercato caratterizzato da innesti funzionali spendendo in maniera ridotta. I Rangers vorrano tornare protagonisti dopo una stagione caratterizzata da frequenti bassi in Scottish Premiership.
Gli acquisti dei Rangers per tornare al vertice
La dirigenza si è mossa con decisione sul mercato, puntando su un mix di esperienza e qualità. Il colpo più significativo è stato l’arrivo di Lawrence Shankland, svincolato dopo l’esperienza con gli Hearts. L’attaccante scozzese porta in dote leadership, capacità realizzativa e una profonda conoscenza del campionato. Accanto a lui sono arrivati anche Ross McCrorie, utile per aumentare le alternative sulla fascia destra, Ben Godfrey, rinforzo di esperienza per il reparto arretrato, il regista Dan Neil, il centrocampista Cammy Devlin, il giovane Vanja Dragojevic e il portiere Ivor Pandur, chiamato a raccogliere l’eredità di Jack Butland.
Le operazioni in entrata raccontano una strategia precisa: costruire una squadra più intensa, dinamica e aggressiva. McInnes vuole una formazione capace di recuperare rapidamente il pallone, pressare alto e sviluppare un calcio verticale, sfruttando la qualità degli inserimenti dei centrocampisti e la mobilità del reparto offensivo. In questo contesto, l’arrivo di Dan Neil offre maggiore qualità nell’impostazione, mentre Devlin garantisce corsa e aggressività in fase di non possesso.
Anche la difesa appare più competitiva. Godfrey aggiunge fisicità, velocità e leadership, mentre McCrorie aumenta la duttilità del reparto, potendo essere impiegato sia da terzino sia da centrale in una linea a tre. Tra i pali, Pandur avrà il compito non semplice di sostituire Butland, protagonista nelle ultime stagioni.
I segnali arrivati dal precampionato sono stati incoraggianti. La squadra ha mostrato un’identità tattica già piuttosto definita, con un pressing organizzato e una maggiore fluidità nella costruzione del gioco rispetto al recente passato. Mohamed Diomande, uno dei giocatori più attesi, ha confermato la propria volontà di restare a Glasgow e ha elogiato il lavoro di McInnes, sottolineando come il nuovo tecnico abbia già trasmesso entusiasmo e principi di gioco chiari al gruppo.
L’esordio in Scottish Premiership rappresenterà il primo vero banco di prova del nuovo corso. I Rangers arrivano all’appuntamento con aspettative elevate e con una rosa profondamente rinnovata. La sfida sarà trasformare il buon lavoro svolto durante l’estate in risultati immediati, in un campionato nel quale ogni passo falso può pesare nella corsa al titolo. Se i nuovi acquisti riusciranno a inserirsi rapidamente e McInnes darà continuità alle idee mostrate nel precampionato, i Gers potranno presentarsi come la principale antagonista del Celtic nella stagione 2026-27.