Nella sua bacheca ci sono tre trofei che scintillano di ricordi e prestigio: un campionato, una Coppa d’Inghilterra e una Coppa Uefa. Che ci facesse quindi l’Ipswich Town, con rispetto parlando, in Championship e perché non fosse invece a giocarsela sui terreni della Premier League come gli accadde sino a due stagioni fa era quindi una domanda nel novero del legittimo. L’orgoglio calcistico di una città della contea del Suffolk di circa 138 mila abitanti si è posto lo stesso quesito, E, lo scorso campionato di Championship, si è dato la migliore delle risposte: secondo posto e immediato ritorno in Premier League, guidato da quel Kieran Mc Kenna con cui le strade si sono separate ma che resterà comunque un pezzo d’argenteria nella storia della società . L’imperativo dell’immediato risollevamento è insomma stato assecondato. E, con la disavventura del Southampton “spione” e di un Leicester in caduta libera, l’ Ipswich Town è stata la sola delle tre retrocesse dalla passata stagione a rialzare la testa.
Ipswich Town, la magia di un campionato ad alta voce
La società ha avuto l’indubbio merito di saper metabolizzare in modo pressochè immediato l’amarezza della discesa di un gradino. Che il mondo sia fatto a scale perché c’è chi scende e c’è chi sale non è concetto che abbia valore una volta per sempre. E a Ipswich hanno quindi pensato in un battito di ciglia che si potesse tranquillamente quanto prima pigiare il bottone dell’ascensore che indicasse piano superiore. Riorganizzazione del morale, riorganizzazione della squadra, ricreazione (intesa come seconda creazione, non come intervallo) del clima ottimale ed ecco il risultato: secondo posto con punti 84 alle spalle dell’imprendibile Coventry City che aveva una nostalgia profonda del massimo palcoscenico British non frequentandolo dalla stagione 2000-01. In casa Ipswich hanno resistito alla tentazione di agire d’impeto non liquidando Mc Kenna ma rinnovandogli la fiducia anche in Championship. Della serie, si affonda e si riemerge tutti insieme. Scommessa vinta, perché quella continuità è stata benzina preziosa per un rasserenamento dell’ambiente dopo la retrocessione e ha fornito alla squadra la consapevolezza di potercela fare. Se poi si aggiunge l’estremo livello di competitività del campionato con 24 squadre, la presenza di matricole come Birmingham e Wrexham che non hanno fatto sconti piazzandosi tra le prime dieci della classe, il fatto di dover tenere alto il morale della truppa, si comprende come l’Ipswich si sia regalato un’impresa non da poco.
Ipswich Town, la premiata ditta Clarke- Philogene- Hirst
Se continuità ha scelto per la panchina, la società ha scelto di continuare a percorrere la medesima strada anche sul rettangolo verde confermando alcuni pezzi pregiati come Jack Clarke e Jaden Philogene, calciatori che la rete la sanno annusare a chilometri di distanza, sedici centri il primo e dodici il secondo. Per onor di verità . occorrerebbe mettere nel conto dei cecchini in servizio permanente effettivo anche George Hirst con le sue undici marcature. Insomma, sistema usato sicuro. I tre hanno ringraziato nel modo migliore in cui lo sanno fare, con una pioggia di reti, con un computo totale di 39 che costituiscono praticamente la metà dei gol segnati dall’Ipswich (80) la scorsa stagione. Quando, alla fine di un campionato fallimentare, non decidi di buttare via tutto ma salvi il salvabile e gli dai benzina motivazionale preziosa, queste sono le magie che il calcio ti può regalare.
Ipswich Town, si apre l’era di Gary O’ Neil
Può darsi che anche a Ipswich piaccia il gioco dell’altalena, ma non applicato alla sfera di cuoio. L’Ipswich Town versione 2026-27 non ha alcuna intenzione di ridiscendere come aveva fatto la scorsa stagione e, per cercare di piantare saldamente le tende vista la separazione del percorso con Mc Kenna, si è affidato a un tecnico di provata esperienza che, ultimamente, è andato a farsi un assaggio di calcio transalpino sulla panchina dello Strasburgo: Gary O’ Neil. L’ultima sua esperienza su una panchina inglese era stata nel 2023-24 con il Wolverhampton e si concluse con un quattordicesimo posto in Premier League valso la salvezza. Prima ancora aveva ricoperto il ruolo di vice dell’Under 23 al Liverpool e si era accasato al Bournemouth come collaboratore tecnico e poi come allenatore della prima squadra: era la stagione di grazia 2022-23 quando, subentrato a Scott Parker la quinta giornata, portò la squadra al quindicesimo posto salvandola. Insomma, risultati alla mano, l’uomo che viene da Bromley pare proprio saperci fare, quantomeno per garantire alle squadre che finiscono sotto la sua ala protettiva la necessaria e auspicata sicurezza. L’arrivo dai francesi del Tolosa di un attaccante di chiaro talento come Emersonn è una strenna che la dirigenza gli ha fatto di tutto cuore e a tutta sicurezza. L’Ipswich Town è tornato, e non per fare la comparsa.