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Home Premier League

Premier League: il pagellone della stagione 2025/2026

Finisce la stagione, escono le pagelle: squadra per squadra, voti e giudizio alle protagoniste della Premier League

Redazione di Redazione
13 Giugno 2026
in Premier League
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  • Premier League: le pagelle di fine stagione
    • ARSENAL voto 9
    • MANCHESTER CITY voto 8,5
    • MANCHESTER UNITED voto 7
    • ASTON VILLA voto 8,5
    • LIVERPOOL voto 6
    • BOURNEMOUTH voto 9
    • SUNDERLAND voto 9
    • BRIGHTON voto 6,5
    • BRENTFORD voto 8
    • CHELSEA voto 4
    • FULHAM voto 5,5
    • NEWCASTLE voto 5
    • EVERTON voto 6
    • LEEDS voto 7
    • CRYSTAL PALACE voto 6
    • NOTTINGHAM FOREST voto 6,5
    • TOTTENHAM voto 5,5
    • WEST HAM voto 5+
    • BURNLEY voto 4
    • WOLVERHAMPTON voto 5

Cala il sipario sulla Premier League 2025/2026 ed è tempo di bilanci. La Redazione di ukcalcio ha preparato le pagelle di fine anno: promossi, bocciati e rimandati ad agosto. Tra chi festeggia un traguardo che mancava da anni, chi esulta per un risultato inaspettato e chi, invece, dovrà lasciare il massimo campionato di calcio inglese.

Premier League: le pagelle di fine stagione

ARSENAL voto 9

I veri dominatori del campionato, i campioni di questa Premier League 2025/26 e i finalisti della Champions League; rigori fatali per i Gunners, che se avessero trionfato anche in Coppa dei Campioni avrebbero meritato, senza dubbio, un gran bel 10 in pagella. Stagione fantastica per Arteta e soci, che dopo 22 anni da quell’Arsenal degli “Invincibili” tornano a risollevare un trofeo e si confermano, dopo lo scorso anno, di essere tornati nell’Olimpo del calcio europeo oltre che inglese. Una rosa completa in ogni reparto, partendo da una difesa solidissima (la meno battuta dei maggiori campionati europei), un centrocampo con tante certezze e un attacco con grandi finalizzatori; l’obiettivo per la prossima stagione è sicuramente quello di continuare a far sognare i tifosi sempre più in grande, si prevedono tanti movimenti di mercato mirati, iniziano a circolare in maniera insistente i nomi di Kroupi, Barcola, Tonali e Morgan Rogers. Un giocatore sicuramente da far crescere è il talentino Max Dowman, il più giovane marcatore di sempre in Premier League, non sapremo se andrà in prestito o meno per alzare ulteriormente il livello, ma i Gunners hanno un possibile futuro gran giocatore fatto in casa. (Gianmaria Groppelli)

MANCHESTER CITY voto 8,5

Inizia da vincente, chiude da vincente. La lunga parentesi di dieci anni della carriera di Pep Guardiola sulla panchina dei Citizens si chiude nel migliore dei modi. Aggiunti altri due trofei all’invidiabile palmerés dei blu di Manchester. La EFL Cup e la FA Cup. Questi trionfi hanno impreziosito una stagione che altrimenti avrebbe visto il Manchester City (stranamente) senza trionfi. La stagione di Premier League è stata alquanto complessa: davanti a sé ha avuto una squadra che, in fondo, non ha mai mollato. I Citizens pagano un avvio difficile, scivolano in classifica, ma poi ritrovano il giusto equilibrio e nel finale di stagione per poco non sfiorano l’aggancio, sognando il sorpasso. Ora palla a Maresca: obiettivo? Continuare a vincere. (Alfonso Russo)

MANCHESTER UNITED voto 7

È un voto che nasce da una media ponderata tra il percorso netto della gestione Michael Carrick in campionato e il rendimento asfittico nelle coppe nazionali. Riconquistare la qualificazione in Champions League partendo da una situazione iniziale disastrosa rappresenta un traguardo fondamentale, che restituisce stabilità economica e grande appeal internazionale a tutto l’ambiente di Old Trafford. Tuttavia, l’assoluta mancanza di competitività nei tornei a eliminazione diretta e i troppi mesi trascorsi nella confusione tattica iniziale impediscono a questa stagione di guadagnarsi una valutazione superiore, lasciando comunque ottime basi per il futuro. (Rosario Di Bartolo)

ASTON VILLA voto 8,5

Riconfermarsi tra le prime quattro forze d’Inghilterra e contemporaneamente raggiungere la vittoria in Europa League e un’impresa titanica per una rosa non ancora profonda come quella delle rivali storiche. Unai Emery ha saputo plasmare un meccanismo quasi perfetto, dimostrando una straordinaria gestione delle energie psicofisiche lungo tutto l’arco dell’anno. Questo splendido piazzamento europeo convalida la crescita definitiva del club di Birmingham, trasformandolo da semplice sorpresa a solida realtà del calcio d’élite continentale, capace di competere senza timori reverenziali contro qualsiasi avversario, sia in Premier League che nelle magiche notti di coppa. (Rosario Di Bartolo)

LIVERPOOL voto 6

Una stagione con più ombre che luci per il Liverpool, con la squadra del Merseyside che ha strappato la qualificazione in Champions League per il rotto della cuffia, superando nella corsa all’ultimo posto disponibile un Bournemouth che forse, considerando i milioni spesi per il mercato estivo e il gioco mostrato quest’anno, l’avrebbe meritata di più. Sicuramente, senza Champions League, sarebbe stata un’annata da 4/5 in pagella per la squadra di Slot (che nel mentre è stato esonerato e sostituito da Andoni Iraola), che ha nettamente deluso le attese; gli acquisti estivi non hanno reso come sperato, giocatori come Florian Wirtz, Ekitiké, Frimpong ma soprattutto Alexander Isak non hanno sicuramente convinto fino in fondo, i senatori sembrano aver finito un ciclo, anche se capitan van Dijk è emerso sempre nei momenti difficili. La perdita più grande di quest’anno per i Reds è stata, senza se e senza ma, la cessione di Luis Díaz, non sostituito a dovere, ma in casa hanno fortunatamente il gioiellino Rio Ngumoha che è sicuramente un giocatore fondamentale per la rinascita; i tifosi sperano in una rapida risalita e, con l’arrivo di Iraola, di tornare a giocarsi il titolo, ma servirà sicuramente un mercato con la M maiuscola. (Gianmaria Groppelli)

BOURNEMOUTH voto 9

Il Bournemouth ha firmato la migliore stagione della sua storia recente. La squadra ha conquistato la qualificazione europea grazie a un calcio coraggioso, moderno e sempre propositivo. I Cherries hanno mantenuto continuità di rendimento per gran parte del campionato e hanno chiuso con una lunga serie di risultati utili consecutivi. Giovani come Kroupi, Rayan e Alex Scott hanno compiuto un salto di qualità importante, mentre i giocatori più esperti hanno garantito equilibrio nei momenti decisivi. Il sesto posto rappresenta un traguardo straordinario per una società che fino a pochi anni fa lottava per la salvezza. La qualificazione in Europa League premia una crescita costante e un’identità di gioco ben definita. Stagione da ricordare. (Luca Antolini)

SUNDERLAND voto 9

Appena tornato in Premier League ha fatto subito il botto. Non soltanto si è regalato una salvezza con ampio margine e grande anticipo interpretando sin dall’inizio il campionato con il piglio di chi sa giocarsela a dovere ma ha anche staccato il biglietto per l’Europa. Il Sunderland targato Regis Le Bris è la dimostrazione di come i sogni, credendoci e cercando di realizzarli con una bella ventata di umiltà a tenerti sempre fresco, possano essere realizzabili. La società ha avuto il merito di puntare ancora su un tecnico che aveva saputo creare il giusto amalgama tra giocatori e reparti scegliendo la continuità. Da Brobbet a Le Fee, da Talbi a Mukiele, la squadra ha prima saputo mettere da parte un tesoretto per porsi al riparo dai flutti poi, con il naviglio ben scafato, ha cavalcato le onde del campionato con autorità e sicurezza sapendo che non sarebbe più affondata e che, scavalcate quelle onde, avrebbe anche potuto colonizzare la terra di un risultato storico. E così è  stato. (Cristiano Comelli)

BRIGHTON voto 6,5

Le note liete, sulla South Coast, arrivano senza dubbio dal piazzamento finale: ottavo posto e qualificazione ai prossimi play-off di Conference League, con la bella e concreta possibilità di emulare i “cugini” del Crystal Palace nella primavera del 2027. In realtà, la stagione dei Seagulls nasconde molti più interrogativi di quanti non se ne vedano sin qui. Se la forma del sempreverde Danny Welbeck e i colpi da campione di Georginio Rutter hanno nascosto la polvere sotto il tappeto, la parentesi di metà stagione, condita da un solo successo in 12 gare, costringe Fabian Hürzeler a programmare il futuro con tanta attenzione. (Luca Ferraboschi)

BRENTFORD voto 8

Perdere l’allenatore storico e i leader storici dello spogliatoio e, nonostante questo, eguagliare il miglior piazzamento della propria storia arrivando noni è un autentico capolavoro gestionale e sportivo. Il Brentford ha dimostrato concretamente che le idee, lo scouting mirato e la programmazione algoritmica contano molto più dei petrodollari e dei budget illimitati delle big. Questo piazzamento nella top 10 della Premier League convalida definitivamente la bontà di un progetto lungimirante, capace di rigenerarsi continuamente senza perdere l’identità o l’anima operaia che da sempre contraddistingue le Bees. (Rosario Di Bartolo)

CHELSEA voto 4

Che disastro. Se non ci fossero state Tottenham e Wolverhampton a rubare la scena, il Chelsea avrebbe comodamente vinto il titolo di squadra peggio gestita della stagione. Zero idee, zero programmi e solo una certezza: ogni sei mesi questa squadra cambia pelle… per continuare ad essere ciò che non è. La pietra tombale sulla stagione dei Blues arriva già a dicembre, con l’addio di Enzo Maresca. L’assunzione di Liam Rosenior e il ritorno in extremis di Calum McFarlane servono solo a dare quel tocco di spettacolarità in più all’implosione definitiva. A Xabi Alonso un solo messaggio: in bocca al lupo. (Luca Ferraboschi)

FULHAM voto 5,5

Il Fulham si è contraddistinto in una stagione complessivamente sufficiente, andando a mantenersi con costanza nella metà della classifica. Il tecnico Marco Silva ha trasmesso a fasi alterne uno stile di gioco abbastanza buono ma in altre gare il Fulham ha dimostrato alcune difficoltà nelle fasi più cruciali della gara andando a sbattere con poco spirito di squadra. Andando a citare il grande Dante Alighieri, la stagione può definirsi “senza infamia e senza lode”. L’Europa gettata per pochi punti mostrando poca ambizione. (Marco Sorrenti)

NEWCASTLE voto 5

Il Newcastle è tra le squadre della Premier League che ha deluso maggiormente. La rosa con giocatori di spicco a livello mondiale non è stata in grado di dimostrare continuità di risultati con frequenti alti e bassi. Sono andati a mancare alcuni giocatori di prima fascia per via di tante gare insufficienti. Un fattore determinante che ha posizionato il Newcastle al dodicesimo posto in classifica. (Cristiano Comelli)

EVERTON voto 6

Per i Toffees il 2026 è l’anno dell’incompiutezza. Per un motivo o per un altro, ai ragazzi di David Moyes manca sempre il proverbiale centesimo per fare l’euro e, complice un finale di stagione da incubo, questo costa non soltanto la qualificazione alla prossima stagione europea, ma anche un discreto numero di sterline che non entrano nelle casse del club. Dopo anni tribolati, la salvezza non è più una preoccupazione reale – motivo per cui la sufficienza in pagella arriva – ma la sensazione è che manchi ancora qualcosa per tornare a vedere un club veramente competitivo. Ah, qualcuno ha più visto Tyler Dibling? (Luca Ferraboschi)

LEEDS voto 7

Un obiettivo si prefiggeva e quello ha raggiunto: tenere i piedi ben saldi in categoria. Il Leeds United può archiviare con le campane a festa la stagione del suo ritorno in Premier League interpretata con la consapevolezza di disporre delle risorse adeguate per poter piantare le tende in modo stabile. Ottima la scelta della dirigenza di confermare alla conduzione tecnica un Daniel Farke che ha avuto modo di conoscere profondamente l’ambiente, di entrarci in sintonia a tempo di record e di fare marciare la squadra secondo il suo credo offensivo tipico di chi non guarda in faccia ai blasoni ma punta soltanto a fare bottino pieno senza mai accontentarsi.  Il reparto offensivo ha messo in evidenza l’astro lumisono di Dominic Celvert-Lewin, accreditato di quattordici reti e destinato a nobili palcoscenici. Anche se a Elland Road farebbero carte false pur di assicurarsene la permanenza. (Cristiano Comelli)

CRYSTAL PALACE voto 6

Dal Crystal Palace ci si attendeva ben altro. Certo, Glasner ha dovuto fare i conti con alcune decisioni di mercato quantomeno discutibili da parte della dirigenza. La vittoria della FA Cup 2025 sembrava aver aperto un ciclo, invece il Palace si è trovato piano piano a dover lottare per non essere coinvolto nel vortice della retrocessione. Il trionfo in Conference League porta alla sufficienza, ma il rendimento in Premier League…ora tocca a Pierre Sage: alzi la mano chi è convinto. (Alfonso Russo)

NOTTINGHAM FOREST voto 6,5

Il Nottingham Forest ha raggiunto l’obiettivo principale e ha conservato la categoria senza particolari affanni nel finale. La squadra ha attraversato momenti difficili, ma ha mostrato carattere nei passaggi più delicati della stagione. L’arrivo di Vítor Pereira ha portato maggiore organizzazione e alcuni risultati pesanti nella corsa salvezza. Morgan Gibbs-White ha trascinato il gruppo con prestazioni di alto livello e numeri importanti in zona offensiva. Il Forest non ha mai dato l’impressione di poter puntare a qualcosa di più della permanenza in Premier League, ma ha costruito una base interessante per il futuro. Salvezza meritata e stagione complessivamente positiva, anche se resta margine per alzare ulteriormente l’asticella. (Luca Antolini)

TOTTENHAM voto 5,5

Il Tottenham ha vissuto una stagione complicata e piena di alti e bassi. La squadra ha evitato la retrocessione soltanto nelle ultime giornate e non ha mai trovato una vera continuità. Gli infortuni hanno pesato, ma il rendimento generale è rimasto inferiore alle aspettative di una società con ambizioni europee. Alcuni singoli hanno offerto prestazioni positive, ma il gruppo non ha mai dato la sensazione di poter competere stabilmente nella parte sinistra della classifica. La salvezza rappresenta l’unica vera nota positiva di una stagione che ha lasciato molti interrogativi. Servono cambiamenti importanti per riportare il club ai livelli richiesti dalla sua storia. (Luca Antolini)

WEST HAM voto 5+

La media del voto della stagione del West Ham è un 5+, considerando il girone d’andata da 4 e il girone di ritorno da 7; la partenza di campionato sciagurata con Potter alla guida, poi sostituito da Nuno Espírito Santo che, con la rosa a disposizione, è andato vicinissimo ad una salvezza che, fino a metà campionato, sembrava un miraggio lontano. La squadra dell’East End londinese paga un mercato estivo minimalista, dove ha rinforzato solo alcuni ruoli lasciati vacanti dai giocatori in scadenza di contratto della passata stagione, poi a gennaio l’arrivo di giocatori importanti come Castellanos ha ridato vita ad un reparto offensivo che aveva perso la rotta. Nel girone di ritorno la squadra avrebbe meritato la salvezza, per ciò che ha fatto vedere sul campo, ma sono troppi i punti lasciati per strada nel girone di andata. Nella prossima stagione in Championship l’obiettivo è sicuramente vendere qualche giocatore “prezioso” ma anche ripartire dalle certezze, la dirigenza (orfana da qualche giorno di David Sullivan, che ha rassegnato le dimissioni da proprietario del club) vuole provare a tenere giocatori come Bowen, Mavropanos e Souček per provare la risalita immediata in Premier League. (Gianmaria Groppelli)

BURNLEY voto 4

Il Burnley non ha rispettato le aspettative, andando a subire una retrocessione senza mai dare l’impressione di poter competere con le altre contendenti. Il valore complessivo della squadra di Scott Parker non è stato all’altezza delle altre contendenti, tanto da subire molte battute d’arresto confermandosi una squadra priva di personalità. Andando in fondo alla classifica si focalizziamo sul Burnley. I Clarets hanno svolto un’annata insufficiente su tutti i punti di vista tanto da subire una retrocessione fatale. In classifica ha chiuso la stagione con 22 punti con sole quattro vittorie, dieci pareggi e ben ventiquattro sconfitte. (Marco Sorrenti)

WOLVERHAMPTON voto 5

L’avvicendarsi di quattro allenatori sulla panchina non è servito a evitare la necessità di prendere l’ascensore destinazione Championship. Vitor Pereira prima, James Collins,  Richard Walker e Rob Edwards poi, del resto, hanno colpe relative, dovendo lavorare con materiale che è stato privato di pezzi di pregio. Pezzi che, lo scorso campionato, erano stati in grado di dare alla squadra anche allora in difficoltà la scossa decisiva e di farla decollare verso la salvezza. Perdere pezzi come Cunha, Ait-Nouri, Fabio Silva, Semedo e Strand- Larsen non è stato proprio un elemento irrilevante, anzi, ha fatto da effetto zavorra verso una squadra che aveva bisogno di riprendere il filo del discorso del campionato andato dove era riuscita a invertire la rotta. Il fatto che la squadra non abbia mai dato dall’avvio l’impressione di poter abbracciare la salvezza è fortemente indicativo. Sta a significare che il problema  non stava nella conduzione tecnica, perché lo scultore lavora con il materiale di cui può disporre, ma in una campagna di rimpiazzo dei summenzionati non all’altezza della situazione. Alla società, adesso, il compito, non semplice, di allestire una squadra che ha l’imperativo di tornare subito a frequentare il pianeta più luminoso del calcio inglese. (Cristiano Comelli)


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