La sua sensazione è quella di chi, a un passo dalla vetta, si è trovato davanti qualcuno che gli ha messo il piede sulla mano e lo ha fatto precipitare giù. Solo che, secondo la Federazione calcistica inglese, quel piede su quella mano ce li ha messi lui stesso. Insomma, ha fatto tutto da solo. Non è dato sapere chi abbia suggerito a qualche osservatore del Southampton di andare a sbirciare dal buco della serratura gli allenamenti del Middlesbrough. Certo è che, invece, la tifoseria dei Santi ha dovuto ripiegare con la contrarietà che ci si immagina le bandiere festanti tirate fuori in vista della finale, poi sfumata, dei playoff di Championship contro l‘Hull City dove avrebbe potuto tornare a frequentare il condominio di Premier League dopo una sola stagione d’assenza. E quindi gli ottanta punti accumulati in una stagione cominciata al piccolo trotto ma poi conclusa in alta quota sono di colpo diventati come la cenere ormai inservibile, di quella che devi pulire via perchè ti dà ingombro e basta. La parola d’ordine dell’ambiente è adesso di premere con decisione sul pulsante reset e ricominciare.
Southampton, il giudizio negativo del Collegio arbitrale della Lega
Il ritornello della società è chiaro: ci siamo conquistati un’opportunità sul campo e quindi dovete concederci di giocarcela. La questione posta dai Santi non è nel contenuto, ma nella sproporzione usata nel sanzionarlo. In una domanda secca: possibile che un’operazione pur sanzionabile possa mandare in frantumi la fatica di un’intera stagione? “Sappiamo quanto doloroso sarà questo momento per i nostri tifosi, giocatori, staff, partner commerciali e per l’intera comunità che ha sostenuto la squadra durante la stagione – spiegano in un comunicato – e ci scusiamo ancora una volta con tutti coloro che sono stati colpiti da questa situazione”. Insomma, dietro un dito non ci si nascondono. Questo, però, non significa che condividano il provvedimento, a loro dire troppo severo, adottato nei loro confronti. “Il club ha sempre ritenuto che la sanzione sportiva inizialmente inflitta fosse sproporzionata – si legge ancora – un’opinione ampiamente condivisa da molti nella comunità calcistica”.
Southampton, sguardo sul futuro
Intanto nell’ambiente biancorosso si comincia a ragionare un po’ sul futuro e con una pietra tombale grande così da porre sull’accaduto. “Il Southampton Football Club vanta una storia gloriosa e solide fondamenta – spiega la società in una nota sul suo sito – ma è evidente che è ora necessario ricostruire la fiducia e questo lavoro comincia immediatamente. Il club rifletterà attentamente sugli eventi che hanno portato a questa situazione, imparerà da essi e adotterà i provvedimenti necessari per guardare al futuro in modo responsabile, con umiltà, senso di responsabilità e determinazione per rimediare all’accaduto”. Insomma, un’occasione gettata al vento per una leggerezza. E la cosa, in casa Southampton, vi è da scommettere, brucia molto di più di un verdetto negativo del campo, L’ingenuità, nel calcio, è sempre una pessima consigliera. E, soprattutto, alla fine, presenta sempre il conto. E vi è da credere che i tifosi dei Santi, che delle scuse della società se ne fanno poco e niente, chiedano invece una dirigenza che gestisca con minor leggerezza la situazione per evitare di mettere una carta sbagliata su un castello di carte che, alla fine del campionato, sembrava reggere benone.