Il volto è quello rilassato di chi sa di aver già firmato una pagina indelebile nella storia del club, ma lo sguardo tradisce la fame feroce di chi vuole completare l’opera. Il manager del Friburgo si presenta nella sala stampa dello stadio della finale di Europa League con la calma dei forti, pronto a guidare la sua squadra verso l’appuntamento più importante da quando il club della Foresta Nera ha tirato i primi calci a un pallone.
Davanti a una platea internazionale di giornalisti, il tecnico ha sviscerato ogni aspetto della vigilia: dalle condizioni fisiche dei singoli alle chiavi tattiche del match, fino all’impatto emotivo di una notte che potrebbe valere un trofeo europeo e lo sbarco automatico nella prossima Champions League.
Friburgo, Julian Schuster: “Loro sono maestri nelle transizioni, dovremo essere perfetti”
Il tecnico del Friburgo, Julian Schuster in Conferenza prima della finale di Europa League, non si è nascosto dietro i soliti cliché della vigilia, scendendo nei dettagli di quello che si aspetta a livello di campo: “La partita si vincerà o si perderà nella zona centrale del campo. Loro hanno interpreti di livello assoluto, capaci di verticalizzare in un decimo di secondo. Noi dovremo essere bravi a fare densità, accettando anche l’uno contro uno in mezzo al campo quando necessario. Non possiamo permetterci di farli girare fronte alla porta.” Sulla gestione dei ritmi: “Se la partita diventa una gara di atletica leggera basata sulle ripartenze, andiamo in difficoltà. Il nostro obiettivo deve essere quello di gestire il pallone con personalità, addormentare il gioco quando loro proveranno a pressare alto e colpire negli spazi che inevitabilmente concederanno sulle corsie esterne.”
Sulla squadra e i dubbi di formazione: “La squadra sta bene, l’adrenalina fa miracoli in queste ore e cancella anche i piccoli acciacchi. Ho un dubbio legato alle caratteristiche del nostro partner d’attacco. Scegliere una punta di peso per ripulire i palloni alti o un giocatore più rapido per non dare punti di riferimento alla loro coppia centrale? Deciderò definitivamente dopo la rifinitura di questa sera, basandomi anche sulle ultime sensazioni visive. Ma la cosa splendida è che chi va in panchina non è arrabbiato, sa che domani i cinque cambi saranno decisivi tanto quanto gli undici titolari.”
Il focus si è poi spostato inevitabilmente sulla tenuta mentale di un gruppo che, per la quasi totalità degli elementi, si trova ad affrontare la prima finale europea della carriera. “La pressione è tutta su di loro, che per storia e investimenti sono costruiti per vincere queste competizioni. Noi abbiamo guadagnato questo palcoscenico centimetro dopo centimetro, battendo squadre sulla carta molto più blasonate. Ai miei ragazzi ho detto che la perfezione non esiste nel calcio, ma il coraggio sì. Se dobbiamo perdere, voglio farlo giocando il nostro calcio, aggredendo alti e mostrando l’identità che ci ha portato fin qui. Il rimpianto più grande sarebbe quello di uscire dal campo senza averci davvero provato.”
In chiusura, un passaggio da brividi dedicato alla marea di tifosi del Friburgo che ha letteralmente invaso le strade della città ospitante, un esodo senza precedenti per il club tedesco.”Oggi uscendo dall’hotel ho visto famiglie intere con la nostra sciarpa al collo, persone che hanno guidato per ore o preso tre voli diversi pur di esserci. Sentiamo questa responsabilità, ma non è un peso, è un’energia pazzesca che dobbiamo riversare sul rettangolo verde. Quando al 70° o all’80° minuto le gambe faranno male e mancherà il fiato, guarderemo gli spalti. Giocheremo per la nostra storia, per le nostre famiglie e per ogni singolo tifoso che domani sera urlerà per noi. Vogliamo rendere questa notte immortale.”