La Championship chiude la porta al VAR, almeno per il prossimo futuro. I club della seconda divisione inglese hanno infatti respinto la proposta di introdurre il Football Video Support (FVS), una versione semplificata della tecnologia di revisione arbitrale. Nonostante le pressioni di alcuni allenatori e il crescente utilizzo del VAR in altri campionati europei, la maggioranza delle società ha espresso forti dubbi, soprattutto per l’impatto sul ritmo di gioco, sull’esperienza dei tifosi e sui costi di implementazione. La decisione arriva dopo la presentazione della Professional Game Match Officials Limited durante l’assemblea annuale della English Football League, seguita da un confronto diretto con i club. Il risultato è stato chiaro: nessuna apertura verso sistemi di revisione video, nemmeno in forma ridotta.
Resterà invece attiva la tecnologia della goal-line, mentre si valuterà a giugno una possibile estensione anche alla League One. Intanto, il dibattito resta aperto, soprattutto alla luce delle esperienze internazionali e delle richieste di maggiore equità arbitrale avanzate da diversi tecnici.
Championship: cos’è il Football Video Support e perché i club lo rifiutano
Il Football Video Support (FVS) rappresenta una versione più leggera del VAR, pensata per campionati con risorse limitate. A differenza del sistema tradizionale, non prevede una sala VAR completa, ma un operatore che fornisce all’arbitro le immagini disponibili dalle telecamere a bordo campo. La caratteristica principale è il ruolo attivo degli allenatori: ogni squadra ha a disposizione due “challenge” a partita per richiedere una revisione. Se la richiesta viene accolta, il tentativo non viene perso. Questo meccanismo, secondo la The Football Association, responsabilizza maggiormente gli allenatori e riduce gli interventi arbitrali spontanei.
Tuttavia, proprio questo aspetto genera le maggiori perplessità. Il rischio è quello di aumentare le interruzioni di gioco, con un numero di revisioni potenzialmente superiore rispetto al VAR tradizionale. Inoltre, episodi già osservati in competizioni minori e nella Canadian Premier League hanno mostrato come il sistema possa essere sfruttato tatticamente, influenzando l’andamento delle partite. In questo contesto, i club della Championship hanno preferito mantenere l’attuale assetto, privilegiando fluidità e sostenibilità economica rispetto all’introduzione di una tecnologia ancora considerata imperfetta.