Nel dibattito sempre acceso sulle decisioni arbitrali nel calcio moderno, Nuno Espírito Santo, attuale allenatore del West Ham United, torna a puntare i riflettori sulla necessità di definire con maggiore precisione i confini tra fallo e contatto, soprattutto nelle situazioni di calcio piazzato. L’ex portiere portoghese, noto per la sua esperienza pluriennale sia in campo che in panchina, ha espresso preoccupazione per l’attuale interpretazione arbitrale che, a suo avviso, consente un livello di contatti e trattenute «quasi fuori controllo».
Espirito Santo e la richiesta di regole più chiare nel calcio inglese
Dal suo insediamento al West Ham Utd nel settembre 2025, Nuno Espírito Santo ha dimostrato di essere un tecnico attento non solo alla tattica, ma anche all’evoluzione regolamentare del gioco. In vista dell’impegno di FA Cup contro il Brentford, il portoghese ha sottolineato come l’attuale gestione delle fasi di calcio da fermo risulti confusa e poco trasparente per giocatori e allenatori.
«Cosa è fallo? Cosa è contatto?», si è chiesto Nuno, invitando le autorità arbitrali a fornire «indicazioni chiare e linee guida precise». Il tecnico ha rivelato di aver discusso le sue preoccupazioni con Howard Webb, direttore tecnico della Professional Game Match Officials Limited (PGMOL), organismo responsabile della designazione e formazione degli arbitri in Inghilterra. «Howard è stato molto sensibile e ha ammesso che qualcosa non va», ha aggiunto Espírito Santo.
L’ex arbitro internazionale inglese Howard Webb, oggi direttore tecnico PGMOL, è considerato una delle figure più autorevoli nel panorama arbitrale mondiale, avendo diretto finali di Champions League e Coppa del Mondo. La sua esperienza potrebbe essere determinante per affrontare questa fase di transizione regolamentare, che vede un aumento di proteste e contestazioni legate proprio a falli e contatti nelle aree di rigore.
Il contesto delle polemiche sui falli da calcio d’angolo e piazzato
Le dichiarazioni di Nuno si inseriscono in un contesto più ampio di critiche che coinvolgono numerosi allenatori di Premier League. Ad esempio, Arne Slot del Liverpool ha recentemente definito «poco godibili» le partite a causa della crescente attenzione ai falli durante i calci piazzati. David Moyes dell’Everton ha parlato apertamente di «arti oscure» utilizzate da squadre come l’Arsenal, accusate di sfruttare al limite il regolamento per guadagnare vantaggi nei corner.
Anche Fabian Hurzeler, tecnico del Brighton, ha evidenziato l’ambiguità delle decisioni arbitrali su blocchi e trattenute, sottolineando come spesso sia difficile interpretare quando un’azione vada sanzionata o meno. Questo quadro di incertezza si riflette anche sul ruolo dei portieri, che si trovano sempre più spesso assediati da avversari durante le fasi di gioco fermo, con conseguente difficoltà nel parare o posizionarsi correttamente.
«Il livello di contatto consentito oggi rende il lavoro dei portieri molto complicato», ha evidenziato Nuno. Questa situazione non soltanto condiziona il risultato delle partite, ma anche la spettacolarità del gioco, compromessa da continui fischi e interruzioni.


