Nella quarta giornata della Women’s Champions League l’Arsenal affronta in casa il Real Madrid per rilanciarsi dopo la sconfitta contro il Bayern Monaco. La partita si apre con un Real Madrid ben organizzato, aggressivo sulle seconde palle e rapido nel ribaltare il fronte. L’Arsenal crea ma non punge, e proprio quando il primo tempo sembra destinato a chiudersi sullo 0-0, arriva la doccia fredda, Caroline Weir riceve al limite e piazza un sinistro preciso che si infila all’angolino. È 0-1, e lo stadio si zittisce per un attimo. Un gol pesante, che costringe le Gunners a una ripresa tutta all’attacco. Rientrano in campo e l’Arsenal cambia completamente marcia. La squadra alza il baricentro, spinge con le esterne e al 53° trova finalmente il pareggio, Chloe Kelly scappa via sulla destra e pennella un cross teso sul secondo palo. Russo attacca lo spazio come una centravanti vero, tacco perfetto, tempo di esecuzione ideale, 1-1. Al 67°, arriva il sorpasso: stavolta l’assist è di Beth Mead, altra giocatrice simbolo del club. Cross morbido al centro, difesa madrilena in ritardo, Russo sale in cielo e di nuovo di testa infila il 2-1. Negli ultimi minuti il Real prova a rispondere, ma l’Arsenal è solido, compatto, maturo. La squadra di casa non concede quasi nulla e porta a casa tre punti fondamentali per il cammino europeo.
Nell’altra sfida Chelsea e Barcellona hanno regalato una sfida intensa, confermando le aspettative della vigilia. Il match si è acceso presto, al 16° Ellie Carpenter ha portato in vantaggio il Chelsea con una conclusione precisa, facendo esplodere Stamford Bridge. La risposta del Barcellona non si è fatta attendere, al 24° Ewa Pajor ha firmato l’1-1 con una finalizzazione rapida e chirurgica, riportando la gara in equilibrio. L’incontro è stato poi sospeso momentaneamente per un blackout tecnico che ha causato problemi agli impianti e alle apparecchiature VAR, ma dopo alcuni minuti il gioco è ripreso regolarmente. Da lì in avanti, la partita è proseguita a ritmi alti: il Chelsea ha cercato profondità e transizioni veloci, mentre il Barcellona ha mantenuto il consueto controllo del palleggio, rendendo ogni azione potenzialmente pericolosa. La partita termina 1-1 accontentando entrambe le squadre.
Women’s Champions League, Wolfsburg-Manchester United: il primo tempo
La partita si accende sin dai primi minuti. Il Manchester United scende in campo con personalità, intenzionato a tenere il baricentro alto e a pressare la prima costruzione del Wolfsburg. La scelta paga, ritmo veloce, verticalizzazioni rapide e una squadra compatta tra i reparti . Al 14°, arriva il premio, Fridolina Rolfö conclude una bellissima azione corale con un colpo di testa perfetto. È una giocatrice abituata a brillare nei grandi palcoscenici europei e lo conferma anche oggi. Il gol nasce da un cross impeccabile di Melvine Malard, tra le più ispirate del primo tempo. Ma la reazione del Wolfsburg è immediata. Passano appena tre minuti e Ella Peddemors trova il pareggio con un destro a giro che si insacca all’angolino. Un gesto tecnico pulito, deciso, che accende il pubblico e cambia completamente l’inerzia del match. Il Wolfsburg cresce minuto dopo minuto, alza il pressing e costringe le Red Devils a cercare la profondità senza però trovare sbocchi puliti. Le tedesche cominciano a vincere quasi tutti i duelli individuali, soprattutto sulle fasce, dove si crea costantemente superiorità numerica. Al 37°, Peddemors firma la doppietta: altro movimento intelligente, altro diagonale preciso. Il vantaggio è meritato, e l’inerzia è tutta dalla parte delle padrone di casa. Poco prima dell’intervallo, arriva il 3-1, stavolta è Lineth Beerensteyn a lasciare il segno con un tiro potente e angolato dopo un’azione insistita. Il Wolfsburg, in quel momento, sembra poter dilagare. In pieno recupero, Malard inventa un pallonetto meraviglioso che riporta le inglesi sul 3-2. Un gol pesantissimo psicologicamente, che ridà speranza e consapevolezza. Si va al riposo con una partita vibrante, ricca di emozioni e con la sensazione che il secondo tempo possa riservare altre sorprese.
Women’s Champions League, Wolfsburg-Manchester United: il secondo tempo
Il secondo tempo, però, racconta un’altra storia. Il Manchester United rientra in campo con meno energia, meno lucidità e soprattutto con una linea difensiva molto più fragile. Il Wolfsburg, al contrario, riparte aggressivo, con scambi rapidi e pressing coordinato. Le tedesche giocano con fiducia e sfruttano alla perfezione i varchi tra centrocampo e difesa creati dalle Red Devils , troppo allungato e poco compatto. Le verticalizzazioni del Wolfsburg diventano una costante, e le inglesi non riescono a interrompere il flusso. Al 65°, arriva il gol che spezza definitivamente la partita, Beerensteyn riceve palla, salta l’avversaria con una finta secca e batte il portiere con un destro preciso. È il 4-2, il gol che uccide le speranze inglesi. Skinner prova a cambiare qualcosa inserendo forze fresche, ma il Wolfsburg ha ormai strutturato il proprio dominio. Il Manchester United fatica a uscire dalla pressione, a costruire azioni pericolose e soprattutto a ritrovare compattezza difensiva. Nel recupero, arriva anche il 5-2 di Vivien Endemann, che sfrutta un errore in impostazione e chiude il match in modo definitivo. È la ciliegina su una prestazione collettiva solida, concreta e di grande intensità.
