
Il Coventry City scrive una pagina indelebile della propria storia. Per la prima volta, a vent’anni esatti dall’inaugurazione, il club diventa proprietario della Coventry Building Society Arena, stadio ora ufficialmente rilevato dal gruppo Frasers, che fino a pochi giorni fa ne deteneva la proprietà. Il passaggio segna la fine di un’era di incertezze, quella recente, che ha caratterizzato la storia recente del club e, al contempo, apre le porte a un futuro fatto di stabilità, progettualità e ambizioni rinnovate.
Lo stadio, inaugurato nel 2005 proprio con una gara contro il QPR (che gli Sky Blues hanno travolto per 7-1 nell’ultimo turno di Championship, ndr), ha rappresentato negli anni teatro di gioie e difficoltà, accompagnando il club del presidente Doug King tra momenti di gloria, battaglie sportive e persino dolorosi esili lontano da casa. Adesso, però, l’Arena diventa finalmente “casa” nel senso più autentico del termine: non più solo luogo di gioco, ma simbolo di appartenenza e punto di partenza per un nuovo percorso.
Coventry, parla Doug King: “è un giorno che definisce il nostro futuro”
Subito dopo la comunicazione della notizia, il presidente e proprietario del club, Doug King, non nasconde l’emozione: “Oggi (sabato, ndr) è un giorno che definisce il futuro del Coventry City. Per troppo tempo la questione della proprietà dello stadio ha pesato come un’incognita. Da oggi, invece, mettiamo in sicurezza non solo il presente, ma anche il futuro della nostra società. Questo stadio appartiene finalmente al club e ai suoi tifosi”.
Parole che trasmettono la consapevolezza di un traguardo tanto atteso quanto sofferto. King ha poi voluto sottolineare la centralità del legame con la città: “L’Arena sarà sempre un simbolo della forza e della creatività di Coventry. Potremo investire nelle strutture, nell’esperienza riservata ai nostri tifosi e anche in progetti interamente dedicati alla comunità. Questo è un passo che parla di ambizione e fiducia nel futuro”.
Soddisfatto anche Mike Ashley, volto ben noto agli appassionati di calcio britannico, nonché proprietario del gruppo Frasers, che ha definito King “un custode straordinario” per la società, aggiungendo che: “con lui al timone, il Coventry City ha tutte le carte in regola per ambire alla Premier League”. Parole che fanno sognare tutti i tifosi degli Sky Blues, nonostante lo stesso Ashley, a Newcastle, non abbia rappresentato esattamente il presidente-modello per un club stabilmente presente nell’élite del calcio inglese.
Una romantica coincidenza e un futuro tutto da scrivere
Come detto, il destino ha voluto che l’annuncio coincida con la settimana del ventesimo anniversario dell’impianto. E proprio contro il QPR, la stessa squadra che fu la prima ospite nel 2005, il Coventry ha celebrato l’inizio di questa nuova era. Una coincidenza che profuma di storia, capace di dare ulteriore significato a un momento già intriso di simbolismo.
Il possesso dello stadio, infatti, non è solo una conquista sentimentale, ma anche un’opportunità strategica. Ora il club potrà contare su maggiori certezze economiche, sviluppare nuove fonti di ricavo – fondamentali in un calcio ricco e in costante evoluzione come quello attuale – e pianificare con maggiore autonomia. Un tassello che potrebbe rivelarsi decisivo nella corsa verso traguardi più prestigiosi, sia dentro che fuori dal campo.
Tornando all’aspetto romantico del tutto, per i tifosi degli Sky Blues, abituati a sacrifici e fedeltà anche nei momenti più difficili, il giorno dell’annuncio resterà inciso come una data spartiacque: la fine di anni turbolenti e l’inizio di una nuova epoca. E senza dubbio, il 7-1 con cui il Coventry ha superato gli Hoops nel terzo turno di Championship non può che trasformarsi nella più classica delle “ciliegine sulla torta” in un weekend a dir poco indimenticabile per tutta la gente della Phoenix City.