David Moyes si prepara a scrivere un’altra pagina importante della storia dell’Everton. Venerdì sera, nella sfida di Premier League contro il Coventry, l’allenatore scozzese raggiungerà infatti quota 592 partite alla guida dei Toffees, eguagliando lo storico primato di Harry Catterick, finora il tecnico con il maggior numero di presenze sulla panchina del club.
Un traguardo significativo per Moyes, che ha costruito una parte fondamentale della propria carriera proprio a Liverpool. Il primo capitolo della sua esperienza all’Everton è iniziato nel marzo 2002, quando venne chiamato a sostituire Walter Smith. In oltre undici anni di panchina, che lo hanno tenuto a Goodison Park fino al giugno 2013, ha guidato la squadra in 518 incontri, conquistando la qualificazione alla Champions League nel 2005 e raggiungendo la finale di FA Cup nel 2009.
Everton, il secondo ciclo Moyes e il record in panchina
Dopo aver raccolto la pesante eredità di Sir Alex Ferguson al Manchester United e le esperienze sulle panchine di Real Sociedad, Sunderland e West Ham, lo scozzese è tornato sulla panchina dei Toffees nel gennaio 2025, succedendo a uno Sean Dyche che non era riuscito ad allontanare sufficientemente il club dalle zone calde della classifica di Premier League. Il suo secondo ciclo ha riportato continuità al progetto tecnico e ha accompagnato il club nello storico passaggio da Goodison Park al nuovo Hill Dickinson Stadium.
Alla vigilia della sfida contro il Coventry, Moyes ha espresso tutta la propria soddisfazione per il traguardo, ricordando anche figure storiche come lo stesso Catterick, Howard Kendall e Joe Royle. “Essere l’allenatore dell’Everton con il maggior numero di partite è qualcosa di cui sono molto orgoglioso“, ha dichiarato sia nell’intervista pre-partita, che al programma ufficiale del club.
Il record assoluto è ormai a un passo. Dopo aver raggiunto quota 592 contro il Coventry, Moyes avrà infatti l’opportunità di superare Catterick nella successiva trasferta contro il Brentford, diventando ufficialmente l’allenatore più presente nella storia dell’Everton. Il suo sogno, come ha dichiarato nella conferenza citata poc’anzi, è quello di riuscire a lasciare il segno proprio come i suoi predecessori: riportando nella metà di Liverpool un alloro che manca da ormai troppo tempo.