Se c’è una categoria nella quale le previsioni valgono spesso meno di quanto scritto sulla carta, quella è la League Two. La quarta serie inglese è pronta a ripartire e la stagione 2026-27 promette di essere particolarmente interessante. Il campionato prenderà il via il 14 agosto (domani, ndr) e, secondo le principali analisi della vigilia, non esiste una favorita assoluta. Per chi segue questo piccolo-grande universo della Football League, non una grande novità.
Salford, Chesterfield, Barnet, Rotherham e Port Vale sono soltanto alcune delle squadre con ambizioni importanti. Oldham, Tranmere, York City e Rochdale, compagini che partono con un profilo più basso, ma che portano con sé il peso e il fascino di storie di grande prestigio. Ma perché seguire la League Two quest’anno? Ecco sette storie che potrebbero rendere questa stagione imperdibile.
Il Salford vuole finalmente salire
Il Salford City arriva da una delle delusioni più grandi della scorsa stagione: la sconfitta nella finale dei playoff promozione. Karl Robinson ha lasciato la panchina e al suo posto è arrivato l’australiano Peter Cklamovski, mentre sul mercato gli Ammies hanno piazzato due colpi pesantissimi per la categoria, come quelli dell’ex Notts County e Millwall Macaulay Langstaff e di Luke Molyneux.
Il messaggio è evidente: dopo aver sfiorato la promozione, la squadra della Class of ’92 vuole riprovarci immediatamente. E stavolta, nonostante le solite insidie che nasconde la League Two, il club della periferia di Manchester spera di arrivare fino in fondo e raggiungere il proprio obiettivo.
Anche il Barnet sogna il trono della League Two
Se c’è una possibile sorpresa da tenere d’occhio, è il Barnet. Le Bees sono tornate in EFL all’inizio della scorsa stagione e, dopo una prima campagna d’assestamento, terminata comunque con un prestigioso ottavo posto finale, hanno conservato gran parte della rosa aggiungendo giocatori con esperienza in League Two.
La squadra di Dean Brennan ha chiuso la scorsa stagione con sette vittorie e un pareggio nelle ultime otto partite. Dovessero riuscire a mantenere quella continuità per tutte le 46 giornate di questa lunghissima maratona, perché non sognare addirittura il titolo? Dalle parti di The Hive, alla periferia di Londra, l’attesa è tanta e le aspettative crescono di giorno in giorno.
Quattro retrocesse, quattro storie diverse
Dalla League One sono scese Exeter City, Port Vale, Rotherham United e Northampton Town. Secondo diversi esperti sono proprio i Valiants a possedere una delle rose più complete della categoria, mentre quello del Rotherham è probabilmente il progetto più intrigante di tutta la League Two: il club dello Yorkshire ha inserito Steve McClaren come direttore sportivo e ad Alex Bruce, figlio del grande Steve, ha affidato il ruolo di capo allenatore.
Impossibile non parlare poi del Northampton. I Cobblers sono ad un passo dal cambio di proprietà e guardano al loro futuro con rinnovate ambizioni e un intrigante accento brasiliano. Dietro la scrivania potrebbe a breve sedersi Alexandre Pato, profilo che non necessita di presentazioni. Parte defilato invece l’Exeter, che non sembra partire con l’ambizione dell’immediato ritorno in terza serie. Per tutte, però, la domanda è la stessa: quanto è difficile rialzarsi dopo una retrocessione?
Rochdale e York per mantenere il trend della National League
Dalla riforma della piramide calcistica inglese del lontano 2004, c’è un record che resiste inscalfibile. Nessuna squadra neopromossa dalla National League è poi retrocessa nella stagione di League Two immediatamente successiva. Dopo l’emozionante duello dello scorso campionato, York City e Rochdale vogliono mantenere viva questa lunghissima striscia di risultati positivi e dire la loro anche in quarta serie.
Il problema? Entrambe hanno iniziato la nuova avventura con qualche interrogativo. Il Dale ha perso l’allenatore Jimmy McNulty, passato in League One e accasatosi allo Stockport, mentre il City ha esonerato Stuart Maynard durante la pre-season, rallentando e non poco le operazioni della prima squadra. Due situazioni che rendono ancora più interessante il loro ritorno nel calcio professionistico.
Paul Cook punta ad un’altra League Two
Lo scorso anno il Chesterfield ha assaporato la promozione, ma è stato fermato ai playoff. La grande certezza, anche in vista di questo 2026-27, rimane Paul Cook, uno degli allenatori più esperti e rispettati della categoria. Nella bacheca del trainer di Liverpool ci sono infatti già due titoli di League Two, di cui uno conquistato proprio col club che rappresenta tutt’ora, e gli esperti dicono che sia spazio anche per una terza coppa.
La partenza di Armando Dobra, che è salito di un livello, accasandosi al Leyton Orient, rappresenta però una perdita importante. Riuscirà Cook a costruire una squadra ancora più forte e riportare gli Spireites in League One? Nel Derbyshire si augurano tutti di sì, ma la concorrenza è di quelle davvero toste.
La League Two è anche il campionato dei veterani
È una delle caratteristiche più affascinanti di questa categoria: giocatori che hanno vissuto per anni i difficilissimi mondi di Premier League e Championship arrivano in League Two per rilanciarsi o per affrontare l’ultimo capitolo della propria carriera. Giusto per citarne alcuni, Tom Ince e Will Vaulks sono approdati al Tranmere, mentre Andy Cook è diventato un nuovo giocatore del Grimsby.
Al Rotherham è invece arrivato Paul Mullin, altro nome capace di attirare immediatamente l’attenzione, mentre dalle parti di Crawley sono tutti in fermento per Vito Mannone. L’italiano, ex portiere di Sunderland e Arsenal, arriva ai Red Devils con la qualifica di giocatore-allenatore e affiancherà mister Colin Kazim-Richards (sì, quel Kazim-Richards) nella sua primissima avventura da tecnico.
I prossimi talenti potrebbero essere già qui
La League Two non è soltanto esperienza. È anche uno dei luoghi migliori per scoprire giocatori destinati a salire rapidamente di categoria. Tra i nomi segnalati alla vigilia ci sono Maldini Kacurri, difensore 20enne del Grimsby cresciuto nell’Arsenal e capace di portare con sé un omaggio ad uno dei più grandi giocatori di sempre, Patrick Mlynarski, 18enne del Crewe con un passato nell’Everton, e Will Gray, appena 17enne e già protagonista al centro del campo dello Shrewsbury. Sono proprio queste storie a rendere la quarta serie inglese così speciale.
Forse il motivo principale per seguire la quarta serie inglese è proprio questo: non c’è nulla di scontato. Una neopromossa può sognare i playoff, mentre una retrocessa può fallire la risalita. Un veterano può rinascere, così come un ragazzino può diventare la rivelazione della stagione. E mentre Salford, Chesterfield e le altre favorite proveranno a conquistare la promozione, dietro di loro ci saranno 20 squadre pronte a rovinare qualsiasi pronostico.
46 giornate, 24 club e una sola certezza: in League Two può succedere davvero di tutto.