Emozioni forti e un epilogo al cardiopalma hanno caratterizzato la sfida di Ewood Park tra Blackburn Rovers e Stoke City nella sfida del turno infrasettimanale di Championship, risolta soltanto nei titoli di coda in favore dei Potters, bravi a imporsi per 1-2 al termine di novanta minuti vibranti e combattuti colpo su colpo. La partita è stata un vero e proprio ottovolante di emozioni, capace di tenere gli spettatori incollati allo schermo fino all’ultimo secondo. Il Blackburn ha mostrato ottime cose nel primo tempo, comandando il gioco e trovando il vantaggio grazie a una manovra fluida e propositiva. Tuttavia, la squadra di casa ha peccato di presunzione nella gestione del risultato, abbassando troppo il baricentro nella ripresa e subendo la veemente reazione degli avversari.
Dall’altra parte, lo Stoke City ha evidenziato una straordinaria forza mentale e un carattere encomiabile. Sotto di un gol e in difficoltà nei primi quarantacinque minuti, la formazione ospite ha cambiato registro nel secondo tempo, trovando il meritato pareggio e credendoci fino in fondo. La zampata vincente nei minuti di recupero premia la tenacia e il coraggio di una squadra che non si è mai arresa. Un successo esterno pesante, che lascia grande amarezza ai padroni di casa per le occasioni sprecate, ma che certifica la bellezza e l’imprevedibilità della Championship.
Championship: Blackburn-Stoke City, la gara
I padroni di casa si schierano con un offensivo 4-2-3-1, affidandosi alla fantasia di Todd Cantwell sulla trequarti e al terminale offensivo Andri Guðjohnsen, mentre lo Stoke City risponde con un solido 3-4-3 in cui spiccano la vivacità di Million Manhoef e il dinamismo in mezzo al campo di Jack McGlynn. L’avvio è di marca prevalentemente territoriale per i locali, che provano a sfruttare le fasce con le incursioni di Jayden Fevrier e Dapo Afolayan. Tuttavia, la retroguardia dei Potters, guidata con autorità da Ben Wilmot e Maksym Talovjerov, erige un muro difensivo difficile da superare. Il Blackburn è anche costretto a un cambio precoce intorno al 40° minuto: misterioso infortunio o mossa tattica, fatto sta che Ryan Alebiosu deve lasciare il terreno di gioco, sostituito da Gady Beyuku.
Passano pochi minuti e lo Stoke City sblocca improvvisamente il match. È il minuto 43 quando una manovra avvolgente degli ospiti coglie impreparata la linea di difesa bianco-azzurra: il pallone arriva sui piedi di Jack McGlynn, che con grande freddezza controlla e lascia partire un sinistro preciso che trafigge Balázs Tóth, mandando i suoi in vantaggio negli spogliatoi tra l’incredulità del pubblico di casa. La ripresa si apre con i Biancorossi ospiti che cercano di gestire il vantaggio e il Blackburn costretto a rincorrere. La partita si incattivisce leggermente sul piano agonistico: fioccano i cartellini gialli distribuiti dal direttore di gara a causa di interventi duri a centrocampo, segno di una tensione palpabile in campo.
Il tecnico dei padroni di casa tenta il tutto per tutto operando una tripla sostituzione al minuto 66: dentro Moussa Baradji, Augustus Kargbo e Yuri Ribeiro per dare nuova linfa alla manovra offensiva. Ma la sfortuna, a volte, gioca un ruolo chiave nel calcio. Appena un minuto dopo i cambi, al 67′, un cross insidioso messo dentro dalla corsia dello Stoke City crea il panico nell’area di rigore locale; nel tentativo di anticipare gli attaccanti avversari, il neoentrato Moussa Baradji devia sfortunatamente la sfera nella propria porta, siglando un clamoroso autogol che gela Ewood Park e porta lo Stoke City sul 2-0.
Sembra il colpo del K.O. definitivo per i Rovers, incapaci fin lì di trovare sbocchi puliti contro la compatta retroguardia avversaria. Lo Stoke City controlla il doppio vantaggio, gestisce i ritmi e spreca anche qualche ripartenza per chiudere definitivamente i conti. Quando la gara sembra ormai scorrere verso un successo sicuro per gli ospiti, il Blackburn Rovers ha un sussulto d’orgoglio incredibile. Mister e squadra non si arresero e iniziano un forcing disperato. All’86’, sugli sviluppi di una pressione prolungata nell’area di rigore dello Stoke, il pallone buono capita sui piedi di Andri Guðjohnsen. L’attaccante islandese non sbaglia: con un guizzo da rapace d’area fulmina Viktor Johansson e accorcia le distanze, firmando l’1-2 e riaccendendo improvvisamente le speranze dei tifosi locali.
