Il clima attorno al mondo Celtic si è fatto incuorente. Alle tensioni accumulate sul rettangolo verde si sommano ora pesanti turbolenze extracampo, culminate in una clamorosa protesta dei tifosi e in una reazione societaria di straordinaria durezza. Mentre la squadra cerca di ritrovare la serenità e i risultati necessari sul campo in vista della ripresa della Scottish Premiership, la frattura tra la proprietà e una parte significativa dei sostenitori appare oggi più profonda che mai, aprendo a scenari complessi per il futuro politico e gestionale del club di Glasgow. Nonostante il clima teso tra dirigenza e tifoseria il Celtic finora non ha deluso le aspettative tanto da essere al comando seppur distante solamente due lunghezze dai Rangers.
La contestazione al campo da golf di St Andrews
L’episodio che ha riacceso lo scontro frontale tra la tifoseria organizzata e i vertici societari si è verificato in un contesto del tutto inatteso: il prestigioso campo da golf di St Andrews, in occasione di un torneo professionistico. Il maggiore azionista e figura chiave del club, Dermot Desmond, è stato preso di mira da gruppi di sostenitori mentre completava le buche del percorso.
Nel corso della giornata, alcuni manifestanti hanno lanciato delle palline da tennis sul terreno di gioco per interrompere la sua partita, esprimendo in modo plateale il proprio dissenso. La protesta, organizzata per catalizzare l’attenzione mediatica sulle crescenti perplessità riguardo alla gestione finanziaria, alle strategie di mercato e alla direzione tecnica del Celtic, si è conclusa con l’intervento della sicurezza che ha scortato Desmond al termine del percorso.
La presa di posizione e il comunicato ufficiale del Celtic
La risposta della società non si è fatta attendere e ha assunto toni particolarmente severi. Nelle ore successive all’episodio, il Celtic ha diffuso una nota ufficiale di condanna, definendo il gesto inaccettabile e sanzionando duramente le organizzazioni di tifosi coinvolte. Nel comunicato, il club ha sottolineato che la contestazione ha “portato vergogna” all’istituzione, ribadendo con forza un concetto chiave: “La reputazione del Celtic Football Club non è negoziabile.” La dirigenza ha inoltre annunciato la revoca del riconoscimento ufficiale nei confronti dei gruppi promotori dell’azione e l’applicazione di provvedimenti disciplinari, inclusi divieti di accesso allo stadio per gli individui identificati. La mossa del club ha ulteriormente irrigidito i rapporti con la base calda del tifo, già provata da un avvio di stagione altalenante tra i confini domestici e le difficoltà europee.