Il calcio europeo saluta uno dei suoi professionisti più eclettici e generosi. Con un toccante messaggio affidato ai propri canali social, Fabio Borini ha annunciato ufficialmente il suo addio al calcio giocato all’età di 35 anni. Una decisione arrivata dopo una lunga e intensa carriera trascorsa a correre, lottare e fare gol tra Italia, Inghilterra e Turchia.
“È iniziato tutto con un volo, quando avevo 16 anni. Un volo trascorso interamente con le lacrime agli occhi“, ha esordito l’attaccante nel suo lungo post, ricordando il momento esatto in cui lasciò il settore giovanile del Bologna per volare a Londra e inseguire un sogno calcistico oltremanica.
Un viaggio straordinario tra grandi club
Cresciuto sotto l’ala protettiva del Chelsea, con cui ha debuttato nel grande calcio nel 2009, Borini ha vissuto una carriera da autentico giramondo. Ha indossato maglie leggendarie e piazze caldissime: dallo Swansea in Galles alla Roma, per poi essere acquistato nel 2012 dal Liverpool. In Premier League ha lasciato il segno soprattutto con i colori del Sunderland, conquistando il rispetto dei tifosi inglesi per il suo spirito indomito.
Tornato in Italia, Borini ha vestito con orgoglio e duttilità la maglia del Milan tra il 2017 e il 2020, distinguendosi come un prezioso jolly tattico capace di ricoprire qualsiasi ruolo, dall’esterno d’attacco fino al terzino d’emergenza. Dopo una prolifica parentesi in Turchia con il Fatih Karagümrük e un’importante esperienza alla Sampdoria dove ha firmato uno storico gol nel derby della Lanterna, l’attaccante ha chiuso il cerchio della sua vita calcistica proprio in Inghilterra, disputando la sua ultima stagione con la maglia del Salford City.
Il ringraziamento al bambino che non ha mai smesso di crederci
La bacheca di Borini vanta traguardi storici come la Premier League e la FA Cup con il Chelsea, oltre alla medaglia d’argento agli Europei del 2012 con la Nazionale italiana guidata da Cesare Prandelli. Ma il suo lascito più grande risiede nell’iconica esultanza del “coltello tra i denti“, simbolo della grinta che lo ha sempre contraddistinto sul rettangolo verde.
Nel giorno del congedo, i pensieri del classe 1991 sono andati alle origini: “Voglio ringraziare quel ragazzo che non ha mai smesso di credere“, ha concluso con orgoglio. “E l’uomo che sono oggi continuerà a credere nella prossima opportunità, questa volta senza una palla tra i piedi“. Per Fabio Borini si chiude un capitolo meraviglioso, lasciando agli appassionati il ricordo di un calciatore esemplare per dedizione e professionalità.
