
La leggendaria macchina da gol della Non-League britannica, Justin Bennett, ha tagliato il traguardo delle settecento reti in carriera all’età di quarantaquattro anni, un’impresa notevole considerando che si era teoricamente ritirato quattro anni fa. Il traguardo storico è stato raggiunto lo scorso fine settimana con la maglia dello Shrewton United, durante la netta vittoria per otto a due contro le riserve del Bradford Town nel campionato della Wiltshire Premier League. Ad assistere a questa indimenticabile giornata sugli spalti c’erano la moglie Claire e le giovani figlie Chloe, di otto anni, e Naomi, di quattro. L’ex attaccante di Andover, Gosport Borough, Oxford City e Salisbury aveva inizialmente appeso gli scarpini al chiodo nel 2022, dopo aver messo a segno ben cinquantacinque gol e aver vinto il titolo di Wessex League Division One con il Bemerton Heath Harlequins. Tuttavia, il telefono non ha mai smesso di squillare, con vari allenatori pronti a chiedergli un aiuto per finalizzare le azioni offensive in area di rigore.
Bennett ha ammesso candidamente la sua debolezza per il campo: «Mi sono ritirato probabilmente circa tre volte! Ma sono un debole quando il telefono squilla e qualcuno ti dice: “Puoi venire a darci una mano?”». Gli allenatori, infatti, gli ripetono costantemente che non hanno bisogno che lui corra per tutto il campo, ma che si limiti a farsi trovare pronto in area per capitalizzare le occasioni create dalla squadra. Seguendo questa dinamica, l’attaccante ha vestito la maglia del Laverstock & Ford per poi rispondere alla chiamata del Whitchurch, squadra che necessitava disperatamente di gol per evitare la retrocessione e che, grazie al suo contributo decisivo, è riuscita a salvarsi. L’approdo allo Shrewton United è nato in modo altrettanto casuale, quando il suo amico ed ex compagno di squadra al Salisbury, Eddie Perrett, lo ha convinto a sostituire per quattro o cinque partite un attaccante in congedo di paternità . Quella che doveva essere una brevissima parentesi si è trasformata in una permanenza prolungata per tutto il resto della stagione, culminata con la vittoria del campionato di Step 7 vissuta in un clima di grande goliardia e spensieratezza tra compagni.
L’idea di smettere definitivamente era tornata a farsi strada nella mente del giocatore, ma un dettaglio lo ha trattenuto: «Nella mia mente ero pronto a chiudere la carriera, ma molte persone mi hanno ricordato che mi servivano solo otto gol per arrivare a settecento. Essendo un po’ ossessivo compulsivo con queste cose, non potevo lasciare tutto così». Le statistiche della sua carriera lo riempiono di orgoglio: ha segnato duecento reti esatte per l’Andover e detiene il record assoluto di marcature nella storia del Gosport a quota duecentosessantatré. Proprio riguardo a questo primato, Bennett scherza affermando che sarà pronto a tagliare le gambe all’attuale giocatore del Gosport Dan Wooden, qualora dovesse avvicinarsi troppo al suo traguardo. La soglia dei cinquecento gol, invece, era stata ampiamente superata durante il suo periodo in forza al Salisbury.
Il bomber ripercorre la sua avventura calcistica sottolineando di aver vissuto esperienze superiori a quelle di molti professionisti: «Parlo spesso di calcio con colleghi e clienti. Loro dicono che quello che ho fatto nella mia carriera in Non-League è probabilmente superiore a ciò che molti professionisti hanno l’opportunità di fare». Bennett vanta promozioni, lunghe corse nelle coppe e persino una finale di FA Trophy a Wembley disputata nel 2014 proprio con il Gosport Borough. Tra le reti che conserva con maggiore affetto nei propri ricordi spiccano una spettacolare rovesciata nella semifinale dei play-off di Southern League per il Gosport contro lo Sholing e uno splendido tiro al volo contro il Bridgwater.
Festeggiare il settecentesimo gol davanti alla propria famiglia ha reso l’evento ancora più speciale, permettendogli di esibirsi nella sua pittoresca esultanza: «Per un motivo sconosciuto le mie figlie mi chiamano Mr Chicken, così mi costringono a fare l’esultanza del pollo quando segno!». Nonostante il clamoroso successo sul campo, Bennett ha chiarito di non avere alcun desiderio di intraprendere una carriera da allenatore nel calcio maschile, preferendo dedicare il proprio tempo ad allenare la squadra della figlia Chloe, gli Amesbury Junior Gladiators.
