
Boreham Wood, una quindicina di miglia dal cuore di Londra famosa soprattutto per essere la città natale della saga di Star Wars. La trilogia originale è stata infatti girata negli Elstree Studios che si trovano ad un tiro di schioppo da un’altra icona della cinematografia: il set della più longeva soap opera britannica: EastEnders. Il legame fra Boreham Wood ed il cinema è visibile già dall’arrivo alla stazione: una serie di stelle incastonate nel marciapiede, in stile Walk of Fame accompagnano il visitatore fino al centro città . Già il visitatore: ma chi visita questa città appena fuori Londra?
Gli appassionati di cinema of course, ma anche quelli di calcio: Boreham Wood ed il suo Meadow Park (4502 spettatori, tutti a sedere) ospita dal 1998 le partite dell’Arsenal Ladies e dal 2013 delle squadre giovanili dei Gunners, ma soprattutto dal secondo dopoguerra quelle del Boreham Wood formazione che oggi milita in National League con ambizioni di vertice. Ambizioni maturate grazie ad un mercato estivo che ha portato milioni nelle casse del club.
L’età dell’oro nel Nord di Londra
Lasciando perdere sull’opportunità o meno che in Non League si viaggi a cifre con sei zeri, l’argomento di oggi è proprio l’età dell’oro che si sta vivendo a nord di Londra.
Prima abbiamo visto Abdul Abdulmalik che ha firmato un trasferimento record da 1,5 milioni di sterline verso gli svedesi del DjurgÃ¥rdens IF, poi, la scorsa settimana, The Wood hanno vissuto sette giorni memorabili per il prestigio del club, dei passaggi che danno il valore del lavoro che si svolge da quelle parti. Iliman Ndiaye, ora nazionale senegalese, ha siglato il suo passaggio da 65 milioni di sterline dall’Everton al Manchester City nella stessa serata in cui Sorba Thomas ha coronato il sogno della Premier League venendo acquistato dall’Hull City dallo Stoke City.
Ndiaye e Thomas, entrambi ventisettenni, rappresentano i due più grandi successi usciti dal programma PASE Academy del Boreham Wood. Sotto la guida del tecnico Luke Garrard e del responsabile dell’academy Cameron Mawer, la coppia ha trascinato la formazione giovanile del club a titoli nazionali e campionati consecutivi, prima di conquistare a suon di prestazioni la prima squadra. Ndiaye è stato rapidamente ingaggiato dallo Sheffield United — dopo una parentesi al Hyde United — dando inizio a un’escalation che lo ha portato al Marsiglia, all’Everton ed ora alla corte del City in Champions League. Thomas, dopo 77 presenze ed una promozione con The Wood, è stato prelevato dall’Huddersfield Town, arrivando anche a vestire la maglia del Galles con 27 presenze ed il debutto ai Mondiali in Qatar nel 2022.
«Ho allenato probabilmente migliaia di ragazzi», racconta Mawer al Non League Paper, oggi alla guida dell’academy del Bedford Town. «Ciò che separa questi due dagli altri è la mentalità di andare avanti ad ogni costo. Niente li distoglieva dal percorso: ragazze, alcol, uscite serali, amici, soldi. Volevano solo diventare i migliori calciatori possibili. In quel programma avevamo 500 ragazzi, ma la differenza non sta solo nel talento, bensì nella forma mentale».
Arrivato al Boreham Wood dopo l’addio al West Ham United, Sorba Thomas era inizialmente un ragazzo smarrito. «Era un’anima persa, molto ambizioso e determinato, ma anche arrabbiato con il mondo perché si sentiva scartato», spiega Mawer. «All’inizio ci ha creato qualche problema ed è stato anche sospeso dal primo contratto da professionista perché era sparito per sostenere un provino al Reading. Ma con il tempo e la giusta guida è maturato tantissimo: farebbe qualsiasi cosa per farcela e per la sua resilienza merita tutto il successo che sta ottenendo».
Diversa, ma altrettanto straordinaria, è la storia di Iliman Ndiaye, arrivato al Boreham Wood quasi per caso. «Iliman stava per iscriversi a un altro programma, ma conoscendo il suo entourage lo abbiamo contattato in tempo», ammette Mawer. «Siamo andati a prenderlo in pulmino a 15 minuti da qui: di quindici ragazzi, tredici se ne sono andati e due sono rimasti, uno dei quali era lui. Appena è sceso sul campo sintetico ed ha toccato palla, ci siamo chiesti da dove spuntasse un fenomeno del genere. Tra le giovanili faceva cose spaventose».
C’è un dettaglio che descrive al meglio la fame di successo di Ndiaye: «L’allenatore della prima squadra gli disse di preparare un piano B nel caso non fosse riuscito a sfondare. Iliman fu l’unico giocatore in quindici anni a rifiutarsi di farlo, rispondendo che non gli serviva alcuna alternativa perché sarebbe diventato un calciatore professionista ad ogni costo. Una determinazione feroce, mai vista prima».
Mawer definisce Thomas e Ndiaye due modelli di studio per i giovani aspiranti calciatori, a dimostrazione di come si debba reagire alle battute d’arresto: «Ho visto ragazzi con un talento immenso non arrivare da nessuna parte perché non in grado di gestire la pressione psicologica. Sorba e Iliman, invece, hanno affrontato ogni ostacolo a testa alta. Che giochi davanti a dieci persone o a sessantamila spettatori ad Old Trafford, nulla li spaventa. È questa la loro vera forza».
