Il trionfo dei Rangers per 0-1 al Celtic Park ha letteralmente infiammato la Scottish Premiership, riaprendo in modo clamoroso gli equilibri in vetta alla classifica. La vittoria firmata da Ryan Naderi non rappresenta soltanto i tre punti nel derby di Glasgow, ma suggella una settimana da incubo per i padroni di casa e consacra il grande lavoro tattico impostato da Derek McInnes.
La classifica corta, con i Rangers ora a un solo soffio dai rivali storici nonostante la stagione si iniziata da poche settimane, garantisce spettacolo ed emozioni forti per i mesi a venire. La Scottish Premiership ha ritrovato così quel brivido e quella imprevedibilità che mancavano da tempo, trasformando ogni partita in una battaglia senza esclusione di colpi e riaccendendo l’entusiasmo di milioni di appassionati in tutto il Regno Unito e nel mondo.
Per la lotta al titolo i Rangers hanno messo un punto esclamativo
La partita ha messo a nudo le difficoltà attuali del Celtic di Martin O’Neill, apparso insolitamente sterile, macchinoso nella manovra e privo di quella ferocia agonistica che storicamente contraddistingue i Bhoys nei match casalinghi. Il ko arriva a pochi giorni di distanza dalla pesante eliminazione in Scottish Cup con un 3-0 sempre per mano dei rivali cittadini a Ibrox, acuendo la contestazione dei tifosi e ponendo pesanti interrogativi sulla tenuta psicologica della squadra in questo avvio di stagione.
Dall’altra parte, i Light Blues hanno disputato una gara di spessore europeo, unendo a una solida organizzazione difensiva una pericolosità costante in ripartenza. Il gol decisivo al 33′ è il manifesto del cinismo scozzese: freddezza sotto porta, lettura impeccabile degli spazi e capacità di spegnere sul nascere qualsiasi tentativo di reazione avversaria. Nel secondo tempo, i pali colpiti e le occasioni sprecate avrebbero anche potuto arrotondare un punteggio che, di fatto, sta quasi stretto alla mole di gioco prodotta dagli ospiti.
Con questo risultato, i Rangers si portano a sole due lunghezze di distanza dai rivali storici in testa alla graduatoria, trasformando la lotta per il titolo in un affare apertissimo e imprevedibile. Per il Celtic si apre ora una sosta per le nazionali di profonda riflessione, con l’urgente necessità di ritrovare identità, certezze e la cattiveria agonistica smarrita prima che la situazione in campionato diventi critica. Seppur sia la prima caduta in Scottish Premiership, potrà dare qualche segnale negativo soprattutto con una sosta lunga, per poter metabolizzare una sconfitta dura e significativa.