La scorsa stagione, sia pur per la vicenda di spionaggio che vide coinvolto il Southampton, approdò alla finale e si vide sfuggire la promozione in Premier League per un soffio con la sconfitta per 0-1 per mano dell’Hull City. Il Middlesbrough, però, non ha alcuna intenzione di piangere sul latte versato e nella stagione 2026-27 vuole ritentare la scalata. L’arrampicata si avvarrà più o meno della stessa cordata del 2025-26 ma con qualche altro esponente a tenere le corde. Il bottino di 80 punti messo insieme in virtù di 22 vittorie, 14 pareggi, dieci sconfitte, 82 gol segnati e 36 subite è un buon punto per la ripartenza e fa morale. Ed è stato decisamente meglio del decimo con cui la squadra salutò la stagione 2024-25.
Championship, Middlesbrough, ossatura intatta per continuare a crederci
La squadra ha voglia di ritornare a calcare i prati della Premier League. Quei prati dove nascono speranze che talvolta diventano realtà. Nella bacheca del Middlesbrough scintilla come ricordo di un passato che chiede però di riproporsi, sia pure con un buon bagno di realismo ristoratore, l’edizione 2003-04 della Coppa di Lega che la squadra riuscì ad alzare al cielo dopo la vittoria in finale sui Bolton Wanderers per 2-1. Job e Zenden, autori delle due reti decisive al 2° e al 7°, sono ormai praticamente come delle icone nella ideale hall of fame del sodalizio. La squadra ebbe anche i suoi giorni d’Europa. Accadde nel 2004-05 quando raggiunse gli ottavi di finale di Coppa Uefa e la stagione successiva quando fu addirittura finalista vedendosi sbarrare pesantemente la strada verso la gloria dal Siviglia vincitore per 4-0. Si dirà che sono passati quasi vent’anni. Ma il Middlesbrough, e la città che esso rappresenta, non hanno dimenticato. E al rinverdimento di quei fasti ci vogliono fare un pensierino. Sognare, nel calcio come nella vita, non ha il cartello di divieto o di stop. Affidata ancora al tecnico svedese Kim Hellberg, arrivato nel 2025 dagli svedesi dell’Hammarby e in grado di farsi subito vedere nella sua caratura di conducator, la squadra riparte da Morgan Whittaker, autore di 14 reti lo scorso campionato, Tommy Conway che ne mise a segno 13 e David Strelec, autore di otto centri. Tre punti di riferimento granitici in una fase offensiva che esigerà parecchia acqua al mulino anche per il campionato a venire.
Championship, Middlesbrough, i nuovi innesti
Alla corte del tecnico sono arrivate le punte centrali Will Lankshear dal Tottenham, Kyle Joseph dall’Hull City. Quest’ultimo ha dato man forte per riportare i neroarancio nel salotto più sfarzoso del calcio inglese con otto reti in sessanta partite. Dal Vancouver giunge il centrocampista Sebastian Berhalter, dall‘Oxford United il trequartista Myles Peart- Harris. Fine del prestito e ritorno alla base per Delano Burgzorg, ala sinistra dal Bristol City e Abdoulaye Kantè, mediano dai francesi del Saint Etienne. Elementi in grado di apportare ulteriore benzina motivazionale nel serbatoio di una squadra che ne è già abbondantemente piena.
Championship, la hall of fame dei numi tutelari
Varrà ricordare che, dal Middlesbrough, sono passati nomi altisonanti che sono ora dei veri e propri numi tutelari della squadra con la forza dei ricordi che sanno evocare. Tecnico dal 2001 al 2006, Steve Mc Claren fu quello che riuscì a condurre la squadra verso la vittoria della sua sinora unica Coppa di lega. Bryan Robson, dopo avere militato come calciatore nel Middlesbrough tra 1994 a 1997. ne fu l’allenatore sino al 2001 Per lui, quando calcava i rettangoli verdi, arrivò anche la soddisfazione della convocazione in nazionale. Fratello del più famoso Bobby ma come lui vincitore dei mondiali nel 1966 con un”Inghilterra che giocò in casa, Jack Charlton fu del Boro tra 1973 e 1977. Gloria di ieri che prende per mano l’aspirante gloria di oggi. Che ha innanzitutto nome di promozione dalla Championship.