Giusto per ricondursi a un suo storico proprietario assurto a buon diritto alla notorietà artistica senza tempo, ovvero Elton John, si potrebbe cominciare dicendo che lo scorso campionato ha avuto un po’ di raucedine. Il Watford tutto desidera tranne che di vedere il suo prossimo campionato di Championship tradursi nella frequentazione dei bassifondi, leggi sedicesimo posto. E non gli si può dare torto, dato che la Premier League, qui, in passato, il naso ce lo ha messo eccome. Una squadra che, peraltro, profuma fino al midollo di tricolore con la famiglia Pozzo ai suoi vertici e un tecnico, Alessio Dionisi, deciso a giocarsi bene la sua prima esperienza British dopo trascorsi, tra le altre, con Venezia, Sassuolo, Palermo ed Empoli. A lui il compito di lucidare bene il pungiglione dei calabroni (Hornets) e di far sì che il rosso della determinazione a fare bene e il giallo del sole, sue cromature storiche e imprescindibili, prendano per mano la squadra portandola al dì di festa di un ritorno sul pianeta più luminoso del calcio inglese.
Watford, le prime amichevoli e i primi assestamenti
Le prime due amichevoli non hanno dato esiti scintillanti con uno stop patito contro il Boreham Wood per 1-2 e un segno ics con il punteggio di 2-2 con il Barnet. Ma, a ben vedere, un banco di prova di maggiore rilevanza, senza nulla togliere alle altre due sparring partner, sarà, dopo la sfida con i tedeschi dell’Hansa Rostock, squadra di Terza Bundesliga, di sabato 25 luglio, quella con la Fiorentina di mercoledì 29. Più sali di categoria con i tuoi antagonisti, più impari a prenderti davvero le misure di quanto sei. I Pozzo stanno dandoci dentro per assicurare a Dionisi una squadra a tutta competitività. A partire dai pali, dove starebbe per arrivare l’ex portiere del Bologna Federico Ravaglia, desideroso anch’egli di capire l’effetto che fa frequentare il calcio di Oltremanica. L”operazione di sfoltimento dallo scorso campionato come l’approdo di Giorgi Chakvetadze all’Udinese e l’esodo di Jonathan Lawson andato a prendersi un po’ di fresco in Finlandia con i colori dell’FF Jaro, è piuttosto ampia. Al novero si aggiungono Nathan Baxter passato al Leyton Orient, James Abankwah all’Udinese, Pierre Ekwah al Saint Etienne, Formose Mendy al Lorient e Stephen Mfuni al Manchester City, questi ultimi cinque per lo spirare del periodo del prestito ai giallorossi. Adesso è in pieno compimento l’operazione rifondazione che dovrebbe appunto, nei piani dei Pozzo e di Dionisi, portare la squadra a disputare una stagione ben diversa da quella appena lasciata alle spalle. Che non sia ancora arrivata una vittoria in amichevole, tutto sommato, è il problema minore. Perché poi la vera vittoria in un’amichevole è riuscire a trovare soluzioni vincenti spendibili quando il gioco comincia a farsi serio.
Watford, l’esigenza di riequilibrare reparto avanzato e reparto arretrato
Da un paio di stagioni a questa parte, il Watford è costretto a prendere una matitina per apporre il segno meno davanti al numero che indica la differenza reti. Due stagioni fa 53 gol finirono nelle porte avversarie e 61 nella sua, lo scorso campionato l’andazzo non è affatto cambiato con un bilancio di 53 e 65. Stesso numero di reti all’attivo ma crescita di quelle al passivo. Il che porta dritto a una conclusione sola: che il reparto offensivo deve darsi da fare a restituire al pungiglione il suo assetto migliore e che quello offensivo deve imbarcare meno acqua.
Watford, altre prime manovre in entrata e in uscita
Un apporto significativo alla difesa potrebbe sicuramente venire da Omar Traorè, prelevato di fresco dall’Udinese, realtà di proprietà dei Pozzo come il Watford. Il direttore tecnico Gian Luca Nani, su di lui, scommette a occhi chiusi: “Omar – ha spiegato – ha trascorso tutta la sua carriera in Germania, scalando le categorie giovanili prima di affermarsi in Bundesliga dove ha collezionato 87 presenze in tre stagioni consecutive, oltre a otto presenze nella Conference League, siamo certi che apporterà un contributo importante“. Intanto in casa Watford hanno piantato le tende sei giocatori che, cresciuti nel settore giovanile, avranno ora la possibilità di mettere il loro talento a servizio della prima squadra. E’ il caso degli estremi difensori Roraigh Browne e Sebastian Thrussell, dei centrocampisti Jai-Dea Moulton e Tobi Akinyimika e dell’attaccante Kymani Smith Daley. Conrad Hunt, invece, proseguirà la sua esperienza in prestito al Coleraine, squadra della prima divisione nordirlandese. Proseguirà altrove anche l’avventura dell’attaccante Vivaldo Semedo che ripartirà dall’Alverca, compagine della Primeira Liga spagnola. Al Watford lascia un tesoretto di ventotto presenze.
Watford, le attese per la prossima stagione
L’avvento di un allenatore che vuole cercare di lasciare in segno in Inghilterra come Alessio Dionisi potrebbe dare la giusta carica alla squadra e spingerla verso una situazione di classifica più nobile di quella fatta registrare durante le ultime stagioni. La Premier League, a Vicarage Road, manca dalla stagione 2021-22 e la società scalpita per ritrovarla. Il campionato degli Hornets partirà il 16 agosto sul campo amico alle 14.30 con un battesimo di fuoco contro il Southampton, altra squadra che, dopo l’incidente dello scorso campionato, vuole ritentare la scalata. Certo, una rondine non fa primavera ma si tratta già di un test di rilievo per cominciare a misurare la temperatura delle ambizioni.