E fanno cinque. Con la partecipazione ai Mondiali del 2026, il Ghana ha aggiunto un’altra tacca alle sue presenze nella kermesse planetaria. La squadra africana era partita con il botto approdando al secondo turno nelle edizioni del 2006 e del 2010 ma, nelle sue due successive uscite, datate 2014 e 2022, aveva dovuto subito fare le valigie dopo il primo turno. Ma procediamo in ossequio a quanto disposto dal Dio Cronos, Nell’edizione del 2006 si misura nel turno inaugurale nel gruppo E dove lo attendono Italia, poi campione del Mondo, Repubblica Ceca e Stati Uniti. Per la nazionale guidata all’epoca da Radomir Dujkovic è una novità assoluta che si colora subito di festa. Dopo l’esordio amaro con uno 0-2 subito dagli azzurri, infatti, le Black Stars, come sono chiamate dai tifosi, mettono a sedere la Repubblica Ceca per 2-0 con reti di Gyan e Muntari e gli Stati Uniti per 2-1 con gli autografi realizzativi di Dramani e Appiah. Si apre così per loro la porta degli ottavi di finale con sei punti in classifica alle spalle dell‘Italia con sette. I loro sogni di continuazione si infrangono però contro il muro del Brasile che li supera per 3-0. Nel 2010 le Black Stars finiscono nel gruppo con Germania, Australia e Serbia e ci riprovano. Anche questa volta la squadra prende il volo verso il secondo turno giungendo seconda con quattro punti insieme con l’Australia ma con una migliore differenza reti (zero contro meno tre). Sotto la guida di Milovan Rajevac, arriva una vittoria per 1-0 sulla Serbia con un calcio di rigore trasformato da Gyan a quattro giri d’orologio dal termine, un 1-1 con l’Australia in cui nuovamente Gyan rimedia al vantaggio degli oceanici di Holman e uno stop di misura con la Germania (rete di Ozil). Agli ottavi di finale le campane suonano a festa con la vittoria per 2-1 su quegli Stati Uniti già battuti con il medesimo punteggio quattro anni addietro con reti di Boateng e del solito Gyan a fronte della rete di Donovan. La squadra spicca quindi il volo verso i quarti dove si deve inchinare con onore all’Uruguay dopo i calci di rigore con il punteggio di 2-4. Al vantaggio di Muntari nei tempi regolamentari rimediò per i sudamericani Furlan. Fatali, per il Ghana, furono gli errori dagli undici metri di Mensah e Adiyiah. Per la nazionale africana, comunque, i quarti restano il risultato sinora ineguagliato.
Nelle edizioni del 2014 e 2022, infatti, la loro corsa si ferma assai prima ovvero già al primo turno. Finiscono nel gruppo G con Germania e Stati Uniti già incontrate nelle edizioni precedenti e con il Portogallo che è invece per loro una novità. Arriva una prima stecca contro gli Stati Uniti che pungono con Dempsey e Brooks vincendo dopo il momentaneo pareggio ghanese con Ayew. Con la Germania le speranze delle Black Stars si riaccendono grazie a un pareggio per 2-2: per i teutonici segnano Gotze e Klose, per i ghanesi Ayew e Gyan. Contro il Portogallo, però, la luce si spegne definitivamente per effetto delle reti di Boye e Cristiano Ronaldo cui si oppose il solo acuto di un pur prolifico Gyan. Risultato, un solo punto nel forziere con l’ultimo posto in classifica e immediata rotta per il ritorno a casa.
Saltata l’edizione del 2018, il Ghana si ripropose nel 2022 quando il sorteggio lo mise nel gruppo H con Portogallo, Corea del Sud e Uruguay. Come otto anni prima, arrivò una sconfitta contro i lusitani, questa volta per 3-2 con le reti di Ronaldo, Joao Felix e Leao che non furono controbilanciate a sufficienza da quelle di Ayew e Bukari. Salisu e Kudus con una doppietta intonarono invece il canto di riscossa nella vittoriosa sfida contro la Corea del Sud (3-2). Una doppietta di Cho non valse a rimettere in gioco gli asiatici. La terza partita fu invece amara con uno 0-2 contro l’Uruguay che colpì due volte con De Arrascaeta. Con i tre punti e l’ultimo posto, quindi, il Ghana dovette ancora una volta abbandonare la compagnia al primo turno. Il Ghana ha al suo attivo ben 24 partecipazioni alla Coppa d’Africa su cui ha messo le mani in quattro edizioni (1963,1965,1978 e 1982).
Le avversarie dell’Inghilterra ai mondiali, rosa e giocatori più rappresentativi
L’uomo simbolo del Ghana in termini di numero di presenze è Andrè Ayew che ne ha totalizzate 120 segnando 24 reti. I tifosi inglesi lo ricordano con le maglie di Swansea City (132 presenze e 42 reti complessivamente in più intervalli temporali), West Ham (43 e nove) e Nottingham Forest (tredici). Il goleador per eccellenza è invece Asamoah Gyan con 51 centri. In Italia indossò le casacche di Udinese e Modena mentre in Inghilterra militò nelle file del Sunderland con 34 presenze e dieci reti nella stagione 2010-11.
L’allenatore della rappresentativa ghanese è l’esperto allenatore portoghese Carlos Queiroz che da calciatore ebbe un passato di portiere. Queiroz è un esperto di nazionali avendo guidato il Portogallo tra 1991 e 1993 e tra 2008 e 2010, gli Emirati Arabi Uniti nel 1998, il Sudafrica tra 2000 e 2002, l’Iran tra 2011 e 2019 e, successivamente, Colombia, Egitto, Qatar e Oman sino, appunto, al Ghana. Insomma, un allenatore giramondo. Ex Sporting Lisbona e Real Madrid, fu per due volte viceallenatore del Manchester United tra 2002 e 2003 e tra 2007 e 2008.
Portieri
Joseph Anang, Benjamin Asare, Lawrence Ati Zigi
Difensori
Jonas Adjetey, Abdul Rahman Baba, Derrick Lukassen, Gideon Mensah, Abdul Mumin, Jerome Opoku, Kojo Peprah Oppong, Alidu Seidu, Marvin Senaya.
Centrocampisti
Augustine Boakye, Elisha Owosu, Thomas Partey, Kwasi Sibo, Caleb Yirenkyi
Attaccanti
Prince Adu, Jordan Ayew, Christopher Bonsu Baah, Abdul Fatawu, Ernest Nuamah, Antoine Semenyo, Kamaldeen Sulemana, Brandon Thomas-Asante, Inaki Williams.
Non mancano, nelle file del Ghana, i calciatori che calcano i rettangoli verdi del calcio British. Anang difende i pali del St Patrick’s nella League of Ireland, Ajew e Fatawu militano nel Leicester, Semenyo, ex Bournemouth, nel Manchester City, Thomas- Asante nel neopromosso in Premier League Coventry City.