Che si sia inizialmente trattato di una gestione un po’ all’italiana e che abbia fatto storcere un po’ il naso ad addetti ai lavori e ad appassionati, non vi sono molti dubbi. Eppure, anche in questa occasione, il calcio inglese e più in particolare i suoi organi regolatori hanno saputo dare una lezione esemplare a chi si ostina a non volere imparare.
Il campo era stato chiaro: la finale playoff di Championship, una delle sfide più attese della stagione di Football League e che porta con sé un “montepremi” del valore di circa 200 milioni di sterline, avrebbe dovuto essere tra Hull City e Southampton. Questo almeno fino al 18 maggio. Quando cioè la Commissione Indipendente ha riconosciuto colpevole i Saints di spionaggio nei confronti del Middlesbrough, avversario in semifinale, battuto sul campo.
Spygate Southampton: cosa è successo?
Ricostruiamo i fatti. Il caso nasce alla vigilia della semifinale play-off Championship tra Southampton e Middlesbrough. Secondo la decisione della commissione disciplinare indipendente della EFL, il 7 maggio 2026, una persona associata al Southampton indicata come un intern-placement, quindi un tirocinante o collaboratore in stage è stata osservata nei pressi del centro d’allenamento del Middlesbrough. Il fatto è avvenuto prima dell’andata e la semifinale play-off giocata il 9 maggio 2026 al Riverside stadium. Il Middlesbrough ha presentato reclamo formale alla EFL lo stesso giorno, allegando prove fotografiche.
Sul campo il Southampton aveva eliminato il Middlesbrough: 0-0 all’andata, poi successo nella semifinale di ritorno al St. Mary’s, gara decisa al minuto 117: finale play-off in programma a Wembley contro Hullc City. La vicenda però non si è fermata al solo episodio contro il Middlesbrougho. Durante il procedimento sono emersi altri due casi: uno relativo all’Oxford United, con osservazione degli allenamenti il 23 e 24 dicembre 2025 è uno relativo all’Ipswich Town, il 28 aprile 2026, giorno stesso della partita contro il Southampton.
Il Southampton ha ammesso tutte le accuse: violazione della regola sulla buona fede tra club e violazione della regola specifica che vieta l’osservazione degli allenamenti avversari nelle 72 ore precedenti una partita. Il testo della regola è rinvenibile nell’EFL Handbook, sezione EFL Regulations, Regulation 127 – Prohibited Conduct: Observing Training Sessions:
No Club shall directly or indirectly observe (or attempt to observe) another Club’s training session in the period of 72 hours prior to any match scheduled to be played between those respective Clubs
Conseguenza? Southampton escluso dalla finale playoff, riammissione del Middlesbrough, penalizzazione di quattro punti in classifica da scontare nella stagione 2026/2027.
Spygate Southampton: applicare la legge significa essere sproporzionati?
In appello, dopo soli due giorni, decisione confermata. Ci si è molto interrogati sulla proporzionalità o meno della decisione. E, dobbiamo dire, questi interrogativi appaiono tipicamente italiani. Quando una regola è chiara, comprensibile e quando gli organi regolatori (e decisionali) non rispondono alle pressioni di qualcosa o di qualcuno diventa tutto molto più semplice. Tanto semplice da definirlo sproporzionato, come in questi casi. D’altronde è però evidente come a certe latitudini la mera applicazione della legge appare essere sempre sproporzionata.
In questo caso, poi, la EFL ha voluto rimarcare un concetto chiaro. La sfida va decisa sul campo e non dietro una siepe, nè con una telecamera puntata su un allenamento chiuso all’interno di una proprietà privata. E questo – scrive la Commissione – distinguendo sempre il concetto di vantaggio sportivo e risultato sportivo. Il semplice fatto di ottenere informazioni riservate su formazione, infortuni o disponibilità di giocatori costituisce già di per sé un vantaggio, a prescindere dal risultato.