La 20ª giornata della Women’s Super League regala emozioni, ribaltamenti e risultati che incidono in modo diretto sugli equilibri della classifica. Il turno conferma quanto la corsa al titolo resti aperta e ricca di insidie, con squadre pronte ad approfittare di ogni passo falso. Nella zona europea la battaglia si fa sempre più intensa, con distanze ridotte e scontri decisivi. Anche in fondo alla classifica ogni punto pesa, tra squadre in lotta per la salvezza e tensione crescente. Le partite mostrano ritmi alti, grande intensità e continui cambi di inerzia. Alcune protagoniste brillano e fanno la differenza nei momenti chiave. Altre, invece, faticano e pagano errori che incidono sul risultato. Il turno offre spunti interessanti sia dal punto di vista tecnico che mentale. Andiamo a scoprire chi ha performato al massimo livello e chi, invece, ha deluso le aspettative.
Women’s Super League: top
1. Madison Haley (Brighton)
Prestazione da protagonista assoluta. Firma una doppietta pesantissima contro il Manchester City e incide nei momenti chiave della gara, dimostrando grande lucidità sotto porta. Nel primo gol legge perfettamente la situazione e si inserisce con i tempi giusti, mentre nel terzo dimostra reattività e fame nel seguire l’azione e ribadire in rete. Oltre ai gol, lavora tantissimo senza palla, attacca la profondità con continuità e offre sempre una soluzione in uscita alla squadra. La sua mobilità mette costantemente in difficoltà la linea difensiva del City, costretta a rincorrere e a perdere compattezza. Una prova completa, fatta di intelligenza tattica, opportunismo e presenza costante nelle zone decisive.
2. Sam Kerr (Chelsea)
Ancora una volta determinante e decisiva nei momenti che contano. Segna una doppietta e guida l’attacco del Chelsea con autorità, leadership e grande personalità. Si muove continuamente tra le centrali avversarie, alternando attacchi in profondità a movimenti incontro che aprono spazi per le compagne. Il primo gol indirizza subito la partita, mentre il secondo chiude definitivamente i giochi con il suo solito cinismo sotto porta. Oltre alle reti, partecipa attivamente alla manovra offensiva, pressa alto con intensità e rappresenta un riferimento costante per tutta la squadra. Una prestazione da leader tecnica ed emotiva, capace di trascinare il gruppo nei momenti decisivi.
3. Viviane Asseyi (West Ham)
Fondamentale nella vittoria contro il Liverpool. Da un suo calcio d’angolo nasce l’autorete che sblocca la partita, ma la sua gara va oltre l’episodio: è sempre pericolosa, crea superiorità e costringe la difesa avversaria a continui interventi. Sfiora anche il gol personale in più occasioni, confermandosi il vero motore offensivo delle Hammers.
Women’s Super League : flop
1. Khiara Keating (Manchester City)
Giornata complicata tra i pali. Non trasmette sicurezza nei momenti chiave e paga caro alcune situazioni gestite con poca decisione. Sul terzo gol del Brighton la respinta è corta e centrale, permettendo a Haley di ribadire in rete senza difficoltà. In generale appare incerta anche nelle uscite e nella gestione dei cross, fattore che contribuisce a dare fiducia alle avversarie. In una partita così importante, serviva maggiore solidità.
2. Cornelia Kapocs (Liverpool)
Sfortunata ma anche imprecisa nell’episodio che indirizza subito la partita. L’autogol nei primi minuti regala fiducia al West Ham e complica l’intero piano gara. Dopo quell’azione fatica a ritrovare serenità, sbaglia qualche lettura difensiva e perde sicurezza nei duelli. Un errore che pesa tantissimo in ottica salvezza.
3. Ella Toone (Manchester United)
Rientra dall’infortunio, ma non riesce a incidere come ci si aspetta. Fatica a trovare posizione tra le linee e a dare continuità alla manovra offensiva dello United. La squadra costruisce poco e lei non riesce ad accendere il gioco o creare occasioni pericolose. Una prestazione opaca, comprensibile per il contesto, ma comunque sotto le aspettative.