Mancano meno di 48 ore al fischio d’inizio di Italia e Irlanda del Nord, la semifinale playoff che vale un pezzo di Mondiale 2026. Mentre l’atmosfera a Bergamo si fa rovente, abbiamo raccolto le parole di una vera leggenda del calcio nordirlandese: Stuart Dallas.
Nonostante il ritiro forzato nel 2024, l’ex icona del Leeds di Marcelo Bielsa rimane l’anima pulsante della sua Nazionale. In questa intervista esclusiva, Dallas analizza la sfida contro gli Azzurri di Gennao Gattuso, racconta la tensione del ritiro e spiega perché, quando si parla di “Green & White Army”, nulla è davvero impossibile.
Irlanda del Nord, Stuart Dallas: “Queste sono le partite che sogni da bambino”
L’Ex terzino dell’Irlanda del Nord, Stuart Dallas in una recente intervista ha dato carica alla compagine di Michael O’Neill e ha spiegato cosa significa indossare i colori di questa nazionale. “È strano non essere in tuta da allenamento, ma sono qui per trasmettere ai ragazzi cosa significa indossare questa maglia. Ho detto loro che queste sono le partite che sogni da bambino. Non abbiamo nulla da perdere, tutta la pressione è sull’Italia.”
Sulla nazionale Italiana: “Rispettiamo l’Italia, è una nazione con quattro titoli mondiali, ma sappiamo che portano sulle spalle il peso di due mancate qualificazioni consecutive. Gattuso ha dato loro grinta, ma se riusciamo a resistere ai primi 20 minuti e a rendere la partita ‘sporca’ e fisica, il pubblico di Bergamo potrebbe spazientirsi. È lì che dobbiamo colpire.” Sull’assenza dei giocatori importanti: “È un duro colpo, Conor è il nostro capitano e una forza della natura. Ma l’Irlanda del Nord non è mai stata una squadra di singoli. Siamo un collettivo. Chiunque entrerà in campo sa che dovrà correre anche per chi è rimasto a casa. È lo spirito che ci ha portato a Euro 2016 e che ci serve ora.”
Ha mandato un messaggio ai tifosi nordirlandesi: “Saremo in minoranza nello stadio, ma la ‘Green and White Army’ si farà sentire. Ai ragazzi ho detto: ‘Giocate come se fosse l’ultima opportunità della vostra vita’. Io darei tutto per essere lì con loro, ma sarò il loro primo tifoso in tribuna.”