La Women’s Super League vive una stagione dal forte accento scandinavo. Con 23 giocatrici svedesi distribuite in sette club su dodici, la Svezia rappresenta la nazionalità più presente dopo l’Inghilterra. Negli ultimi anni molte protagoniste hanno lasciato il segno. Basta pensare Il gol decisivo di Stina Blackstenius con l’Arsenal in finale di Women’s Champions League ha rafforzato la reputazione delle calciatrici svedesi. Anche le nuove arrivate incidono subito: Fridolina Rolfö, arrivata al Manchester United, ha conquistato tifosi e compagne grazie a gol e personalità. A gennaio nove svedesi hanno scelto l’Inghilterra, sette in Women’s Super League e due in WSL 2, segnale chiaro di una chiara tendenza ormai consolidata.
La crescita parte dalla Damallsvenskan, massimo campionato svedese fondato nel 1988. Il torneo punta su sviluppo tecnico, ritmo alto e responsabilità individuale. Le regole impongono un numero minimo di giocatrici cresciute in Svezia, scelta che tutela il vivaio e garantisce continuità formativa. Marc Skinner, tecnico del Manchester United, sottolinea l’abitudine delle atlete svedesi a gestire pressione e intensità fin da giovani. Secondo la giornalista Amanda Zaza, le calciatrici portano in campo energia, mentalità offensiva e capacità di adattarsi a più ruoli. Inoltre il calendario, che va da marzo a novembre, permette alle giocatrici di arrivare in Inghilterra in momenti molto strategici della stagione.
Women’s Super League, le nuove opportunità e conseguenze
Le norme sul Governing Body Endorsement favoriscono le svedesi: esperienza internazionale, presenze in nazionale e partecipazioni europee facilitano l’accesso al campionato inglese. La Women’s Super League alza così il proprio livello tecnico e competitivo. Tuttavia emergono perplessità sullo spazio per i giovani talenti inglesi, che potrebbero cercare esperienze all’estero per completare il percorso di crescita. Intanto in Svezia molti tifosi osservano con preoccupazione le partenze verso l’Inghilterra. Club come Häcken, Hammarby e Rosengård hanno perso pedine chiave, e il campionato rischia di indebolirsi. La WSL guadagna sempre più qualità e visibilità, ma il flusso continuo di talenti ridisegna sempre più gli equilibri del calcio femminile europeo.