Mentre Michael Carrick sta riportando il sorriso sui volti dei tifosi con una scalata verso il quarto posto, i contabili del Manchester United sono alle prese con i cocci finanziari lasciati dalla gestione di Ruben Amorim. I recenti documenti depositati presso la New York Stock Exchange hanno rivelato la portata economica di quello che è stato definito uno dei “flop” piĂą costosi della storia recente del club.
L’esonero di Ruben Amorim, avvenuto il 5 gennaio 2026 dopo soli 14 mesi di permanenza, graverĂ pesantemente sul bilancio della seconda metĂ dell’anno fiscale. Secondo le cifre ufficiali, il club ha accantonato 15,9 milioni di sterline (circa 19 milioni di euro) per coprire le liquidazioni del tecnico portoghese e dei suoi cinque collaboratori. Questa cifra comprende la copertura dei restanti 18 mesi di contratto (scadenza giugno 2027), il pacchetto di buonuscita per i fedelissimi portoghesi che lo avevano seguito da Lisbona e una svalutazione di 6,3 milioni di sterline relativa agli asset intangibili (il valore residuo del costo del suo ingaggio a bilancio).
Manchester United, l’effetto domino: Da Ten Hag ad Amorim, e il debito record ma utile operativo in crescita
Se si guarda al quadro completo, l’operazione nuova guida tecnica iniziata nel novembre 2024 si è rivelata un disastro finanziario. Sommando i costi, il Manchester United ha speso una cifra record per cambiare allenatore, l’esonero di Erik Ten Hag è costato 10,4 milioni, l’acquisto di Amorim dallo Sporting costato 11 milioni (clausola rescissoria), e lo stesso esonero del manager portoghese e staff costerĂ 15,9 milioni. Il totale complessivo ammonta a 37,3 milioni di sterline (oltre 44 milioni di euro) spesi in soli 15 mesi solo per la gestione della panchina, senza contare gli stipendi versati durante i mesi di attivitĂ .
Nonostante il costo dell’esonero, non tutto è nero per le casse controllate da INEOS. Il club ha riportato un utile di 32,6 milioni di sterline nel secondo trimestre (chiuso al 31 dicembre 2025), grazie soprattutto ai tagli draconiani voluti da Sir Jim Ratcliffe (300 licenziamenti e riduzione dei costi fissi). Tuttavia, il debito complessivo del club resta una scure che pende su Old Trafford: la cifra ha toccato la soglia psicologica di 1,3 miliardi di sterline. Di questi, circa 533 milioni sono debiti a breve termine (prestiti e rate di calciomercato) che dovranno essere onorati entro l’anno.
La scelta di affidare la squadra a Michael Carrick non è stata solo tecnica, ma anche strategica. Carrick ha stabilizzato l’ambiente e, se dovesse centrare la qualificazione in Champions League, porterebbe nelle casse del club circa 100 milioni di sterline tra premi UEFA e ricavi da botteghino, coprendo ampiamente i costi generati dal fallimento della gestione precedente.